Amante delle catastrofi
Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 28 gennaio 2010
William Henry Gates III, in arte Bill Gates, invecchiando migliora.
Il tizio avrebbe inserito l’Italia nella sua lista di Paesi inadempienti agli obblighi di sostegno e di lotta alle malattie, malaria in primis; inoltre il lugubre tizio afferma che i ricchi preferiscono spendere i soldi per sé stessi (per mascherare la calvizie) piuttosto che per aiutare i poveri della Terra. Bontà sua!
Vorrei ricordare rapidamente che da decenni il sud Italia onesto spera inascoltato di non ricevere più gli aiuti dai governi; da decenni gli stati oggi poveri dell’Africa parimenti chiedono al mondo cosiddetto occidentale che la smetta di fare la crocerossina: dittatorelli esclusi, perché stranamente guadagnano da nababbi.
Prima delle colonizzazioni europee e poi americane dello scorso secolo, l’Africa generalmente non moriva di fame come oggi: addirittura sembrava fosse autosufficiente. Il cosiddetto occidente odia tutto quello che sa di autosufficienza, non per il fatto in sé, ma perché tale condizione si attua solo in un contesto sociale coeso, fatto di legami familiari e sociali forti, e non di individualità capaci di tutto pur di emergere. E quando dico occidente, intendo fondere sia il peggiore capitalismo sia il più becero spirito rivoluzionario sinistroide stile sessantottino.
Gli aiuti dall’estero servono a mantenere i poveri nella condizione di continua dipendenza, a mantenere lo sfruttamento degli indigeni nelle fabbriche multinazionali a prezzi da fame, in condizioni disumane. Chi è soggetto a questo scenario sta messo peggio del clandestino di Rosarno: perché a differenza del secondo, il primo è schiavo in casa propria.
Bill Gates vuole combattere la malaria davvero? Non serve mica il vaccino miracoloso! Regalasse delle zanzariere.
Sembra un’assurdità ma bastano delle semplici zanzariere, di bassissimo costo, per prevenire: sappiamo tutti quanto sia importante anticipare, ma le cose semplici sono pericolose, perché intelligenti ed economiche.
Quando mai i ricchi vogliono che i poveri diventino ricchi? È questo il problema. Bill Gates non dirà mai cose come:
“Mandiamo chimici, ingegneri, fisici, informatici, biologi, medici, tecnici, letterati, poeti, agronomi, contadini, ecc… per renderli autosufficienti”
ma casomai dirà:
“Dobbiamo fare qualcosa, raccogliamo presto una miseria dalle nostre tasche, diamolo ai nostri fidati rappresentanti (vedi dittatorelli) e spingiamo l’uomo comune-mediocre a dare i suoi soldi facendo leva sul senso di colpa che cova stupidamente per giustificare il suo benessere; così rientriamo della nostra somma e intaschiamo anche un surplus”.
Beh, magari l’ultima frase non la esprimerà chiaramente, ma solo un fesso potrebbe pensare che l’iter non si completi come indicato.
Allora provocatoriamente ben vengano le cure per la calvizie, se questo anche solo indirettamente significa ridurre la dipendenza dei poveri dai ricchi.
E in ultimo un appello: non date soldi al primo che passa, meno che mai ad una O.N.G.; se veramente volete aiutare qualcuno, andate a cercarlo. Anche l’Italia è piena di disperati.
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Scajola punta il suo ditino
Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 28 gennaio 2010
Termini Imerese, stabilimento FIAT: assemblaggio interrotto. Ordine dall’alto.
Il governo, nella persona del ministro Scajola sembra alterarsi, addirittura minaccia di ridurre gli incentivi! Patetico!
Il governo vuole salvare lo stabilimento siciliano, la FIAT, il comparto automobilistico italiano e il suo indotto, proteggere l’economia? Basta non tanto minacciare di ridurre l’elemosina ai grandi azionisti tramite taglio degli incentivi, quanto entrare direttamente nella partecipazione aziendale come socio, anche di minoranza, ma con poteri decisionali.
Non si invochino le regole della U.E.; o valgono sempre e allora si cancellino gli incentivi, o non valgono e allora che muoia il cosiddetto libero mercato, perché come è attuato sa tanto di intellettualismo mafioso.
