Branco di servi e manigoldi
di Subbaqquo in Belpaese
Vi pare normale che un servizio pubblico, che per definizione dovrebbe essere facilmente accessibile alla più vasta utenza possibile, senza alcuna discriminazione, ricorra a software proprietario per far funzionare il proprio portale online?
Eppure ecco cosa succede se proviamo ad andare sul sito di rai.tv, dov’è possibile vedere i programmi rai in diretta (nemmeno tutti, il servizio è pubblico solo a metà…) con un pc su cui non è installato microsoft silverlight, ovvero la versione gatesiana di adobe flash. Che notoriamente non assicura un copertura ufficiale ai sistemi linux e solaris ed a browser quali Konqueror ed Opera.
UN BELL’ERRORE! Affiancato dal “consiglio amichevole” di installare Microsoft Silverlight…
Potreste ribattere (per lo meno chi di queste cose ne sa) che basta installare mono, moonlight e compagnia bella. Ma non lo farò, per ovvi motivi di principio, è da tempo che le mie Ubuntu sono puntualmente epurate di mono ed il suo codazzo di librerie immorali. E che Novell vada a farsi friggere.
Potreste ribattere che dopotutto anche adobe flash è software proprietario, ed infatti non mi sarebbe andato giù nemmeno quello, con tutte le possibilità open source, gratuite, migliori e più funzionali che ci sono. Oltretutto sarebbero sicuramente meno invasive.
W i Subbaqqui…
