E se le nostre mani non bastassero?
Scritto da Subbaqquo in Personali, addì 19 febbraio 2010
Sono sempre stato convinto che con le proprie forze si potesse fare di tutto, aiutare chiunque, risolvere qualsiasi cosa. Eppure, andando avanti, mi rendo conto che non è così. C’è bisogno dell’aiuto degli altri, della loro presenza nelle nostre vite, e c’è bisogno dell’aiuto del Boss, della Sua presenza nelle nostre vite.
Non è facile ammetterlo, è un atto di umiltà sicuramente. Epperò non lo trovo umiliante né limitante.
Ultimamente trovo davanti ai miei occhi molto spesso questa necessità, e di fronte alla mia impotenza non posso che trovare conforto nell’affidare le persone a me care alle cure del Signore, visto che le mie si rivelano insufficienti. Ciò non vuol dire che io getti la spugna: non mi arrendo, sapevatelo, vuol dire anzi maggior impegno e partecipazione, piuttosto che minore. Anche questo mi è sempre più chiaro.
W i Subbaqqui…
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Ormai non si tenta nemmeno più di nasconderlo
Scritto da Subbaqquo in Belpaese, addì 12 febbraio 2010
Ridendo*, copincollo dal Televideo Rai:
IRAN Ministro Frattini: “Niente guerra a Iran, ma sanzioni serie, perché dobbiamo tranquillizzare Israele”.
W i Subbaqqui spudorati…
*Anche di fronte alle calamità, rimango un inguaribile ottimista.
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La nazione italiana sotto attacco…
Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 9 febbraio 2010
… anche se per interposta persona.
Leggo frettolosamente la notizia dell’attentato all’ambasciata italiana a Teheran da parte di circa un centinaio di manifestanti filogovernativi, armati di…?
Di pietre e bastoni, urlanti slogan di morte e di minacce a vario titolo. Un pericolo non tanto diverso dai quello dei palestinesi che tirano pietre per difendersi e opporsi ai soldati israeliani, pur sapendo che i carrarmati si ostinano pervicacemente a resistervi.
In questo caso il carrarmato è stato più fermamente sostituito da un palazzo, ma capisco che è inutile spaccare il capello in quattro parti. Dunque terroristi tanto gli uni quanto gli altri.
I manifestanti, manipolati o no, si possono inquadrare nella risposta alla recente visita in Israele mirabilmente portata a compimento da Berlusconi, occasione in cui egli ha detto come l’Iran sarà costretto a blah blah blah…
Ha ricevuto critiche; ma cosa deve mai pronunciare un servo, quando è in casa del padrone? semplicemente ciò che il padrone vuole sentirsi dire; e se per caso qualcosa sfugge, i giornalisti operano l’ultima limata.
A parole si dice una cosa, nei fatti bisogna vedere: l’Italia mantiene fitti scambi commerciali con l’Iran, malauguratamente terminati i quali potremo dire addio a tante belle cosine del nostro benessere. E Berlusconi lo sa meglio di noi.
Quindi, o siamo davanti al teatrino inevitabile, oppure ci aspetta qualcosa che non voglio neanche immaginare.
Piccola nota. Oggi l’Iran è il rompiscatole internazionale di turno (per vari motivi); nessuno osserva però che l’Iraq di Saddam Hussein era un ottimo baluardo contro gli sciiti iraniani, ciascuno dei due odiando l’altro.
Certo mi rendo conto che non è bello parlarne; eh no, non è per niente bello!
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Cosa bolle in pentola?
Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 2 febbraio 2010
Ma soprattutto: di che pentola parliamo? dove è situata?
Vulcani, vulcani sotterranei; anzi, vulcani sottomarini. Non parliamo del mar Mediterraneo, che pure ne ha. No.
Sotto i ghiacci dell’Artide, sotto l’oceano artico, ce ne sono: ma non è una novità per gli oceanografi, per i vulcanologi ed altri esperti o semplici conoscitori.
La novità è che è stata rilevata attività eruttiva con una forza finora neanche mai ipotizzata come fattibile.
Un gruppo di ricerca del Woods Hole Oceanographic Institution ha meno di un anno fa scoperto l’attività dei vulcani, nonostante la teoria non prevedesse potesse verificarsi: e riporto traducendolo un passaggio fondamentale:
“Tali violente eruzioni di rocce scheggiate, frammentate -conosciute come depositi piroclastici- non erano ritenute possibili a grandi profondità oceaniche a causa dell’intenso peso e della (intensa) pressione dell’acqua e a causa della composizione di magma e rocce del fondo marino”.
In breve: i calcoli degli esperti dicono che il tappo di acqua e materiale del fondo marino è sufficiente ad escludere il fenomeno eruttivo , il quale -essendo avvenuto- è più che sufficiente ad escludere quei calcoli magari giusti, ma basati su teorie evidentemente incomplete portate avanti da persone un poco strambe.
Se esiste vero problema dell’uomo rispetto alla natura, è proprio quello di sottovalutarne le capacità autoregolative.
I ghiacci non si sciolgono perché l’uomo osa mettere su le industrie con cui dare lavoro qualificato, che richiede istruzione, che a sua volta tende a far migliorare l’occupazione produttiva. I ghiacci si sciolgono per motivazioni che possiamo conoscere nella loro fenomenologia, che possiamo immaginare nella loro funzionalità, ma che attualmente misconosciamo nella loro origine scatenante.
È d’obbligo porre il paragone con la cacca che certi ambienti potenti inglesi hanno tentato di farci ingoiare attraverso la conferenza di Copenaghen. I più smaliziati, che conoscono i retroscena di quel tentativo di multigenocidio, sanno come la Cina ci abbia salvato: forte della sua economia che cresce, ha opposto il suo rifiuto a dimensionarsi secondo la volontà delle mortifere oligarchie britanniche.
Sempre per gli smaliziati non è strano vedere come neanche due mesi a seguito di quella inglese débacle, la Cina stia subendo una nuova campagna di sfrontato attacco mediatico e diplomatico: prima la storia di Google e della censura, come se la censura cinese fosse una novità -la memoria corta ci rende tutti verginelli-, e da ultimo la notizia più pesante.
Obama in Windsor vende armi -e che armi!- a Taiwan, ergo la Cina sospende la collaborazione militare con gli U.S.A.
Provo a tradurre con un’espressione concisa ma densa di storia: Guerra Fredda.




