22 ago 2010

Il tuo dolce schiavista maschilista penalista

di Subbaqquo in Web

Tempo fa scrissi in un post che quando mi sentivo un po’ giù ed avevo bisogno di comicità spicciola per ridere e rinfrancare il morale mi bastava andare sul sito dell’UAAR e leggere uno scritto a caso.

Nei commenti un passante anonimo mi invitò a tenere a mente ciò che avevo scritto allorquando mi sarei trovato a tacciare un mio eventuale futuro interlocutore di mostrare intolleranza, pregiudizio e offese gratuite nei confronti della mia fede. Risposi che ciò che risultava (e lo è tutt’ora) comico, a mio modo di vedere, in un sito come quello dell’UAAR è il modo in cui questi tizi non fanno altro che promuovere la loro di fede (nella scienza, nell’ateismo, nell’agnosticismo, nel razionalismo) trattandola come se fede non fosse.

Devo ammettere che la pratica è durata a lungo ed ha avuto evidenti benefici sul mio morale in varie situazioni. Stamane però ho trovato un sito che potrebbe addirittura funzionare meglio di quello dell’UAAR: questo qui.

Stiamo parlando del Paese delle Donne on line, autodefinitosi portale che “diffonde, quasi quotidianamente, notizie su pratiche e politiche di donne.” Anche loro non hanno fatto altro che inventare una nuova fede.

Il problema di questi siti è che in essi è palese la larga (spesso totale) mancanza di percezione della realtà, con conseguente distorsione della stessa ad appannaggio della propria causa. Cosa che è in minima parte nella natura di chiunque (non me ne tiro certo fuori io), ma sono pochi quelli che apprezzano chi fa loro rendere conto dell’errore, quando capita.

Rimane il fatto che voglio iscrivermi al movimento femminista proletario rivoluzionario[1], sperando che siano previste in esso le quote blu.

W i Subbaqqui…

[1] Notare come, nel manifesto della manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne, la donna abbia una espressione da far intimorire Rambo.

1 commento per "Il tuo dolce schiavista maschilista penalista"
da Riccardo Giuliani 22/08/10 alle 20:52

Per far capire meglio che non si tratta di una sterile polemica basti pensare a san Francesco (certamente mal digerito dall’istituzione ecclesiale dell’epoca), che con il suo amore per la natura quale creatura di Dio ha pesantemente contribuito a liberarci dalla visione della stessa come essere magico/malvagio nonché a creare il terreno fertile per la nascita del metodo scientifico.
Farebbero bene a ricordarlo coloro che troppo frettolosamente scrivono che credere è la morte dell’intelligenza, come ho letto sul sito dell’UAAR.
E visto che parliamo di persone mediamente non cretine, devo dedurre che anche la loro sia tutto sommato una religione.

Lascia un commento!

Nome (richiesto)

Email (richiesta)

Sito web (opzionale)

Commento (richiesto)