26 set 2008

Il probabile futuro del mio laptop

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu

Roba da pazzi, cosa può venire in mente ad un Subbaqquo.
Seguiranno interminabili periodi di test e tante nuove cose da imparare. Ma siamo qui apposta.


W i Subbaqqui…

25 set 2008

Convertire le vCard in elenchi LDIF o CSV

di Subbaqquo in Web

Oggi pomeriggio ho pensato che sarebbe stato utile copiare tutta la rubrica degli indirizzi mail dei miei contatti sul mio account gmail, in modo da tenerli a disposizione anche lì in caso mi dovessi trovare ad inviare e-mail da un altro pc (ad esempio quello del laboratorio) invece che dal mio.

Da quando sono passato ad Ubuntu ho sempre usato evolution come client di posta, e quindi ho tutta la rubrica (creata in anni di mail spedite) con i contatti in formato vCard, esportabili da evolution in file dall’estensione .vcf, che a loro volta non sono importabili in gmail.

Wow!

Non volendo perder tempo a installare cazzilli vari da provare, dopo una bella googlata ho trovato questa utilissima pagina, nella quale è data la possibilità di convertire gratuitamente le vcard in ldif o csv.
Addirittura si può scegliere come formato di uscita la voce Gmail (CSV), inutile dire che il risultato è ottimo, anche perché altrimenti non starei qui a scriverne.

Come specificato in basso nella pagina (anche se in un inglese un po’ dubbio) il servizio è pubblico, è stato creato per necessità personali ed ora è lasciato all’uso gratuito di chi volesse usufruirne. Inoltre c’è una rassicurazione sul fatto che i nostri dati non verranno conservati o riutilizzati.
Siccome fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, potete sempre scaricarvi lo script e lanciarlo in locale, visto che è reso disponibile dall’autore.

W i Subbaqqui..

24 set 2008

Ma che Matlab? Ora c’è FreeMat!

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu

Nonostante sia passato davvero tanto tempo dalla sua pubblicazione, il mio vecchio post “Matlab su Ubuntu linux” è ancora uno dei più frequentati di questo blog. Per questo motivo torno sull’argomento.

Devo ammettere che non ho ancora avuto il tempo (eh già) di approfondire la conoscenza con le storiche alternative libere (Octave, Scilab, e Grace) del programma della Mathworks.
In effetti, oltre al tempo, c’è anche un altro motivo per cui ho tralasciato i succitati progetti: il motivo si chiama FreeMat.

Com’è scritto sulla home page sovralinkata:

FreeMat is a free environment for rapid engineering and scientific prototyping and data processing. It is similar to commercial systems such as MATLAB from Mathworks, and IDL from Research Systems, but is Open Source. FreeMat is available under the GPL license.

Cioè si parla di un vero e proprio clone gratuito di Matlab. Ottimo, no?
Stranamente questo programma non è molto pubblicizzato, per questo motivo mi ritrovo qui a sponsorizzarlo: l’ho usato un pochettino e devo ammettere che è davvero come l’originale. Insomma, se non volete pagare (o vivere nell’illegalità) è davvero la miglior scelta possibile. Soprattutto per i poltroni che, essendo abituati al vero Matlab, non vogliono imparare nemmeno come cambiare un termine ogni tanto. Ed io mi ci metto a pieno titolo.

Dove trovarlo?
In attesa che inseriscano il pacchetto nel main repository di Ubuntu per i pigri c’è il comodo pacchetto deb su getdeb, che Dio li benedica e li conservi! (Quelli di getdeb, non i poltroni).
Per chi si vuol divertire questa è la pagina dei download del progetto. C’è anche l’ottima guida in pdf da scaricare, come dire: che vuoi di più?

W i Subbaqqui…

P.S.: c’è un problemino con i path delle cartelle, se notate che non funzionano le funzioni (scusate il gioco di parole) al primo avvio, basta aggiungere manualmente il path /usr/share/freemat/toolbox con la comoda GUI (Tools -> Path Tool nel menu principale del programma). Fate attenzione ad includere anche le sottodirectory.

