Ad maiora 3
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
La tassa-canone del sistema radio-televisivo nacque agli inizi degli anni ’20; inizialmente più di una società era concessionaria delle frequenze per la trasmissione, ma ben presto si sarebbe arrivati alla diretta nazionalizzazione statale sotto l’unico apparato E.I.A.R.
Oltre a costituire un introito monetario, la tassa permetteva anche di sapere chi avesse fatto richiesta di un apparato radio, consentendo un eventuale monitoraggio perché -non fosse mai- qualcuno poteva pur sempre avere il prurito di ascoltare trasmissioni dall’estero.[1]
Non si creda che oggi sia tanto diverso per certi aspetti: per esperienza personale ho potuto capire quanto certe aziende si scambino le informazioni. Tempo fa stipulai un contratto adsl con Telecom (sempre e solo via telefono, senza alcuna firma); in 1 mese o poco più mi arrivò un simpatico invito della RAI a pagare il canone. Fermo restando che la missiva era arrivata senza sapere se io possedessi un televisore (per il quale tra l’altro avrei potuto già aver pagato il canone), e sapendo in cuor mio chi potrebbe aver consegnato i miei dati -senza il mio consenso- poiché non risultavo né come proprietario né come affittuario, io non potei fare a meno di operare un paragone con il fascismo; con l’unica differenza che stavolta si trattava solo di soldi, mentre prima era anche una questione di difesa nazionale (per quanto discutibile).
Bene… tutto questo papiro per dire cosa? Trovo semplicemente vomitevole che i santi laici dei nostri giorni, di solito pagati profumatamente, diano dei fascisti agli altri, quando sanno benissimo che il loro grasso lo devono ad un regalo di Mussolini, cui loro si son dovuti sostituire (nel loro piccolo). Trovo così capitalistico che rispondano, qualora si faccia notare loro le esagerate retribuzioni, di portare gli sponsor e quindi i soldi e che è il mercato a decidere!
Gente che da una parte sputa sulla pubblicità e su un modello di televisione che imbarbarisce (vero!), mentre dall’altra usa il mercato e i soldi della pubblcità per difendersi; e se questa difesa funziona, vuol dire che la pubblicità -quella malata e pedopornografica- sta bene a tutti così com’è.
Franza o Spagna purché se magna.
Ad maiora
[1] Non ho prove di questo: mi baso sui racconti che ritengo verosimili di persone più grandi di me, che anche se marginalmente hanno passato una parte della vita sotto il fascismo.