Non so se strategicamente sia necessario chiudere davvero lo stabilimento di Termini, ma dopo tutti i soldi che abbiamo regalato già a quella sanguisuga di Gianni Agnelli & Co. e che continuiamo a bruciare, direi che la chiusura equivarrebbe al fallimento industriale.
Non ci si sorprenda di ciò: da anni ormai la FIAT non realizza (ma forse progetta e basta) auto degne di questo nome, che poi vende ad un prezzo non inferiore a quello di auto -di altri marchi- che considero superiori.
Giocare agli industriali quando si ha la certezza che gli utili entreranno in tasca, mentre le perdite verranno spalmate sulle spalle del popolo bue, è una cosa così semplice da imbarazzare: basta avere sufficiente potere ricattatorio.
Il governo attuale con l’Alitalia fece carne di porco, rifiutando un accordo sostanzialmente paritario con AirFrance, per poi regalarla ai soliti bravi italiani con i soliti soldi pubblici.
Ma qui la musica cambia: non abbiamo a che fare con un comparto economico che tutto sommato in tempi di vacche magre si possa sacrificare; se comincia a saltare l’industria automobilistica, l’Italia arretra; e siccome Montezemolo e Marchionne sono tutto meno che industriali, non credo che si farebbero problemi a (pro)porre un bel ricatto sul tavolo di eventuali trattative (leggasi: calata di mutande) con Scajola.
Sarebbe ora di dare una bella sterzata!
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Quasi avrei domandato
Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 25 gennaio 2010
Alcuni scienziati affermano che l’idrogeno, proprio perché così abbondante, è il mattone fondamentale dell’universo. Io dico che nell’universo c’è più stupidità che idrogeno. Frank Zappa.
Non potevo non citare questa perla: anche se fondamentalmente ne sono contrario, a volte capita di sentirsi scoraggiati e di abbracciare queste cattiverie, purché risultino più solide di certe esperienze degne del migliore teatro non-sense.
Di punto in bianco mi appare una finestra di skype con un messaggio di spam, finestra che ho immortalato nella foto qui di seguito.

Io non ho mai avuto il piacere di subire non-pubblicità indesiderata, e lì per lì sono rimasto a guardare senza capirci granché.
Quasi avrei domandato per avere una delucidazione; alla fine ho preferito dileguarmi nel silenzio virtuale (e virtuoso).
Merita un applauso, ma non più di uno!
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Software da usare sotto windows, la lista di Subbaqquo…
Scritto da Subbaqquo in Pubblicità, addì 24 gennaio 2010
Ciao a tutti (l’educazione prima di tutto). Ultimamente mi sono ritrovato, come al solito, ad installare un sistema operativo di casa microsoft ed ho pensato di non aver mai stilato un elenco dei software che abitualmente installo sui vari windows (sotto Ubuntu non serve perché c’è già -quasi- tutto), cosa che mi sarebbe di indubbia utilità in questi casi.
Conoscendo la mia proverbiale sbadataggine e la conseguente tendenza a perdere il materiale cartaceo ho deciso di postare la lista qui, dove magari risulterà utile a qualcuno, stimolerà la curiosità di qualcun altro e, spero, spingerà qualche lettore a consigliarmi nei commenti sofware migliori di quelli che abitualmente uso.
Eccoli:
CCleaner;
Clamwin;
Filezilla;
Gimp;
Infrarecorder;
Firefox;
MediaMonkey;
Notepad++;
Openoffice;
PDF Creator;
Peazip;
Pidgin;
Skype;
Sumatra PDF;
TightVNC;
VLC;
Come vedete quasi tutti i software sono open source, e tutti sono gratuitamente utilizzabili. Salta subito all’occhio la mancanza di un player esclusivamente musicale. Indubbiamente sotto windows soffro la mancanza di software come Amarok o Rhythmbox, che mi permettono di indicizzare i miei tanti giga di musica e di ascoltarla senza andare a cercare gli album tra le cartelle, ma in attesa di degni sostituti mi “accontento” utilizzando anche per la musica l’ottimo VLC. Se qualcuno ha consigli a riguardo i commenti sono qui sotto per questo
, aggiornerò la lista di conseguenza.