20 set 2008

Passatempi

di Subbaqquo in Web

Io, quando sono triste, allora per tirarmi un po’ su, per ridere e divertirmi, mi faccio un giro sul sito dell’UAAR.
Beata innocenza.

18 set 2008

Sotto l’effetto dei solfiti

di Subbaqquo in Numeri periodici

Ed in più sto anche ascoltando i 12 concerti grossi di Corelli. Dio lo benedica.

Allora, giusto per informarvi che ho cominciato ad usare Epiphany come browser, invece di Firefox, perché ho letto cose sul panda rosso (no, non è una volpe) che proprio non mi piacciono, quindi meglio cominciare ad abituarsi da subito. Probabilmente mi mancherà soltanto (ma tanto) Firebug, scoperto da poco, amato molto, e già lasciato. Sigh.
Per il resto Epiphany fa il suo lavoro ed è molto più veloce di Firefox.

Bene.

Dunque, poi volevo dire anche che il Merlot è, alla fine, in offerta soprattutto, un buon vino.

Inoltre credo che meritiate di sapere che sto seguendo l’ultimo anno del mio corso di laurea, a fine giugno del 2009 mi ritroverò nella invidiabile posizione di chi non dovrà mai più seguire un corso universitario in vita sua, godo già da adesso, e poi, lì, quando sarà, altro che solfiti…

Non credo che vi interessi tutto ciò che scrivo, ma lo scrivo, e che se ne vadano a quel paese i blogger che invece pensano che le loro idiozie e sollazzi orali vicendevoli interessino a chicchessia, e con loro, a quell’agognato paese, ci vadano pure quelli che quei sollazzi li seguono, ci fareste più bella figura a guardare Porta a Porta. Io almeno ci ho la scusa del titolo, ci ho.

Sto prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di chiudere il blog, ma sapete, è un’ipotesi che prendo in considerazione con una frequenza multipla (con k che vale almeno 4) di 50 Hz (ma pure di più di 4, però senza esagerare). Un blog è una cosa seria, uno cerca di scriverci cose serie, ed invece poi si guarda in giro e i post che vengono più linkati, discussi, con cui gli altri blogger si masturbano il cervello, son cazzate clamorose, come questo post.

Dovrei scrivere di Alitalia, ma non ho tempo. Dovrei scrivere delle banche e società assicuratrici che falliscono di continuo e nessuno dice chiaramente che stiamo andando incontro al più grande crack economico dopo la Grande Depressione, per paura che tutti vadano a ritirare i loro risparmi ed accelerino il processo, così lo possiamo prender giù dritto nell’orifizio anale con calma, senza fretta. Ma non ho tempo neanche di questo.

E forse il problema sta proprio lì, per scrivere di queste cose bisogna informarsi, leggere, cercare, non solo tempo, ma impegno ci vuole. E interesse anche. Per fare la figura di quello pessimista e che se ne sta sulle sue?
E chi te lo fa fare?
Tanto vale scrivere di chi ce l’ha più lungo. Sicuramente attrai più gente.
Ricordate di quando scrissi quel post sul fatto che molti navigatori del web naufragavano nel mio blog cercando fellatio? Beh, le cose non son tanto cambiate da allora, e continua ad andare molto forte “trucco per occhi chiari”, tutta colpa di un altro post di Riccardo.

In queste situazioni, davvero, capisci che ci vuole il fegato ad essere il Signore, perché a voler bene a tutti, porca miseria, ce ne vuole.

Ovviamente i commenti a questo post sono bloccati.
Non vorrei che ci arrivasse qualcuno a cercare fellatio di nuovo e, rimasto deluso dal post, commenti anche con qualche insulto o bestemmia.

Per concludere: quando fate le patate al forno, se volete dare un tocco sciccoso, adagiateci sopra un paio di fette di salame ungherese 5,5 (il 5 è pure periodico, per giunta) minuti prima di tirarle dal forno. Con delicatezza.

W i Subbaqqui…

P.S.: ovviamente non è vero niente o quasi, ma voi non lo saprete mai, se dico sul serio o no. Adesso premo su pubblica post, ce l’ho il coraggio, che credete…