Il popolo orgoglioso
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
Quante ne abbiamo sentite sulla caparbietà del popolo abruzzese (quello di una città, in particolare) di resistere agli eventi drammatici: non ne posso più. A maggior ragione per aver toccato oggi con mano come neanche un terremoto… come neanche le sue conseguenze possano scalfire l’atavica presunzione che da troppi anni nutre una popolazione dedita all’ignavia e allo sfruttamento (degli universitari in primis).
Ho dato volentieri una mano e lo farò di nuovo, pensando a quelle poche persone che se lo meritano… ma quanta idiozia alberga nelle anime, quanta grettezza aleggia su quei corpi ruminanti diktat.
Ho i miei buoni motivi per parlare in generale, non ultimo quello di non tediarvi.
Scusatemi, ma il bisogno di sfogarmi ha prevalso sul buon senso.
P.S.: una buona notizia è quella per cui la prima emergenza pare superata: ora però si affacciano problemi relativi all’adattamento in tenda. Vi chiedo una preghiera per quei genitori che, persi i figli, rivelano il desiderio di suicidarsi. Un figlio è il segno concreto della speranza e del futuro; perderlo significa pretendere di respirare solo dai pori.
