La Grecia avrebbe chiesto un prestito d’emergenza di 8,5 miliardi di euro all’unione (unione?!) europea, perché non può aspettare i tempi burocratici per il soccorso ben più sostanzioso già deciso giorni fa: potrebbe chiederlo alla Goldman Sachs, grazie alla quale falsificò i bilanci pur di entrare nell’euro, ma la Goldman non-si-tocca.
Obama-pupazzo-omicida avrebbe affermato che senza una risistemazione del sistema finanziario si rischia una crisi peggiore di quella appena passata (ah perché? è passata?). Urge ricordare come egli sia stato uno dei primi capi di governo del cosiddetto occidente a salvare le banche dal fallimento, senza chiedere nulla in cambio, ponendo le basi per una crisi peggiore di cui ora sembra non poter evitare di parlare.
Le agenzie di rating mondiali, quali Moody’s (controllate dalle grosse banche mondiali), che hanno per anni deciso quali nazioni andassero promosse e quali distrutte tramite le loro superpagate menzognere classifiche, hanno beneficiato più o meno direttamente dei salvataggi. Come ringraziamento ora stanno scommettendo sull’insolvenza degli stati soccorritori, che non fanno nulla per farle morire come dovrebbero.
Alcuni dipendenti della SEC (l’ente di controllo borsistico statunitense) sono stati arrestati perché sul lavoro, al posto di lavorare, preferivano passare la giornata sui siti porno. Viene malignamente da pensare che se tutti i dipendenti della SEC avessero seguito l’esempio di questi colleghi probabilmente la crisi finanziaria non avrebbe avuto vita facile.
Il capo della BCE, Jean Claude Trichet, in una scorsa conferenza, imbeccato da un giornalista sullo standard Glass-Steagall, ha risposto vagamente che gli enti preposti al controllo della situazione -grave!- stanno vedendo il da farsi. Il politichese italiano gli fa un baffo. Lo stesso giornalista, a fine conferenza e più privatamente, ha insistito con l’esimio sullo standard G-S: al che, Trichet avrebbe risposto che si tratta di una legge americana! Per capire l’idiozia -voluta- della risposta, è come se io vi dicessi che non devo usare la numerazione come la conosciamo perché è una numerazione araba.
Lo standard Glass-Steagall, a quanto ho capito, ha la primaria funzione di separare le banche ordinarie cioè a supporto dell’economia fisica, da quelle speculative che ovviamente puntano al profitto senza badare alle conseguenze. Per decenni ha permesso agli stati di non fallire perché già c’era stata una simile esperienza che ne aveva fatto capire l’importanza; da circa 20 anni non è più in vigore e i risultati stanno uscendo tutti insieme. Le crisi finanziarie sono sempre state il preludio a guerre: la crisi è mondiale… fate un po’ voi.
Ma finché la giostra sta in piedi, ovvero finché Goldman e compagni potranno divorare, gli stati subiranno lievi pressioni per ridurre la spesa pubblica ovvero per uccidere l’economia reale. Dopodiché, se non ce ne saremo liberati, sarà la rovina un po’ per tutti.
I centri che spingono sulle riforme, meglio note come deforme, alla fine fanno sempre capo alla City di Londra, di cui Wall Street è una costola: però contro di loro non sta bene puntare il ditino facendo notare che proprio l’Inghilterra ha dato il via alla rinazionalizzazione delle banche, mettendo perciò una bella pietra tombale sul grande liberismo con il quale il Financial Times a fasi alterne viene a rompere i cosiddetti in Italia. Da notare che il giornale di guerra economica attacca la nostra nazione solo quando c’è il governo Berlusconi, e attaccano lui semplicemente per fare fuori un ministro dell’economia che da anni va dicendo in giro per il mondo che il sistema finanziario va riscritto: un po’ quello che l’attuale papa ricorda, seppur con parole diverse.
Una guerra è sicuramente cominciata, perché gli attori di questa crisi non vogliono mollare la presa, e sono disposti a far piombare il mondo nel buio, pur di non dover pagare per quanto fatto. Le minacce all’Iran non fanno eccezioni. Speriamo bene.
Buona giornata