25 mag 2008

Piromania giustificabile?

di Subbaqquo in Musica


Sono entrato in una libreria, oggi pomeriggio, e tra i tanti reparti c’era quello dei libri sulla musica.
Mi sono avvicinato, titubante come al solito, attratto da una bella foto di Jim Morrison (non la classica in bianco e nero – ed era bella la foto, non lui).
Tra l’accozzaglia di carta igienica colorata, riempita dai rigurgiti degli attuali idoli delle folle, il mio occhio si è posato sulla copertina coloratissima di un libretto intitolato I 100 migliori album della storia del rock, o qualcosa di simile.
Chiaramente certi libelli non sono adatti al mondo, ma a volte sono buona fonte di risate.
Degno erede di Indiana Jones, l’ho aperto. E l’ho sfogliato. E l’ho letto.
Positivamente impressionato dal fatto che (almeno!) la classifica fosse divisa per decenni, mi sono diretto istintivamente agli incomparabili ’60.

Al primo posto d’era un album dei Beatles.

Dei Beatles.

Beatles.

I fantastici quattro scopettini anglosassoni, quelli.
L’impressione positiva si è trasformata in ira, devo ammetterlo.
Nervosamente, sbagliando, ho continuato a scorrere l’elenco ed ho notato come Tim Buckley (Tim, non Jeff) fosse distanziato di una decina di posizioni, mentre Captain Beefheart (che non osavo credere potesse essere posto in una lista tale) era oltre i primi 20. Oltre.
Ebbene.
I Beatles, primo prodotto di quel marchingegno spremisoldi e creacoglioniascoltatori che, col tempo, è divenuta la macchina discografica. Il primo eclatante (ed in quanto riuscito colpevole) esempio che la pubblicità sarebbe divenuta la principale componente creativa del rock, emancipatrice di ogni artista volesse essere creato e mosso a mò di burattino.
Non ce l’ho col pop, che può dare i natali a materiale lodevole, che di certo i quattro scopettini non hanno inventato.
Bisogna dire che persino Captain Beefheart, col suo Trout Mesk Replica (era ovviamente questo l’album in classifica) non ha inventato nulla; così come, ad esempio, Coltrane con Ascension, la pietra miliare del free jazz. Il primo album è del ’69 e credo sia tutt’ora il migliore di tutta la storia del rock (per quanto questo possa valere) ed il secondo è del ’65 ed a mio parere è tutt’ora il migliore di tutta la storia del jazz. A mio parere, sia chiaro.
Ebbene nemmeno loro hanno inventato nulla, basta ascoltare la Grossa Fuga di Beethoven, roba del 1825, che quindi li anticipa di 140 anni, roba che persino gli estimatori di musica colta hanno cominciato ad apprezzare pienamente solo all’inizio del ’900.
Essendo il succitato e fecifero libello sul rock, non pretendevo certo ci fossero Beethoven o Coltrane, ma pretenderei che questi schifosi lustrascarpe imbrattatori di povera carta inerme fossero un minimo degni della loro privilegiata condizione di esseri umani.

I Beatles.

Lo ammetto: una piccola parte di me in quel momento avrebbe goduto nell’abitare il corpo di un piromane.
Fortunatamente una parte molto piccola, che solitamente nascondo molto bene.
Statemi bene e scusate lo sfogo.

W i Subbaqqui…

21 mag 2008

Un buon capro espiatorio

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Non capita spesso di leggere le prime pagine di un libro universitario, più precisamente quelle precedenti il sommario; ma a volte ne vale la pena.

L’editore riporta la giusta e sacrosanta lamentela secondo la quale, se tutti gli studenti preferiscono la fotocopia del libro al posto dell’originale, egli è costretto ad alzare il prezzo per coprire i costi che, a differenza di quelli della copia, sono maggiori sia in numero sia in tipologia: ad esempio ci sono in più i costi fissi (come l’impaginazione).
Reiterando vieppiù (e sottolineo vieppiù) l’illegale pratica si rischia di far fallire l’editoria universitaria, e di conseguenza verrebbero anche a mancare gli originali da cui trarre le fotocopie.

