30 set 2010
di Subbaqquo in Web
Stavo pensando (lo so, ma vi assicuro che non lo faccio spesso, e se lo faccio sono assalito da soffocanti sensi di colpa) che uno dei giochi mentali più antichi dell’umanità sarà stato immaginare: “cosa farei con un lanciarazzi in mano?”.
Riflettendo in effetti non è bello che un post inizi con “stavo pensando”, quindi facciamo finta di ricominciare ora.
Leggendo l’header di un blog, nella mia mente (sì c’è) è sorta la domanda: “cosa farei con un lanciarazzi in mano?”, anch’io ucciderei qualche sonofabitch? Ebbene no. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “è carico?” seguito da “culo a tutti”[1] e poi “fuck!”[2]. Le ultime due sembrerebbero essere una evidente rimembranza della trasferta londinese.
Non so se questa cosa sia da psicanalisi o no, ma l’immagine riportata nella foto seguente dimostra che qualche problema evidentemente c’è.

Notare il geniale gorilla dietro di me!
W i Subbaqqui…
[1] All’interno della Tate Modern, uscendo dall’ascensore, da dietro le porte che si chiudevano, il Subbaqquo ha salutato tutti i turisti che salivano al piano di sopra facendo ciao con la manina e dicendo “culo a tutti!”.
[2] In giro per le strade di Londra il Subbaqquo ed un suo amico si divertivano a strillare “fuck!” per notare le esilaranti espressioni degli autoctoni esterrefatti (o esterrematti, o esterregatti anche).
28 set 2010
di Subbaqquo in Musica
Un bel “ciao miao bao” alla zucchina che mi indovina i cinque titoli nei commenti.
Come potete vedere trattasi di acquisteria musicaglia londinese.

W i Subbaqqui…
22 set 2010
Evito quanto più mi è possibile di recarmi in un supermercato vicino casa mia per il semplice motivo che invariabilmente, quando il totale della spesa porta i fatidici 9 centesimi finali e quando pago almeno con l’intero successivo, il centesimo di resto non c’è mai.
La tattica è vincente: solo un morto di fame (e tali li considero) farebbe la guerra per un pezzettino di nichel, dunque al fine di evitare figuracce il cliente non protesta.
Può andare peggio, quando addirittura non arrivano gli spettanti 2 centesimi di resto.
Ma ieri è andata decisamente molto peggio delle altre volte:
- totale: 2,38 €;
- pagamento: 20 €;
- resto: 17,61 €.
Morale: il centesimo da dare come resto ce l’hanno, ma solo per fregarne un altro.
Pezzenti!
20 set 2010
Mettiamo che avete voglia di riso, ma non di stare a girare il risotto durante la cottura, mentre mettete a poco a poco gli ingredienti nella pentola. Qui arriva l’ingegnere che vi viene volentieri in aiuto con una nuova ricetta (testata con Riccardo in una rimpatriata vecchio stile).
Prendendo spunto dalla paella, ho pensato che si potesse provare a ripassare il riso in una padella insieme con un po’ di ingredienti tipici italiani che mi ritrovavo in cucina
ed è nato così “il ripasso dell’ingegnere”.
Preparazione:
Prendete una padella, metteteci un po’ d’olio e fate soffriggere un po’ di cipolla e di peperoni fatti a pezzi piccoli. Quando i peperoni sono quasi cotti aggiungete un po’ di prosciutto crudo (o cotto se preferite) a dadini ed un po’ d’acqua (un quarto di bicchiere). Non bisogna mettere da subito il prosciutto perché mentre i peperoni sono lenti a cuocersi i dadini si induriscono in un nanosecondo.
Mettete a bollire l’acqua in una pentola ed una volta giunta l’ebollizione buttateci il sale (a piacimento) ed il riso (solitamente io conto un mezzo bicchiere a testa). Quando il riso è al dente scolatelo e mettetelo nella padella a ripassare con il condimento, riguardo a quest’ultimo ovviamente potete sperimentare un po’ quello che volete (magari evitate tonno e formaggio pecorino insieme), io ho usato semplicemente quello che avevo in casa al momento.
Mentre ripassate (5 minuti non di più) potete aggiungere dell’acqua ogni tanto in caso notate che il tutto si stia seccando troppo. Il risultato dovrebbe essere una cosa del genere.

Consiglio un vino bianco fresco come accompagnamento, meglio se frizzante.
Tra le diverse possibilità che ho testato per il condimento anche tonno e piselli non sono male.
Buon appetito e w i subbaqqui…
18 set 2010
Ieri ho compilato il mio primo curriculum vitae. Esperienza davvero costruttiva.
Per uno che non ama la pubblicità, non è facile redigere un qualcosa in cui deve in fin dei conti pubblicizzare se stesso. Riflettendo sulla cosa ho concluso che fine del curriculum non è essere assunti, ma ottenere un colloquio. Inutile quindi sparare minchiate[1] che potrebbero essere facilmente smascherate (con notevole imbarazzo) in sede dell’eventuale, ambito, suddetto colloquio.
Epperò a buttar giù tutto quello che sai fare (con i dovuti limiti, non vogliamo che i possibili datori di lavoro scoprano la tua spiccata attitudine al cazzeggio, vero?) scopri se queste sono tante, o poche, o nella maggior parte inutili. Sperando di appartenere al primo caso, curriculum inviato.
W i Subbaqqui…
[1] Dal nome del famoso filosofo greco Minchione, seguace di Astioculone, teorizzatore della Teoria del Cazzapuffo.