La violenza DELLE donne
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
La parità dei sessi nasconde orwellianamente la guerra tra i sessi: ieri era il maschilismo ad incarnare quest’idea, oggi il ruolo è ricoperto dal suo potenziamento femminista.
Ministero Delle Pari Opportunità! ripetetelo a mente in modo incisivo, la vostra memoria ne sia impregnata insieme con il suo significato letterale. PARI OPPORTUNITÀ! Tranne di mezzi di difesa e denuncia, a giudicare dall’istituzione di un numero antiviolenza specifico per le donne vittime di maltrattamenti.
Scommetto che nell’ultima frase il vostro subconscio vi abbia automaticamente indotti a visualizzare la violenza come frutto esclusivo di uomini -pardòn, dei maschietti-, la famosa violenza di genere. Strano a dirsi ma esiste anche la violenza di donne su donne, per non parlare di quella delle donne sui bambini: è di questi giorni l’infamia perpetrata da due degenerate in un asilo pistoiese.
Aggiungo che anche nella vita di una “normale” famiglia avvengono episodi come questo, e avvengono con percentuale e frequenza -si dice- assai superiori rispetto ai medesimi dati riscontrabili in una famiglia tradizionalmente-clericalmente-patriarcalmente-mascolinamente intesa. Buon senso vorrebbe che si indagasse a fondo sulle motivazioni e sulle questioni psicologiche alla base delle relazioni omosessuali per poi divulgarle pubblicamente, ma credo che si suonerebbero note dolenti sul pianoforte di chi ha sempre intonato la musica dodeca(co)fonica dell’ideologia.
Prima di venire giudicato, vorrei inserire qualche altro elemento a favore della tesi che vede le donne potenzialmente cattive tanto quanto gli uomini: i maschi diventino femmine affinché le donne possano stare tranquille!
Da notare che nell’articolo riportato, oltre alla ossessione sessista di giovani femministe infuocate, vengono descritte altre amenità come il WC GHOST; e stiamo parlando di nazioni che noi terroni europei abbiamo imparato a conoscere come il paradiso in terra.
Già sento cambiare il tono delle accuse: da “porco maschilista retrogrado!” a “mica le donne sono tutte così, che ti credi? eh!?”.
Allora continuiamo a seguire il discorso da un punto di vista meramente speculativo: visto che io sono per la parità tra esseri umani e il mondo lo è tra i sessi, allora perché io sono a favore delle competizioni sportive miste mentre il mondo distingue e separa nettamente le esibizioni maschili da quelle femminili? Risposta: pecunia vuole che le donne non siano umiliate nella stragrande maggioranza degli sport, pena l’esclusione di un elevato numero di potenziali spettatrici -in gergo dette le spendaccione- dalle pubblicità televisive.
Vogliamo spendere due parole su alcuni simboli dell’emancipazione femminile? e perché no?!
La donna fumatrice, così elegante dalla pelle precocemente avvizzita, dall’alito grigio e dal respiro ancora miracolosamente presente: mi dispiace care bimbe farvi notare che siete figlie di tale Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud, che a New York portò fumatrici per le strade della metropoli per promuovere la vera donna indipendente; le eroine -è il caso di dirlo- furono pagate da Bernays per accendere simultaneamente, come dei robot al segnale convenuto, delle sigarette e fumarle; il tutto durante la parata per la Pasqua del 1929. A margine ricordo che Bernays scrisse, un anno prima, il libro Propaganda, che è tanto amato dai dittatori e capi di governo del passato e del presente (Obama compreso).
Ma forse farei meglio a parlare di femminucce contro uomini, per bilanciare i maschietti che ultimamente vanno tanto di moda nei discorsi delle donne in televisione e nei bar (anche grazie al lascivo avallo dei reali maschietti pronti e proni ad accettare umiliazioni pesanti e gratuite pur di non contraddire l’oracolo femminino). Vorrei brevemente ricordare che donna deriva dal latino “domina”, ovvero signora, padrona; il termine indica rispetto, tanto che se nel vangelo sentite Gesù chiamare la propria Madre “Donna” seguito da “cosa vuoi da me?”, dovete immaginare il Cristo non irritato da una scocciatrice, ma sorridente e pronto ad ascoltare la richiesta di Maria. Perciò non me la sento, anche in rispetto dell’etimologia della parola, di chiamare donne coloro che in verità sono solamente femmine isteriche della razza umana.
Ed ora la ciliegina sulla torta, per capire quanto l’ignoranza sia pericolosa; provenga da un maschio o da una femmina poco importa. Nel video sulla Carfagna riportato nel post di ieri, quello in cui la Ministra mostra una notevole faccia di bronzo difronte ai giornalisti, ai più è sfuggita una frase culturalmente drammatica, che termina a 24 secondi dall’inizio.
Dice la nostra madre teresa ministeriale che non comprende il fenomeno della prostituzione, ma capisce -wow!- che c’è e che non si può debellare… come la droga!
Adesso cara Ministra mi devi spiegare, magari insieme con i radicali, perché la dolorosa piaga della droga non si possa debellare: io una mezza idea ce l’ho, ma coinvolge troppa gente tra logge massoniche, banche, servizi segreti, e da solo non ce la faccio a portarne il peso.
La droga, cara Carfagna, non è sessista: la droga, cara Carfagna, non guarda in faccia a nessuno.
