Mi devo ricredere
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
Leggo con estremo piacere che la Goldman & Sachs (che Dio l’abbia in gloria quanto prima!) nel primo trimestre del 2010 ha venduto azioni della British Petroleum per un equivalente del 44% dei propri investimenti nella BP stessa.
Tempismo notevole!
Certo i dietrologismi e i complottismi sono facili a questo punto, ma nessuno può negare la pur minima possibilità che fantasia e realtà possano coincidere; soprattutto conoscendo le note capacità precognitive degli adepti e dei sacerdoti della più ramificata e piovresca banca.
Nel frattempo dall’altra parte ogni tentativo di chiudere la falla stanno fallendo miseramente: certo non è facile affrontare un problema simile soprattutto se non se ne ha esperienza come i santoni marchiati BP ci hanno fatto sapere a mo’ di mantra. Peccato che sempre con estremo piacere io sia venuto a conoscenza della falsità di questa affermazione.
1979, ancora Golfo del Messico, questa volta la protagonista fu la Pemex, azienda petrolifera di stato messicana. La piattaforma Sedko 135 F nella baia di Campeche, a soli 50m di profondità esplose nel mese di giugno e cominciò a riversare in mare petrolio da lì fino a quasi un anno.
Oggi la situazione è di gran lunga peggiore, e per di più non si sa quanti agenti chimici inquinanti vengano profusi in acqua per arginare la perdita. Parlo di perdita perché i cari BPmen probabilmente se ne fregano del problema inquinamento tentando di recuperare quanto più petrolio possibile, e se questo lo si può fare solo attraverso sostanze assai più pericolose del petrolio lorsignori non staranno certo a riflettere se sia giusto o meno. Loro sono uomini d’azione!
Ecco perché dopo tutto devo ricredermi: probabilmente un piccolo ordigno nucleare potrebbe davvero risolvere la situazione con danni relativamente minori. La storia si ripete: bisogna scegliere tra la merda fredda e la merda tiepida.
Peccato che Obama non conti un cazzo!