W i Subbaqqui…
AGGIORNAMENTO: problema del player audio risolto utilizzando MediaMonkey.
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Dall’Atlantico al Pacifico
Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 22 gennaio 2010
Si sposta in questo senso il predominio sul mondo. Le nazioni asiatiche rischiano di passarci sopra come schiacciasassi.
Scommetto che pensate già ai mercati a basso costo che invadono con prezzi ridicoli i nostri. Non è questo, anche perché con il livellamento in corso, su salari/retribuzioni e prezzi delle merci, tra poco il paradiso potrebbe sprofondare più in basso dell’inferno.
Qui si tratta di investimenti che abbracciano e coinvolgono intere generazioni, parliamo di investimenti che guardano almeno verso i prossimi 30 anni, nella più ristretta delle previsioni: in una parola, NUCLEARE.
Eh sì! Noi votammo il referendum per abrogarlo, mandando a spasso alcuni tra i migliori fisici, chimici e ingegneri del mondo (riscrivo per chi leggesse troppo in fretta: del mondo), senza però chiederci dove da avremmo attinto per il nostro fabbisogno. E siccome siamo cicale coerenti con i principi che votiamo, abbiamo deciso di comprare una buona fetta di energia elettrica dalla Francia, la quale produce la suddetta energia in gran parte dal nucleare e lo fa con le sue centrali, almeno una delle quali si trova al confine con l’Italia. Cheapeau!
Cosa importa in fondo, ora che la tecnologia ci mette a disposizione il fotovoltaico grazie alla miniaturizzazione del silicio? Ci importa, perché le dimensioni del silicio per i pannelli non sono quelle richieste per un processore di un computer: in proporzione abbiamo dei giganti, per giunta disponibili già ben prima che partisse la campagna genocida sulle politiche verdi. Ci spacciano per novità ciò che da anni ormai esisteva e di cui si conosceva la vasta inutilità se non per il minuscolo privato alle prese con il suo piccolo bisogno.
Povero colore verde, il colore della speranza, il colore che nella antica tradizione medica cinese -se non sbaglio- è associato al cuore, quindi alla vita almeno fisiologica; si trova schiacciato da sepolcri imbiancati pieni di potere e di odio reale e britannico, che non sanno dove sia di casa la speranza, e in definitiva la vita.
Sei pazzo!? Lo sanno tutti che il nucleare è rischiosissimo, che non si sa come trattare le scorie, che è una maledizione di Dio, che fa venire le malattie, i tumori. Inoltre favorisce le lobby del nucleare, e io non posso sopportarlo. Magari il fotovoltaico non mi darà tutta l’energia che mi serve: vuol dire che ne farò a meno!
Il fumo fa male, nessuno vuole guarire e non produce tutto questo vantaggio per la società. L’alcool fa male; almeno è più variegato, è anche sicuramente più gustoso; ma troppo fa male. Lo stress fa male, è uno dei migliori alleati per tumori, infarti e ictus, oltre a peggiorare la vita in generale. Odiare fa male, e uccide più dell’uranio impoverito: ma nessuno vi dice mai che perdonare restituisce la vita e odiare la sottrae. La stupidità, infine, fa male più di ogni altra cosa.
E per stupidità si intenda tutto quell’insieme di comportamenti che impedisce alle persone di emanciparsi dalle proprie credenze o tabù, per non intaccare i quali preferiscono veder morire gli altri, idolatrando sé stessi nella convinzione di non essere macchiati da colpa (di intelletto) alcuna. Una giustificazione agli errori e orrori si trova sempre fuori di sé, un capro espiatorio che sia ad esempio Maria quando la rivestiamo di abiti animaleschi.
Il fatto che le più grandi nazioni asiatiche come Russia (se perdiamo il contatto con essa perdiamo il contatto con l’Asia), la Cina, la Corea del Sud, l’India, il Giappone stiano correndo come forsennate al nucleare civile (solo l’Iran non deve) non ci inganni: quelle nazioni sono abitate ma soprattutto governate da persone rozze e inette, noi europei ed americani sì! noi siamo il futuro, un futuro di sepolcri non più bianchi, ma verdi… di bile!