A prima vista il discorso ha un senso compiuto, peccato che manchi qualche condizione a contorno per chiarire il perché della larga diffusione delle fotocopie.
Dal momento che i fondi per l’editoria sono concentrati laddove si producono fondi per l’editoria stessa (calmi, parlo della pubblicità) ecco che i testi universitari si prestano malamente ad un’equa redistribuzione dei proventi: è la legge del mercato -mi si dirà-, ma ancora non ho capito che razza di mercato sia; manca un aggettivo che lo qualifichi.
Ora mi chiedo: se davvero esiste questa falla, non è colpa del compratore (non direttamente).
Non è colpa dei pincopallino se i giornaletti spazzatura di gossip hanno soldi facili, se i quotidiani arrivano all’edicola già pagati con le tasse e poi pretendono pure almeno un euro in più a copia, se i maghetti/astronzologi ti rifilano il pacco stellare sotto forma di consigli.

Vero è che non tutti vogliono gonfiarsi il fegato sui libri da 800 pagine, e va bene così: ma quelli che lo fanno in genere possono essere pronti un domani a restituire con il lavoro molto di quanto hanno ricevuto negli studi.
Siccome l’Italia è infettata da burocrati allergici ad ogni forma di cultura, specie quella viva, ecco che un politico non avvertirà mai l’esigenza di spronare i propri studenti a progredire perché li avverte come una minaccia, dunque non li favorirà neanche in un misero sconto sui libri di testo.

Perciò caro editore ignoto, prima di scrivere vacuità succitate, fatti un esamino di coscienza.
Ma mi raccomando: per questo esamino… procurati il testo originale.

Riccardo Giuliani

08 mag 2008

Creare un’immagine DVD sotto linux? Enter, punto.

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu


Forse pochi sanno che per creare l’immagine di un DVD video sotto linux (e quindi compresa la mia Ubuntu) di cui possedete già la struttura (cioè le cartelle VIDEO_TS ed AUDIO_TS) basta dare un comando da terminale, supponendo che la cartella che contiene l’intera struttura del DVD si chiami DCMSLP (cioè Dvd Che Mi Sono Legalmente Procurato):

mkisofs -dvd-video -o NOMEDELLAISOCHEVOGLIOCREARE.iso DCMSLP

Se fare le cose così semplicemente, senza dover scaricare e crackare programmi proprietari pesantissimi, non vi dà gusto, allora usate Windows.

A proposito, se la struttura del DVD non l’avete già pronta, ma dovete farla, potete usare DeVeDe (che è nei repository, quindi facilmente installabile da terminale o da Synaptic) o seguire questa guida.

W i Subbaqqui…

03 mag 2008

Juno, i bruchi e l’aborto

di Subbaqquo in Pubblicità

Ho visto quel film, Juno, quello che Ferrara andava sbandierando in giro come manifesto contro l’aborto, per intenderci. Ora, così come Ferrara non è un uomo degno di una legittima e santa battaglia come quella che cercava di portare avanti, così Juno non è un film contro l’aborto.
Anzi, per meglio dire, non è nelle intenzioni del film essere contro l’aborto, ecco.

Praticamente e semplicemente si racconta la storia di una ragazza un po’ particolare che, grazie all’appoggio dei genitori, prende la coraggiosa decisione di portare a termine la gravidanza per poi donare il bimbo ad una coppia che desidererebbe tanto un figlio, ma non può averne uno con metodi naturali. Non svelo più di questo, che si capisce nei primi cinque minuti di film, per non rovinarvi la visione.

Dicevo che, oltre al fatto che tutti chiamano la protagonista Junbruco (giusto per spiegare il titolo), è palese che il film non intende essere contro l’aborto, è piuttosto un’inno alla libertà di scelta, rappresentata da Juno. Non credo che nelle intenzioni della regista il fatto di non far abortire la protagonista voglia essere un segnale di contrarietà all’interruzione volontaria di gravidanza. In realtà nel film non c’è nessuna dietrologia.
L’unica denuncia, al limite, che vi si può trovare è quella contro i consultori, mostrati squallidi così come sono, senza fronzoli né eufemismi. In definitiva lo consiglio (il film, non il consultorio).

Di certo (e non è detto che sia un male) si tratta il tutto con molta leggerezza, lasciando lo spettatore con la voglia di “pensare la sua”; mentre se fosse stata una pellicola pesante, di quelle introspettive, lo spettatore, sfinito, probabilmente non ne avrebbe avuto le energie.
Ed è proprio mentre pensavo la mia che mi è venuta in mente quella canzone di Tricarico che diceva il padre e’ solo un uomo e gli uomini son tanti scegli il migliore seguilo e impara, ritengo che questo concetto possa estendersi anche alle mamme, quelle che si giustificano con la favola della propria autodeterminazione, del possesso del proprio corpo. Che appunto per rivendicare il possesso del proprio corpo eliminano il corpo di un’altro (se proprio non si accetta che sia vita, penso non si possa negare che almeno sia corpo). Magari quel corpo, una volta nato, si potrebbe scegliere una mamma migliore.
Proprio come nel film.

