09 apr 2008

Jazz for you

di Subbaqquo in Musica

Essendovi oltremodo e con evidente (rozza da parte vostra, brillante da parte mia) sicurezza rotti le controballe di consigli musicali riguardanti esclusivamente musica classica, quest’oggi mi promulgo in due o tre (devo ancora deciderli) cenni su dischi di jazz vecchio stampo che dovreste sentire (e far sentire ai vostri figli, e ai figli dei vostri figli (e perché no, anche i vostri padri, nonni e bisnonni), per almeno settantasette generazioni).
Inoltre vorrei introdurre una novità, per ogni disco aggiungerò alla fine della breve descrizione il colore a cui mi fa pensare mentre lo ascolto. Solitamente funziona.

Lennie Tristano – Descent in to the Maelstrom (1952)
Questo LP è praticamente introvabile. Nei negozi.
Il disco è geniale (altrimenti che ve lo consiglierei a fare), il sound di quell’incredibile pianista che fu Tristano mi ha rapito subito. Basta la prima taccia, che è anche la titletrack, per capirlo: Descent in to the Maelstrom, ovvero 3 minuti e passa di pura atonalità.
Marrone sbiadito.

Sun Ra – Atlantis (1967)
Nel mondo del jazz l’artista in questione è sempre stato tra i più originali e dissacranti.
Atlantis, secondo me, è il miglior album che abbia mai sfornato (con la collaborazione dei suoi Arkestra). Non è per orecchie deboli, però, questo disco è totalmente astratto, non c’è punto di riferimento alcuno, soprattutto nella seconda parte dell’album, cioè Atlantis, unica traccia di più di venti minuti che dà il titolo al disco. Le prime cinque tracce sono perfette per abituare il cervello a questa ultima chicca finale.
Viola elettrico.

Albert Ayler – Spiritual Unity (1964)
Con questo album il sassofonista Ayler abbraccia completamente il free jazz (ed, ascoltandolo, come non possiamo farlo anche noi) e gli altri due componenti del suo trio lo accompagnano egregiamente (Peacock al contrabbasso e Murray alla batteria). Questo disco è così primitivo che a volte sembra di essere nella giungla, sentendolo.
Tarzan, però, ad Ayler gli fa una pippa.
Irrimediabilmente nero.

W i Subbaqqui…

Lascia un commento!

Nome (richiesto)

Email (richiesta)

Sito web (opzionale)

Commento (richiesto)