La nazione italiana sotto attacco…
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
… anche se per interposta persona.
Leggo frettolosamente la notizia dell’attentato all’ambasciata italiana a Teheran da parte di circa un centinaio di manifestanti filogovernativi, armati di…?
Di pietre e bastoni, urlanti slogan di morte e di minacce a vario titolo. Un pericolo non tanto diverso dai quello dei palestinesi che tirano pietre per difendersi e opporsi ai soldati israeliani, pur sapendo che i carrarmati si ostinano pervicacemente a resistervi.
In questo caso il carrarmato è stato più fermamente sostituito da un palazzo, ma capisco che è inutile spaccare il capello in quattro parti. Dunque terroristi tanto gli uni quanto gli altri.
I manifestanti, manipolati o no, si possono inquadrare nella risposta alla recente visita in Israele mirabilmente portata a compimento da Berlusconi, occasione in cui egli ha detto come l’Iran sarà costretto a blah blah blah…
Ha ricevuto critiche; ma cosa deve mai pronunciare un servo, quando è in casa del padrone? semplicemente ciò che il padrone vuole sentirsi dire; e se per caso qualcosa sfugge, i giornalisti operano l’ultima limata.
A parole si dice una cosa, nei fatti bisogna vedere: l’Italia mantiene fitti scambi commerciali con l’Iran, malauguratamente terminati i quali potremo dire addio a tante belle cosine del nostro benessere. E Berlusconi lo sa meglio di noi.
Quindi, o siamo davanti al teatrino inevitabile, oppure ci aspetta qualcosa che non voglio neanche immaginare.
Piccola nota. Oggi l’Iran è il rompiscatole internazionale di turno (per vari motivi); nessuno osserva però che l’Iraq di Saddam Hussein era un ottimo baluardo contro gli sciiti iraniani, ciascuno dei due odiando l’altro.
Certo mi rendo conto che non è bello parlarne; eh no, non è per niente bello!
