Ritorno o arrivo

Scritto da Subbaqquo in Personali, addì 29 aprile 2009

Ed eccoci qui, di nuovo online dopo tante peripezie.

Sarà il periodo di crisi in corso, che ovviamente spinge a trattar meglio i clienti per non perderli per strada, ma stavolta è passata solo una settimana dall’invio del contratto all’attivazione della linea adsl qui a casa mia, dove sono tornato stabilmente vista l’inagibilità dell’abitazione che mi ospitava a l’Aquila. Ciò vuol dire che potrò finalmente dedicare un po’ del mio poco tempo libero a finir di mettere a posto questo nuovo blog ed a scriverci su qualcosa.

Per la vostra gioia, ovviamente.

Suonerà strano a voi, come a me nei primi giorni di permanenza a casa, che il mio tempo libero in questo periodo sia poco. In realtà la mia università non c’è più: niente più lezioni, niente più esami fino a data da destinarsi. Ma come rimanere con le mani in mano?

Dopotutto siamo ingegneri.

Due dei quattro professori con cui avevo a che fare in questo semestre hanno saggiamente optato per una didattica a distanza, cioè con l’invio di materiale da studiare via mail, spiegazioni varie in chat e l’utilizzo di strumenti molto comodi come google groups et similia.

Uno in particolare dei due si è rivelato di una disponibilità davvero ammirevole, e sta invogliando me e i miei colleghi ad impegnarci più in questo periodo che prima dello sconvolgimento dovuto al terremoto. Devo ammetterlo. Quindi capite bene che il tempo libero è già meno di quello che ci si poteva immaginare.

Degli altri due professori non so niente, o quasi. Uno ha deciso che vuol continuare le lezioni, concentrandole in un minor numero di ore, in un posto ancora da decidere. L’altro non ci ha ancora comunicato nulla e a questo punto comincio a sperare soltanto che stia bene.

È una situazione strana, questa, una specie di limbo in cui non si sa che fare, anche se ammetto di essere molto avvantaggiato rispetto a tanti altri studenti dell’ex università dell’Aquila. Sia per la presenza di professori come i due succitati, sia perché mi trovo praticamente alla fine dei miei studi (con solo un paio di corsi da seguire) sia perché il corso di ingegneria elettrica è a conduzione familiare, visto che viaggia normalmente sui dieci iscritti scarsi tra entrambe le specializzazioni della laurea magistrale.

Diciamo che se fossi uno studente al primo anno, ma anche al secondo, starei già chiedendo il trasferimento. Tutto quello che penso della gestione dell’università in questo momento catastrofico, comunque, lo scriverò in un post futuro, ché ora è inutile dilungarsi.

Tornato a casa ho nuovamente a che fare con genitori e parentado ventiquattr’ore su ventiquattro. Questo porta via già di per sé molto tempo libero, assolutissimamente speso bene. Alla veneranda età di venticinque anni sto ricoprendo la bellezza di passare del tempo con loro: di lavorare insieme a mio padre, di chiacchierare insieme a mia madre, di prendere in giro mia sorella e mia nonna.

Eppoi ci sono gli amici storici, che non potevo frequentare abitualmente, visto che non abitavo più qui. Ora giustamente gridano vendetta, volendo indietro la loro parte di birra non offerta. Anche questo tempo libero è speso benissimo.

Volendo usare una metafora pittorica, questo post sta diventando sempre più una specie di dipinto impressionista, quindi non vi negherò l’ultimo spruzzo di colore, perché c’è un’altra cosa che in questa settimana ho tenuto bene in mente.

È la questione della responsabilità. È dura, ma ce la si può fare :) .

W i Subbaqqui…

P.S. No, non ho scritto quelle cose sui miei genitori perché adesso, con la connessione a casa, potrebbero passare di qui e leggere questo blog. Sospettosi.

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