Quando 2 + 2 è pari a 2 + 3
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
Che cos’è un paradosso?
La scienza immanentista ci ripete fino alla nausea che la vita si è generata dalla non vita, e lo fa per scongiurare il malaugurato “caso” -Dio non voglia!- che nelle persone si generi un pensiero che contempli una realtà oltre la materia.
Ora… la scienza immanentista (sciemm) si basa per forza di cose su degli assunti, non dimostrabili; ciò è vero in quanto altrimenti dovremmo non accettare per buona alcuna cosa a questo mondo.
Non è questo il paradosso che voglio proporre, per quanto basterebbe a definire i suoi adepti dei volgari dogmatici.
Sciemm trova i suoi postulati inevitabilmente nella geometria, o meglio ancora negli assiomi: famosi sono quelli della geometria euclidea, ma ne esistono altri di altre geometrie; tutti hanno però il pregio, oltre all’indimostrabilità (deus ex machina), di non aver alcun corrispettivo nella fisica, o natura che dir si voglia.
Trattasi di categorie mentali presenti nell’uomo (in chi più, in chi meno) che permettono di costruire mezzi e sistemi grazie ai quali poter studiare e capire la natura.
Ora… l’uomo non è un concetto astratto, ma è per definizione un essere vivente; questo punto è importante.
Ancora non è chiaro dove voglio arrivare? Semplice.
L’uomo è un essere vivente, se non lo fosse non potrebbe concepire quelle categorie mentali chiamate assiomi, grazie alle quali la sciemm è nata nel corso dei secoli; ciononostante la sciemm pretende di poter spiegare razionalmente qualcosa che preesiste a quei concetti indimostrabili senza i quali la sciemm non esisterebbe.
L’ignoranza è forza.
