30 apr 2008

Orsù, non perseverare

di Subbaqquo in Personali

Chat su Skype tra Subbaqquo e Jotaro di domenica sera (lui sarebbe dovuto tornare a l’Aquila l’indomani):

Jotaro: ciao, pttana, domani non attender il mio arrivo in su la porta di casa nostra
Subbaqquo: giammai
Jotaro: non per l’ora del pranzo, quanto piuttosto per quella del desinare
Subbaqquo: per la garrula cena, allora, sarai atteso e degnamente accolto
Jotaro: me ne compiaccio, o poco più pria, se il fato condurrà sicuri i passi miei all’agognata meta; porto spezie d’oriente e d’occidente al mio braccio, al nome di caffé corrisponde quanto umilmente reco
Subbaqquo: con gaudio tali spezie saranno accolte, stanne certo
Jotaro: mai dubbio alcun sfiorò la mente mia al solo pensiero di parlare la lingua dell’aroma laddove essa sarebbe accolta come pargolo tra le braccia della adorata nutrice sua
Subbaqquo: orsù, cotanta smielataggine mi irrita, poffare, termina codesta usanza, te ne prego
Jotaro: deh, mia è la volontà di ubbidirti, ma un demone a me vicino vinse il mio viso e da allora non sono che un simulacro di me medesimo
Subbaqquo: è chiaro, allora, come astro nella notte oscura, quel che imminente t’ha preso e cotanto ti turba! non gemer, però, perché se vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, allora chi siamo noi per opporci a tal fato? chi siamo noi per indugiare in tanta irriverenza?
Non trattenermi oltre, te ne prego, le mie stanche membra bramano riposo
Jotaro: no, non osar dileggiarmi a cotal guisa, non sarei il primo (qual fosse vero quanto asserisci) né l’ultimo a “penar”; ahi a te, misero membro di te istesso, che non conosci il concetto di spesso
Subbaqquo: cos’è una tal pena in confronto a quel che il mondo avverso ci prepara?
Jotaro: un gioioso dolore, un dolore fausto, ora va’, non indugiar oltre; sarò diman per te il mondo cui dianzi rivolgevi mente e corpo, e ispecie il corpo
Subbaqquo: allora a presto
Jotaro: ciave

Purtroppo è tutto vero.

W i Subbaqqui…

29 apr 2008

Voglio la scrivania pulita!

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu

Oggi posto una piccola e semplice mini-guida che può risultare utile a tutti quelli che si son dati da fare con le partizioni sui propri hard disk (magari proprio dopo aver letto la mia ultima fatica su come modificare il file fstab) e non vogliono più vedere le icone dei volumi montati sul proprio desktop (quanto disordine…).

Per nascondere dalla scrivania tutti i dispositivi caricati da ubuntu, infatti, basta dare questo comando nel terminale:

gconf-editor

e nella finestra appena aperta (Editor della configurazione) navigate attraverso il menù a tendina seguendo il percorso apps/nautilus/desktop e deselezionate l’ultima voce in basso: volumes_visible come potete vedere dall’immagine.

Facile, no?

Naturalmente potete selezionare o deselezionare le voci nella finestra per visualizzare o meno sul vostro desktop anche altre icone, nell’ordine della figura:

risorse del computer -> computer_icon_visible
cartella home -> home_icon_visible
network manager -> manager_icon_visible
cestino -> trash_icon_visible

W i Subbaqqui…

28 apr 2008

Vita di cartone

di Subbaqquo in Personali

Avete presente quando vi chiedono in quale personaggio dei cartoni vi riconoscete di più?
Bene.

A me piacerebbe rispondere, che so: Phoenix dei Cavalieri dello Zodiaco, Mark Lenders, quello che guidava il leone nero di Voltron, Ryo dei cinque Samurai, Ken il guerriero, Robin Hood, City Hunter e così via. Gente forte, avventurosa, che sa il fatto suo ed ha vissuto roba che uno normale se la sogna.

Eppure, quando me lo chiedono, a me viene sempre da rispondere Semola, quello de La Spada nella Roccia, per intenderci. Sono i casi della vita, credo, e poi sono troppo sincero, forse.


W i Subbaqqui…

P.S.: intanto sappiate che Hardy Heron va che è una meraviglia, anche se ho dovuto faticare non poco per far funzionare la mia scheda video (nvidia 8600m gt), e pensare che era una delle più supportate fino a Gutsy, quando fanno queste cose gli sviluppatori li ammazzerei: come si fa a tornare così indietro? Appena ho un po’ di tempo spiegherò come ho fatto a far funzionare tutto.
Per il resto Hardy si è meritata la presentazione in pompa magna (evidentemente un po’ troppo esagerata per il mondo linux, basta vedere la home page di ubuntu-it.org) che ha avuto.

22 apr 2008

Aborto o abortisco?

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Finalmente concludo la triade cominciata.

La vastità dell’argomento non si può esaurire in poche righe, per cui mi concentro solo su quel poco che ritengo di poter affermare in tutta serenità senza paura di smentita.
Scrissi chiaramente che l’aborto è un omicidio, e come per ogni omicidio ci può essere anche quello commesso per legittima difesa -ovvero quando la vita di un’altra persona direttamente coinvolta è in pericolo.
Questa piccola premessa serve a ricollegarmi ai precedenti miei post sull’argomento, e anche a tacitare in partenza chi si azzardasse anche solo a pensare di darmi del fascista-clericale (magari ignorando anche il significato di questi termini, come è uso nei nostri tempi di facile offesa diretta a chi usa il cervello).

