28 ott 2009

Al di là del "bene o male"

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Tremonti sta diventando una mina impazzita all’interno del governo: Fini non lo ha mai sopportato, e come si sa se dovesse scegliere tra fare le scarpe a Berlusconi e fare definitivamente fuori Tremonti potrebbe solo rammaricarsi del limite di scelta.

Cosa cambia oggi: la crisi mondiale, quella che chi ieri l’ha provocata negandone l’esistenza, oggi afferma essere superata -maledetti iscariota!

Tremonti sa a cosa stiamo andando incontro e pone l’aut aut: pieni poteri nel tentativo di alzare un argine che salvi la nazione il più possibile dallo tsunami finanziario, oppure dimissioni pur di non essere ricordato come colui che non ha saputo far nulla difronte al disastro. Purtroppo non basta dire una volta sola che una bella fetta di colpa ce l’hanno i liberisti alla Giavazzi, per sperare che la gente si dia una svegliata.

Tremonti non ha mai parlato il politichese, e questo già spiega il perché dell’odio da parte dei politici professionisti: oggi meno che mai ne ha voglia e si sta togliendo dalle scarpe dei sassi enormi che finora per ragioni anche di opportunismo personale ha ritenuto preferibile tenersi.

Lo scudo fiscale è una porcata morale? forse sì, ma vedremo se quei soldi recuperati ci serviranno come pezze per il sedere oppure no; in caso positivo (ma economicamente e socialmente negativo) vedremo l’italiota piegarsi a più miti consigli. Intendiamoci… non tutti, perché l’ideologia è dura a morire, sembra anzi resistere molto bene alla morte di chi la produce. Purtroppo la miseria non cerca la moralità, quanto piuttosto ne accentua il contrario.

La vera riforma da fare è quella per cui lo stato italiano, finché esiste, avochi a sé il diritto di stampare moneta come bene pubblico, sottraendo tale potere alle banche che emettono moneta-debito prestandocela e ormai decidendo al posto dei governi e dei politici nazionali la quantità da emettere in circolazione; gli ultimi due esempi illustri che hanno tentato questo passo furono Abramo Lincoln e John F. Kennedy, ed è noto come sono finiti a distanza di poche settimane dall’aver preso una simile decisione: è comprensibile perché Tremonti, pur sapendo cosa si dovrebbe fare, non può farlo:

  1. eventuale paura;
  2. consapevolezza di non avere sufficiente potere.

Non scordiamoci che il nostro attuale capo dello stato, quel Napolitano che nel ’42 entrò nella GUF -Gioventù Universitaria Fascista- e che guarda caso a guerra terminata era diventato comunista, ogni tanto ama ripetere che difronte al mondo in crisi come è oggi abbiamo un bisogno impellente di un NUOVO ORDINE MONDIALE! La nostra pu***** più alta in carica ripete oggi ciò che Bush padre ripeteva in tv durante il suo mandato presidenziale. A latere mi piace ricordare come Bush senior sia stato a capo della CIA per alcuni anni: davvero confortante, dal momento che le grandi banche e i grandi servizi segreti lavorano da tempo al compimento di tale ordine, che tra le altre cose prevede bazzecole come ridurre la popolazione mondiale di almeno due terzi.

Dunque il blocco di potere è troppo grande per essere affrontato in solitaria, perché siamo fottuti già da chi dovrebbe vegliare sulla nostra costituzione: e mentre l’ultimo specchietto per le allodole di nome Lodo Alfano viene più che combattutto, banchieri e trattato di Lisbona che svuotano la nostra Costituzione di ogni valore sono liberi di pascolare sulle nostre schiene.

Per concludere, e sperando che Tremonti ottenga ciò che chiede, sarà interessante capire come andrà questa faccenda: può essere un’ottima cartina tornasole sul futuro prossimo dell’Italia, sperando che il sole torni davvero.

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