De gustibus

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 28 novembre 2009

De gustibus non disputandum est: ovvero non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.

Se questo è vero, allora in certi casi chi esprime giudizi sulla bellezza in realtà non sa neanche dove essa stia di casa.

Ecco la bellezza femminile che i media occidentali ci propugnano:

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L’avete riconosciuta? È la sempre orrida Kate Moss, una stampella ambulante che porta sul proprio corpo evidenti segni di scarso equilibrio psico-fisico. Per favore non accusatemi di crudeltà estetica, perché avrei potuto piazzare qualche foto in cui sono visibili le rughe anche sulle pupille.

Ci sono persone che la trovano bella; io dico che queste non sono persone e occupano abusivamente spazio nel mondo. Sarò cattivo, ma l’unico senso che riesco a darle è quello di un temperamatite.

Ora un piccolo raffronto con un mondo di cui sappiamo poco:

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Si tratta della bandiera dell’Iran sullo sfondo -per la quale nutro un blando interesse- arricchita di due notevoli bellezze (in carne).

Siamo d’accordo che le donne iraniane non sono tutte così, ma almeno la propaganda lì ha ancora ben saldo il concetto di bellezza, almeno di quella femminile.

P.S.: da notare che la frase latina ad inizio del post è scritta con carattere italico. :)

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Il delinquente esterno

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 26 novembre 2009

Si torna a parlare in questi giorni della accusa di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Leggo che tale capo di imputazione è nato da un vuoto legislativo, per cui i magistrati che la applicano lo fanno con carattere di giurisprudenza, ovvero il tutto si basa su prassi giudiziaria.

Giova ricordare che un simile costume vige nelle nazioni anglo-americane, mentre nell’Europa continentale in genere si agisce in base alla legge scritta, senz’altro interpretabile, ma scritta: ovvero, se un reato non è previsto dal codice, non potrebbe essere contestato a chicchessia. Forse il vero vuoto non è tanto quello legislativo quanto quello di costume.

Sul bignami mondiale di nome wikipedia leggo:

Nei reati di tipo associativo col tempo la giurisprudenza ha rilevato una lacuna legislativa.
Questa lacuna legislativa riguarda alcuni comportamenti, in cui una persona pur non facendo parte della associazione delittuosa, purtuttavia la facilita.

Sarà, ma se io mi associo ad un gruppo, in genere non lo faccio esternamente, ma ne divento membro: possono cambiare le mansioni anche in base alle mie possibilità d’azione, ma sempre faccio parte del gruppo, finché lo ritengo positivo per la mia persona (a meno di evidente costrizione).

Ecco che nella mia mente si affaccia una scena.

Nel rientrare a casa, poco distante dal portone, mi accorgo che un ragazzo, forse drogato o ubriaco perché barcollante, rapina una vecchietta che non vuole proprio saperne di mollare la borsetta: il delinquente estrae un coltello e affonda il colpo, che risulta però privo della forza necessaria a stendere la poverina.

A quel punto penso di avvicinarmi, e con la buona intenzione di aiutare il tossico ubriacone, mi permetto di premere con la dovuta forza il suddetto coltello nell’addome della sfortunata. Finito il tutto, lascio la borsa al mio collega e prendo il cappellino così alla moda della morta, perché credo che potrebbe piacere alla mia compagna.

A quel punto l’accusa è chiara: non omicidio, ma concorso esterno in omicidio di vecchietta.

Correggetemi se sbaglio.

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Vogliono 4 miliardi di morti

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 25 novembre 2009

Avete letto la notizia sulle mail che gli esperti dei cambiamenti del clima si scambiavano?

Ho scelto il sito del Corriere della Sera perché davvero non me lo aspettavo che questo fac-simile di un quotidiano potesse osare tanto.

Qualcuno ha voluto giocare pesantemente in vista della prossima riunione di Copenaghen sul clima, dove pur di salvare il pianeta si vogliono stilare regole da suggerire in seguito ai governi, tra le quali un minimo abbassamento della popolazione mondiale, circa due terzi.

Intendiamoci: queste regole esistono già da decenni, ora il clima è solo una volgare scusa per rendere il lavoro lobbystico più semplice, ma adesso sapete di più su cosa si nasconda dietro i proclami terroristici sulle colpe dell’uomo; siamo passati dai terroristi religiosi -tradizionalmente intesi- che annunciano catastrofi per via dei peccati dell’uomo, ai nuovi -ma sempre religiosi- che guarda caso hanno trovato nell’essere umano la causa di tutti i mali.