W i Subbaqqui…

01 mag 2008

nVidia 8600 non funzionante su Hardy Heron? Provate così!

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu

Come già scritto Hardy Heron porta con sé un problema riguardante le schede grafiche nVidia GeForce serie 8600 (quindi GS, GT, Mobile version, ecc.) che è montata su molti portatili Dell (come il mio Inspiron 1520) e su molte altre marche.
Il problema si verifica facendo installare al gestore dei driver con restrizione di Ubuntu i nuovi driver proprietari 169.12, che evidentemente non sono ancora del tutto supportati (mentre su Gustsy i vecchi 1:96.43.05 andavano una meraviglia), infatti riavviando dopo l’installazione dei driver, giungendo alla schermata di login, essa si presenta completamente bianca con delle linee verticali che partono da un grigio-violetto e tendono sempre più al nero.
Descritto il problema, se vi riconoscete la vostra situazione, continuate a leggere, perché dopo svariate ricerche e tentativi sono riuscito ad avere gli ultimi driver nVidia funzionanti sul mio pc, e sinceramente di faticare un pochino, visti i risultati, ne vale la pena.

Let’s start!

Se avete riconosciuto il problema siete arrivati ad un punto che per un utente alle prime armi potrebbe sembrare di non ritorno, invece non serve reinstallare tutto daccapo:

  1. riavviate il pc brutalmente;
  2. entrando nel menù di grub avviate ubuntu in modalità recovery mode;
  3. selezionate nel menù che vi si presenterà (grande Hardy Heron!) che volete tentare il fix dell’xserver;
  4. attendete che si completino le operazioni di risoluzione del problema (il vecchio file xorg.conf sarà backuppato) ed a questo punto riavviate normalmente Ubuntu.

Vi ritroverete con la risoluzione base e i driver open vesa (o nv).
Adesso spiegherò brevemente quello che cercheremo di fare: per risolvere il problema basta ottenere il file EDID della scheda video ed inserire manualmente nel file xorg.conf un’opzione che obblighi il server x a fare riferimento a tale file. Per ottenerlo (a meno che non vogliate ricavarlo sotto Windows, se lo avete installato accanto ad Ubuntu, ma non è questo il mio caso) dobbiamo far funzionare il programma di configurazione della nVidia (NVIDIA X Server Settings), che però a sua volta necessita che i driver nVidia siano già in uso (potenza dei programmi proprietari…), solo che se noi installiamo i driver proprietari non possiamo accedere in modalità grafica e di conseguenza ciccia.
Non rimane altro che ingannare NVIDIA X Server Settings facendogli credere che stiamo usando i driver giusti :-) . Per far questo abbiamo bisogno di un’installazione funzionante di EnvyNG e di un accesso ad internet, considerate che molti passaggi saranno effettuati al di fuori della modalità grafica, quindi scrivetevi i comandi su un foglio o stampatevi questo post, se pensate di non ricordarli a memoria, non potrete consultarli mentre agite da terminale!
Andiamo con ordine:

  1. Scaricate dal sito dell’nVidia i driver 100.14.19, che sono per un’altra serie di schede, ma fanno comodo per i nostri ingannevoli propositi;
  2. per installarli uscite dall’ambiente grafico con la combinazione di tasti Ctrl + Alt + F1 e effettuate il login, supponendo che abbiate scaricato i driver sulla scrivania da terminale date i seguenti comandi:

    sudo /etc/init.d/gdm stop
    sudo sh NVIDIA-Linux-x86-100.14.19-pkg1.run

  3. durante il processo di installazione rispondete no quando vi si chiede se volete controllare via ftp se esistono moduli kernel più aggiornati (li avete appena scaricati) e fate compilare il tutto all’installer;
  4. riavviate, per farlo da terminale:

