La convoluzione del Subbaqquo
di Subbaqquo in Analisi scientifica del metodo universitario
Dal libro “Analisi scientifica del metodo universitario”, di K. Fitzstrobel e R. Tagaserod. Note di copertina. (Puntate precedenti)
Naufaragato qui, su quest’isola spartitraffico
nessuno mai noterà gli s.o.s. di fumo della mia sigaretta
Ad oggi riconosco un momento preciso nella mia vita da studente. Capitò un giorno in cui ricordo di aver pensato orgogliosamente: ho imparato tutto quello che l’università e i professori hanno da insegnarmi. Tutto. Come ho scritto, al momento ne ero orgoglioso, non immaginavo il cataclisma che una sensazione del genere avrebbe provocato. Lì per lì pensavo addirittura che fosse una consapevolezza idiota, per di più poco umile e sicuramente poco utile.
malgrado il flusso incessante di auto
e i messaggi affidati ad una buona sorte che non ho
sigillati in bottiglie di plastica col tappo a vite
gettate qui da qualcuno di voi…
Quel “poco utile” finale, mentre lo pensavo, era comunque la prova che c’era qualcosa ormai di definitivamente ingegneristico in me. Pensare all’utilità persino di una sensazione, che roba da arido tecnico. Sicuramente gli anni in quel posto maledetto mi hanno cambiato, molto probabilmente in peggio. Grazie a Dio ho sempre bilanciato con tutti i millemila interessi che con quello schifo c’entrano poco o niente. Anche se forse è questo che mi ha fregato, come minimo ha contribuito.
fatevi fottere, voi e le vostre berline in leasing
non sapete ciò che rischiate
quando finirò le paglie mi trasformerò in un mostro sanguinario
che sgozza le sue vittime con i denti al semaforo rosso
rosso come il vostro sangue, rosso come, rosso come
rosso come il fuoco…
Sapere che quello che stai facendo alla fin fine è al 90% roba fatta da burocrati, per i burocrati e che non arricchisce nessuno, nemmeno i burocrati stessi, mentre in qualche modo va a depredare il mio tempo. Sapere che è tempo buttato non aiuta, riconoscere che quello che hai davanti non è un sapere utile è qualcosa che l’università stessa mi ha insegnato.
sguardi di panico, grandi “no” fatti con le mani
ma non sono qui per pulire vetri
né per vendere accendini
Attualmente riconosco che tutto quello che so fare meglio l’ho imparato da solo. E questo posso riconoscerlo grazie all’università. Questa scoperta odierna l’ho chiamata “Teorema della convoluzione dello studente”. Sono un ingegnere elettrico specializzando e la cosa migliore che l’università mi ha insegnato è riconoscere cosa è utile tra le migliaia di nozioni che mi son dovuto bere.
se solo provaste a guardarmi negli occhi
notereste i lampi, i tuoni, la tempesta nella mia testa
a me resta qualche sigaretta, a voi qualche speranza…
Questa scoperta si è ritorta contro di me, purtroppo. Perché ha dato il via ad una totale, automatica disillusione e cinicità nei confronti di qualsivoglia apparato che d’ora in poi si proporrà come “utile per il mio futuro”. Mi dispiace doverlo ammettere, la cinicità non è qualcosa di cui essere fieri.
fatevi fottere, voi e i vostri alzacristalli elettrici
la mia testa può spaccare le pietre
quando finirò le paglie la mia metamorfosi vi stupirà
che sorpresa morire così al semaforo rosso
rosso come il vostro sangue, rosso come, rosso come… non ricordo più…
Niente deve essere giudicato a priori, mai. Tutto merita considerazione perché in tutto, in fondo, c’è davvero tanto di buono. Questo pensiero mi ha sempre aiutato a guardare avanti con fiducia e a non provare odio per niente e nessuno, ne sono sempre stato orgoglioso, l’ho sempre difeso, anche quando è capitato che chi mi era vicino voleva convincermi del contrario.
- assolo di chitarra -
Quando sono di fronte a qualcosa che non mostra niente di buono o bello, probabilmente la colpa è mia che non guardo bene. Anche questo l’ho sempre pensato. Anche questo mi ha molto aiutato a fare del mio meglio, ma ora devo arrendermi. Io in tutto il metodo universitario non ci trovo proprio niente. Vorrei davvero sapere cosa ne penserebbe un alieno, qualcuno che non essendo ormai immerso in una realtà del genere potrebbe giudicare con un minimo di obiettività e onestà intellettuale. Tutto questo gioco dell’analisi scientifica è stato bello e divertente. Oggi finisce. Grazie per l’ascolto.
fatevi fottere, voi e i vostri alzacristalli in leasing…
fatevi fottere, voi e le vostre berline elettriche…
W i Subbaqqui…
P.S. Si ringraziano Giorgio Canali e Rossofuoco per il sottofondo musicale a queste note di copertina.
