Platone è morto
di Riccardo Giuliani in Collaborazioni
Al suo posto c’è Wikipedia!
Araldo della società perfetta, questo strano animale autonominatosi enciclopedia libera ha rapidamente fatto man bassa di consensi tra i bimbi e gli adolescenti di qualsivoglia età.
L’autoreferenzialità che lo caratterizza, e ne parlo quasi si trattasse di un individuo a tutti gli effetti – come se i suoi membri si spersonalizzassero a sua gloria -, l’ha spinto inevitabilmente ad erigere barriere contro gli attacchi del mondo esterno, rappresentato per la maggior parte da quelle cattivone delle enciclopedie pre internet.
Questa misura protettiva nata logicamente per arginare i contributi nefasti di chi pretendeva di riscrivere anche le regole minime dell’aritmetica si è inevitabilmente trasformata nel più classico dei sistemi da torre d’avorio.
E già sento Platone gridarmi nelle orecchie: “E mmo’, chi cazz controlla ‘shti controllori???”
Purtroppo o per fortuna la teoria della controllistica e dell’automazione è per certi aspetti inapplicabile alla società umana, perciò bisogna armarsi di santa pazienza e fare quanto più possibile per rimediare all’idiozia democratica di Wikipedia (e faccio notare che si tratta di un’idiozia capace di annullare qualunque confine geografico, religioso, sessuale, politico, ecc…).
Ecco perché spudoratamente mi permetto di fare pubblicità ad alcuni software realizzati da un amico mio e del Subbaqquo:
a motivo del fatto che come ho saputo direttamente dall’autore la suddetta enciclopedia ha pensato bene, non si sa per quale motivo (altro bell’aspetto della tanto declamata libertà), di cancellarne le relative voci.
Esiste una sterminata gamma di esempi capaci di rappresentare bene la tragicommedia che Wikipedia è in grado di portare avanti: ho voluto soffermarmi su uno dei meno importanti e soprattutto di mia diretta conoscenza. Inoltre la diffusione dei software citati è solo parzialmente danneggiata, dal momento che vengono pubblicizzati in siti piuttosto famosi di stretta attinenza con l’informatica.
La situazione più grave si verifica nella scrittura di biografie, di fatti storici, di interpretazioni filosofiche, di teorie troppo frettolosamente definite complottistiche, e neanche le scienze più o meno esatte se la cavano tanto meglio.
Certamente esistono lati positivi, ma mi rifiuto di parlarne per via di un concetto di “rispetto dell’altro” tutto mio, sorprendentemente simile a quello sfoggiato da Wikipedia in persona.
P.S.: ringraziamo in coro il signor Google che già da qualche settimana ha contributo finanziariamente al mantenimento di Wikipedia, assicurandone anche un posto privilegiato nelle ricerche operate quotidianamente tramite il suo motore. Ci complimentiamo sperando che un giorno un simile trattamento sia riservato anche al sottoscritto per non meglio specificati meriti nel campo della diffusione della rieducazione popolare. Amen!
