23 ago 2010

La gerarchia dei valori

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Sottotitolo: La Gerarchia e i suoi valori finanziari.

In quel di Montefano – provincia di Macerata – è sito un centro studi biblici animato da due pretonzoli un po’ pazzarelli che hanno avuto la pretesa di coinvolgere, da qualche anno a questa parte, quante più persone possibili alla scoperta di un testo unico e che unico non è e che molte alte sfere vaticane (non tutte) hanno tentato di nascondere al meglio dei loro sforzi: il Vangelo!

La proposta di questi due pischelletti ha ricevuto una numerosissima e vasta e variegata risposta, anche grazie ad internet, tale da far immaginare di riuscire a spingere molti attenti vispi e intelligentissimi colleghi dei suddetti a pregare il vescovo della diocesi di Macerata affinché:

  • ne limitasse gli introiti, impedendo loro di celebrare matrimoni e battesimi; funerali solo su commissione (come a dire… no alla vita, sì alla necrofagia);
  • ne attenzionasse con attenta attenzione ogni passo: i maligni lupescamente penseranno “per poterli meglio accusare“, ma io suggerisco a costoro di vergognarsi e si ricorra piuttosto alle parole del Vangelo “per tentarli“;
  • si evitasse e si eviti sine die – parere personale – l’ineluttabile oscuramento che il Centro Studi Biblici di Montefano operava e tuttora opera nei confronti delle lugubri parrocchie circostanti.

Va chiarito l’ultimo punto: a mio avviso l’emorragia crescente di fedeli/adepti dai covi ambigui di ritrovo per iniziazioni pseudocristiane verso luoghi vivi non sarebbe un grave problema, se a questo non si accompagnasse la parallela sublimazione chimica dell’obolo di carontesca memoria.

Il nocciolo della questione è sempre e solo quello!

Come già scritto su questo blog il problema curiale della pedofilia è aberrante, ma minuscolo e in proporzione meno grave rispetto a quello presente nella società civile. La problematica vera è il soldo (moneta con cui venivano pagati appunto i soldati nella fattispecie mercenari), che a più alti livelli – aridaje! – si trasforma in finanza speculativa la quale si basa sulla corruzione che a sua volta tra le mille sue meraviglie prevede il traffico di armi, di droga, e la promozione culturale della prostituzione di qualsivoglia genere (tra cui la pedofilia).

Ora… io capisco perfettamente e compiutamente che Claudio Giuliadori Giuliodori, vescovo di Macerata, abbia agito in buona fede; solo sarebbe ampiamente auspicabile che agisse piuttosto in fede buona, perché la buona fede non è un valido criterio per distinguere la persona nel pieno delle proprie facoltà morali e intellettuali da quella che si è lasciata conquistare da demoni – quali che siano, pure solo nella forma banale di cattivi consiglieri.

Non me ne voglia il nostro eroe impavido se ancora ho desiderio di attenzionarlo all’attenta attenzione dei casuali lettori, ma ricordi il vescovo Claudio Giuliadori Giuliodori – un uomo come tutti gli altri – che internet è una brutta gatta da pelare, dato che accanto agli adolescenti deficienti di qualunque età che ne fanno un uso che spazia dal ridicolo all’ignobile, coesiste una tipologia di persone che ha l’abitudine di usare i mezzi per quello cui servono ovvero per il raggiungimento di un fine (mi è giunta voce che la casella di posta elettronica della diocesi sia stata eufemisticamente invasa da un numero imprecisato di email provenienti un po’ da tutto il mondo e apertamente esprimenti dissenso).

Lo sputtanamento conseguente ad una Sua mossa errata, pregiatissimo vescovo Claudio Giuliadori Giuliodori, potrebbe investirLa quando meno se l’aspetti e con una irruenza tale che potrebbe Lei nolente portarLa al seguente epilogo, uno dei possibili scenari che mi permetto di sottoporLe: il Suo allontanamento o ridimensionamento una volta che Le riuscisse di allontanare Alberto Maggi e Ricardo Perez Marquez dal Centro, perché a quel punto Lei sarebbe una carta bruciata, e il potere potrebbe comportarsi con Lei esattamente come adesso Le suggerisce di comportarsi verso terzi.

Si dice che le colpe dei padri ricadano sui figli.

Allora mi domando: ma Lei… chi è che ha per padre?

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