09 feb 2010

La nazione italiana sotto attacco…

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

… anche se per interposta persona.

Leggo frettolosamente la notizia dell’attentato all’ambasciata italiana a Teheran da parte di circa un centinaio di manifestanti filogovernativi, armati di…?

Di pietre e bastoni, urlanti slogan di morte e di minacce a vario titolo. Un pericolo non tanto diverso dai quello dei palestinesi che tirano pietre per difendersi e opporsi ai soldati israeliani, pur sapendo che i carrarmati si ostinano pervicacemente a resistervi.

In questo caso il carrarmato è stato più fermamente sostituito da un palazzo, ma capisco che è inutile spaccare il capello in quattro parti. Dunque terroristi tanto gli uni quanto gli altri.

I manifestanti, manipolati o no, si possono inquadrare nella risposta alla recente visita in Israele mirabilmente portata a compimento da Berlusconi, occasione in cui egli ha detto come l’Iran sarà costretto a blah blah blah…

Ha ricevuto critiche; ma cosa deve mai pronunciare un servo, quando è in casa del padrone? semplicemente ciò che il padrone vuole sentirsi dire; e se per caso qualcosa sfugge, i giornalisti operano l’ultima limata.

A parole si dice una cosa, nei fatti bisogna vedere: l’Italia mantiene fitti scambi commerciali con l’Iran, malauguratamente terminati i quali potremo dire addio a tante belle cosine del nostro benessere. E Berlusconi lo sa meglio di noi.

Quindi, o siamo davanti al teatrino inevitabile, oppure ci aspetta qualcosa che non voglio neanche immaginare.

Piccola nota. Oggi l’Iran è il rompiscatole internazionale di turno (per vari motivi); nessuno osserva però che l’Iraq di Saddam Hussein era un ottimo baluardo contro gli sciiti iraniani, ciascuno dei due odiando l’altro.

Certo mi rendo conto che non è bello parlarne; eh no, non è per niente bello!

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