Pensavo fosse superfluo parlarne ma un tarlo mi stava scavando la mente con assiduità.
Paola Cortellesi ultimamente va riempiendo i canali televisivi nazionali con una pubblicità dove impersona due emerite deficienti (dove sono le femministe?) di successo, e non si capisce bene se sono tali perché bevono la giusta acqua o viceversa.
Strani tempi, o per meglio dire… nulla di nuovo sotto il cielo.
Ecco la Cortellesi anni fa a Mai Dire Gol[1] mentre illustra goliardicamente una finta pubblicità per una finta bambola.
Pecunia non olet. Nessun moralismo, non ritengo di esserle superiore in questo.
Pensando a tutte le persone dello spettacolo che a vario titolo si sono date alle tv di Berlusconi garantendosi così quei soldi provenienti dalle pubblicità che contemporaneamente essi stessi denuncia(va)no pubblicamente essere invadente fonte di guadagno del loro padrone nemico-giurato (e di rimando anche la loro; mi scuso per la ripetizione) avverto un moto di sommessa simpatia.
Per fortuna si tratta di uno stato d’animo passeggero.
[1] Il trio Gialappa’s Band ha notoriamente la stessa vena satirica di un giullare di corte.
Trattasi di un romanzo di Tristan Egolf, edito da Frassinelli, che ho finito di leggere giusto un paio di giorni fa.
Detto in poche parole, questo libro ve lo consiglio: non è impegnativo, scorre velocemente, diverte e parecchio e appassiona giusto quel minimo che basta per portarlo a termine.
Se per caso vi avanzasse un appartamento con vista sul Colosseo, possibilmente pagato da voi senza che io ne sappia niente, fatemelo sapere perché sono interessato.
Il potere deve autocelebrarsi per mantenersi in vita: i festeggiamenti per l’unità d’Italia non fanno eccezione.
Bagnasco ha ultimamente affermato che i cattolici farebbero bene a partecipare, e di rimando Napolitano ha risposto che i cattolici possono essere una parte importante della società; tradotto per chi non è di primo pelo Bagnasco ha lanciato il messaggio politico della CEI – nonché di diktat ai cattolici – facendo capire che il potere civile e quello religioso hanno davanti una ghiotta occasione per allearsi. Chissà se vanno preparandosi giochetti di futuro governo.
Non c’è niente da festeggiare: l’Italia unita nacque dalla violenza, dalla menzogna, dai saccheggi, dalla corruzione che i soldi dei savoiardi – finanziati soprattutto dagli inglesi – veicolarono tra le fila dei nobili borbonici capi dell’esercito (in condizioni ben diverse i garibaldini sarebbero stati trucidati in pochi minuti).