L’idea del Paradiso Terrestre da recuperare sembra roba da bimbetti, eppure anche questa idea motiva chi ci vuole far morire il prima possibile; e mai che tra i futuri cadaveri siano annoverati anche coloro che si battono perché la morte trionfi: persone come Bill Gates evidentemente si sentono immacolate, per non parlare dei Rockfeller, dei Rothschild, degli eredi della famiglia Agnelli… la lista di santi è lunga, e noi poveri diavoli non siamo compresi.

Forse sto esagerando, ma vi pongo solo dei piccoli esempi, senza entrare nelle metodiche adottate dai centri di potere che si nascondono dietro alle politiche di morte.

Tra i fondatori del WWF, associazione che si prefigge lo scopo della salvaguardia dell’ambiente (notare la raffinatezza del linguaggio: proteggere da cosa o meglio da chi?), figurano due persone non molto note alle cronache:

  • Bernhard van Lippe-Biesterfeld, da noi noto come Bernardo principe dei Paesi Bassi (volgarmente detto principe dei miei cog…..), scomparso circa 5 anni fa
  • Filippo principe di Edimburgo, l’attuale consorte-cadavere della sempre fascinosa regina Elisabrutta II di Inghiltetra

Il primo fu affiliato al partito nazista NSDAP e fu tra i coinvolti nello scandalo Lockheed che lo costrinsero alle dimissioni da presidente del Gruppo Bilderberg (uno di quei gruppetti che ci vogliono morti); il secondo rilasciò una dichiarazione pubblica che è tutto un programma: “Se mi dovessi reincarnare vorrei essere un virus letale, per eliminare la sovrappopolazione“.

Cazzo, ma perché mai non dai il buon esempio suicidandoti? Ecco un altro sacerdote intoccabile. Tra l’altro un sacerdote piuttosto ignorante, perché non sono i virus a far ammalare le persone, ma la scarsa resistenza di un corpo (il terreno) alla presenza di queste sostanze, che sono pezzi di DNA andato a male e già morto -mi scuso per il basso linguaggio- che generalmente il corpo ha la capacità di espellere.

Questo spiega perché il mondo ancora non sia stato distrutto dall’aids (parente stretto del riscaldamento globale), nonostante tutte le previsioni scientifiche lo dessero per certo. Guarda caso – e concludo la parentesi- l’aids si diffonde nelle nazioni povere, dove la gente non ha di che mangiare e di che lavarsi. Roba da niente!

P.S.: sempre ammesso che l’aids sia causato da un virus!

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Senza forze, ormai

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 24 novembre 2009

Tre dannate ore in biblioteca con un sonno galoppante; cervello massacrato (e non solo quello) da due signorinelle in bassa vena di studio matto e disperatissimo ma in carriera per diventare le pettegole dell’anno.

Lo faccio notare loro gentilmente a 10 minuti dalla chiusura, e mi si risponde che:

  • sì, ma sta per chiudere; ecco perché…
  • no, no no, ti sbagli, (e l’altra ragazza) ce lo potevi pure dire prima
  • punti di vista

alle mie rimostranze nel seguente ordine:

  • scusate, ma voi riuscireste a studiare in queste condizioni?
  • veramente è da quando siete qui che andate avanti così
  • contavo sul fatto che non ce ne fosse bisogno

Un applauso va dritto dritto alla battuta punti di vista, sintomo di rabbia malcelata; l’unico aspetto che mi ha permesso di mantenere la calma e di non imbracciare il mio fedele lanciafiamme.

Dulcis in fundo. Torno a casa, mi collego e per informarmi sugli orari degli autobus ARPA pesco questa notizia. In pratica gli autobus che sono stati comprati grazie alle tasse (e alle fettine di culo) di tutti, adesso potrebbero andare in buona parte in mano di chissà chi, visto come funzionano le privatizzazioni in Italia -ieri la Telecom grazie a D’Alema, oggi l’acqua grazie a Ronchi.

Non ricordo più a che ora deve suonare la sveglia!

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Nulla di più

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 23 novembre 2009

Panico nel convento dove si è rifugiato Marrazzo, che ha dichiarato: “La mattina, per svegliarmi, mi faccio un cappuccino“.

Laddove fallisce la morbosità delle persone e delle tv, stravince il sarcasmo.

Fantastica!

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