Nei commenti relativi ai suddetti due post venne fuori chiaramente che i consultori sono un grosso punto debole dell’attuazione della legge 194: non esistono, o se esistono magari sarebbe auspicabile la loro soppressione.
Tutto vero, ma non si riesce a capire che i consultori sono il frutto ambiguo di una legge fatta male, che con una mano salva e con l’altra uccide (in un bilancio a netto favore della seconda); inoltre il lavoro di un consultorio non dovrebbe finire poco prima dell’aborto, ma accompagnare l’infelice verso un recupero di sé, e della propria autostima; per anni, se necessario.

Eh sì! Pare da qualche statistica letta qui e là che un buon numero di donne, aborto compiuto, siano affette da problemi psichici ampiamente sottovalutati. Perché questo?
Ma è ovvio: “La legge è buona, va semplicemente applicata così come è e i risultati verranno automaticamente”.
Siccome odio i mantra ripetuti senza capirne il significato, voglio una spiegazione seria; gli infantilismi di chi mi dà del fascista-clericale sono come le chiacchiere, ovvero un nulla che perfino il vento ignora.
Le numerosissime donne che manifestano apertamente disagi e squilibri -tralasciando quelle abbastanza forti da non lasciarli trasparire- sono il più tangibile marchio di infamia e fallimento di una legge nata sotto un pensiero magico-materialista. Le mie sono chiacchiere? Vedremo.

Bernard Nathanson: ginecologo ex-abortista fu uno dei primi ad iniziare negli U.S.A. (e nel mondo) la battaglia a favore della legalizzazione dell’omic… ops scusate, volevo scrivere: dell’interruzione volontaria di gravidanza.
Leggete per favore cosa dice a distanza di anni: illuminante.

Si dice di satana: menzognero ed omicida fin dall’inizio.
Che si creda o no in una realtà superiore alla materia rimane comunque il fatto che con qualche bugia ben orchestrata si è dato inizio alle danze omicide. È solo un caso?
Forse; ma allora perché, se la 194 è così pura e santa, non ha il potere di redimere la psiche di tante donne che ancora si consumano nel dolore per non aver capito (male informate) a cosa andavano incontro?
Con la mentalità odierna credo che si potrebbe arrivare perfino a somministrare morfina come unico rimedio al dolore: brutale ma efficace.
Sarebbe il giusto coronamento di una scienza magica che pretenda di governare un eterno presente non capendo però gli effetti futuri di un presente mal gestito.

Andando a leggere tra le righe della 194, ammesso di non avere pregiudizi, si evince senza difficoltà quanto in fondo la menzogna sia il filo conduttore che l’ha ispirata.
Coerenza vorrebbe che fosse riportato che essa non prevede la cura a posteriori per danni derivanti dall’aborto; questa lacuna non è cosa da poco per una legge che viene difesa a spada tratta come la migliore possibile.
In fondo in fondo non è vero che “da quando la 194 fu introdotta il numero di aborti è diminuito, di pari passo con l’aumento di sopravvivenza delle donne”?
A leggere le parole del dottor Nathanson viene il dubbio di essere preda di un incantesimo di massa.
Ma pur volendo speculare sopra questo ennesimo mantra, come già feci nei precedenti post, urge sottolineare un altro piccolo aspetto di falsità: ammesso che ci sia stato un calo dall’introduzione della 194 -tutto da dimostrare ancora- negli ultimi anni le statistiche sono state alquanto falsificate. Non vengono menzionati gli aborti operati con la pillola RU486, che in Italia fu introdotta in via sperimentale nel 2002 -se non sbaglio- e che solo ora è stata sdoganata (miracolo dei soldi) dopo ‘attente valutazioni scientifiche sui risultati positivi riscontrati in giro per la nazione’.
Peccato poi che essa sembri clinicamente più pericolosa del classico aborto chirurgico (ogni tanto una donna muore; altro che le vecchie mammane! qui si muore scientificamente), circa 10 volte più mortale, stando alle parole del dottor Renzo Puccetti¹.

Inoltre, sempre per la serie “la legge va bene così come è”, le donne che si sottopongono ad aborto chimico con la pillola sono quelle che maggiormente risentono dei problemi psichici.
Strano! non riesco a scorgere quali difficoltà potrebbero sorgere nel vedere il proprio feto, espulso sotto la doccia, finire nello scarico.
D’altronde chi è che non sogna ogni giorno di provare una simile emozione? Perciò evviva la libertà di abortire a casa o per strada (e ‘fanculo la possibilità di curarsi il cancro da sé, magari con il metodo Di Bella)!

Concludendo non può mancare l’ultimo mantra a completamento di questa breve carrellata di menzogne: “non ci sarebbero tutti questi aborti se i metodi contraccettivi fossero più diffusi”.
Pazzi scellerati che non siete altro!
Si potrebbe affermare una cosa simile se i metodi in questione fossero sicuri al 100%, ma non lo sono; essendo inoltre i contraccettivi moooooolto diffusi, si diffonde anche l’idea che si può trombare allegramente senza pensare alle conseguenze. Dunque più si tromba più aumenta la possibilità di concepire un figlio, dal momento che profilattici e compagni non sono infallibili.
Non parliamo poi di quante persone fanno sesso senza contraccettivi (penso in particolare al condom) perché sono stufe di usarli oppure perché ‘nel momento del bisogno’ non li hanno.
Ma in fondo che importa! scopate pure, male che va il feto si butta nel cesso; e passa la paura.

Riccardo Giuliani

1) http://www.zenit.org/article-13945?l=italian

http://www.lucisullest.it/dett_news.php?id=735

21 apr 2008

Il visitatore che non vorresti

di Subbaqquo in Web


Uno ossimoro degno del divin poeta.
Beato lui che non poteva conoscere tale ferraglia.

W i Subbaqqui…