    sudo reboot

  5. alla schermata di login (che adesso dovrebbe essere leggibile, anche se con la risoluzione sbomballata) effettuate l’accesso e notate che anche una volta entrati la risoluzione è sbomballata uguale;
  6. Ubuntu potrebbe avvertirvi che siete a risoluzione minima o cose del genere, voi gioite perché se siete arrivati qui vuol dire che avete superato l’odiosa schermata bianca che vi perseguitava;
  7. pregate per me;
  8. aggiustate la risoluzione a vostro piacimento;
  9. andate nella barrà del menù e cercate la voce NVIDIA X Server Settings, sotto Sistema -> Amministrazione, se non sta lì controllate un po’ per tutto il menù, se non lo trovate non avete installato correttamente i driver, quindi ricominciate daccapo;
  10. avviate NVIDIA X Server Settings, che adesso si avvia in quanto avete installato dei driver proprietari e stanno funzionando, anche se sono quelli sbagliati, se non stanno funzionando attivateli (se i driver funzionano potete saltare il seuito di questo ed i prossimi due punti, andate al 13):

    sudo gedit /etc/X11/xorg.conf

    nella riga Driver all’interno della sezione Device scrivete “nvidia” al posto di “vesa” o “nv”;

  11. riavviate e pregate;
  12. gioite se non avete avuto la schermata bianca ed effettuate il login, altrimenti piangete pure e ricominciate daccapo;
  13. avviate NVIDIA Settings, che a questo punto dovrebbe rendervi disponibili tutte le opzioni;
  14. nella scheda DFP-0 (nel mio caso DFP-0 Seiko) premete sul pulsante “Acquire EDID” e salvatelo nella home, per poi copiarlo nella cartella /etc/X11 con i privilegi da root:

    sudo cp ~/edid.bin /etc/X11/edid.bin

    (lo mettiamo lì per comodità, altrimenti potremmo lasciarlo ovunque). Questo è il passaggio principale, tutto quello che avete fatto finora era in funzione dell’EDID, mi raccomando;

  15. uscite di nuovo dall’ambiente grafico con la solita combinazione Ctrl + Alt + F1 ed effettuate il login da terminale, lanciate EnvyNG in versione testuale col seguente comando:

    sudo envyng -t

  16. all’interno di EnvyNG cancellate qualsiasi installazione precedente di driver, poi installate i nuovi driver nVidia (EnvyNG installerà di default gli incriminati 169.12, cioè glx-new) e permettete a EnvyNG di configurare il file xorg.conf;
  17. non riavviate;
  18. se passate in Abruzzo ricordate di pagarmi una birra;
  19. aprite il file xorg.conf:

    sudo gedit /etc/X11/xorg.conf

    e dategli un’occhiata;

  20. trovate la sezione Device ed aggiungeteci la seguente linea:

    Option “CustomEDID” “DFP-0:/etc/X11/edid.bin”

    mentre nella sezione Screen, sottosezione Display, assicuratevi che sia presente la vostra risoluzione standard, perché non è ovvio che ci sia, ed aggiungetela alla linea Modes, nel caso del mio portatile ho aggiunto “1280×800@60″;

  21. il mio consiglio, non ufficiale, è di lasciare solo la vostra configurazione, togliete le altre;
  22. salvate e chiudete il file, riavviate col comando di prima;
  23. a questo punto dovrebbe essere tutto a posto, se avete ancora qualche problema potete aggiustare tutte le configurazioni che volete, sia tramite l’utility Sistema -> Preferenze -> Risoluzione Schermo che direttamente con NVIDIA X Server Settings, ma ricordate che questi programmi andranno a riscrivere il file xorg.conf e, anche se non è detto, potrebbero rimuovere la linea fondamentale, quella riguardante l’EDID, che abbiamo tanto faticosamente aggiunto, quindi ricordatevi ogni volta, prima di riavviare o cambiare sessione, di controllare nel file xorg.conf se essa c’è ancora e, nel caso, riaggiungetela a mano;
  24. io ho cambiato sessione e riavviato per assicurarmi che le nuove configurazioni non fossero una fatua illusione, pronta a svanire al primo riavvio del sistema, se volete fatelo;
  25. se avete incasinato il sistema io non mi assumo nessuna responsabilità, se il sistema funziona il merito è mio, ma non solo, alla fine del post riporterò le fonti da cui ho attinto nella nottata passata a cercare di far funzionare il tutto;
  26. niente, era giusto per aggiungere un altro punto.

A parte gli scherzi, spero che tutto vada bene. Godetevi il vostro Airone Forte con la vostra scheda nvidia, magari giocando a qualcosa per rilassarvi, che ve lo siete meritato.

W i Subbaqqui…

Fonti:
http://blog.gpowered.net/2008/04/fixing-nvidia-8600-gt-on-hardy-heron.html

https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/linux-restricted-modules-2.6.24/+bug/208718

http://www.nvnews.net/vbulletin/showthread.php?t=107138

http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=712479&page=5