04 giu 2010

Senza titolo e senza parole

di Subbaqquo in Belpaese

Oggi provo nuovamente e maggiormente vergogna per essere italiano.

Apprendo dal televideo (chiaramente i telegiornali non ne hanno dato notizia) che l’Italia insieme agli USA ha votato contro l’inchiesta indipendente sull’ultima strage compiuta dall’esercito israeliano. In acque internazionali. Contro persone disarmate che stavano portando aiuti umanitari.

Quasi tutti gli altri rappresentanti all’ONU hanno appoggiato la richiesta, aggiungendone un’altra che richiede la rimozione del blocco che ha trasformato Gaza in un lager.

L’Italia no.

Notare la propaganda secondo cui l’esercito israeliano, calato con corde da elicotteri apache, coperto da altre navi da guerra che circondavano la “flottiglia”, armato di tutto punto, ha dovuto aprire il fuoco per difendersi dalle fionde caricate a biglie dei pacifisti. Immagini del TG2*. Possiamo berci anche questo.

W i Subbaqqui…

*Vi linkerei le immagini ma la RAI ha ben pensato di renderle visibili soltanto a chi installa Microsoft Silverlight sul proprio pc. Un software proprietario per accedere ad un servizio pubblico. Molto meno grave come motivo, ma si aggiunge ai tanti che provocano la suddetta vergogna.

11 mar 2010

Mi scusassero

di Subbaqquo in Belpaese

Perché ultimamente scrivo poco, ma sono legittimamente impedito.

Ma chi è che li spinge gli impedimenti? Chi glielo fa fare? Che c’è qualcuno che li spinge? Spingitori di impedimenti! Solo sul Rieducational Blog!

W i Subbaqqui…

12 feb 2010

Ormai non si tenta nemmeno più di nasconderlo

di Subbaqquo in Belpaese

Ridendo*, copincollo dal Televideo Rai:

IRAN Ministro Frattini: “Niente guerra a Iran, ma sanzioni serie, perché dobbiamo tranquillizzare Israele”.

W i Subbaqqui spudorati…

*Anche di fronte alle calamità, rimango un inguaribile ottimista.

11 feb 2010

How much difference does it make

di Subbaqquo in Belpaese

Una lunga giornata. Intensa, di quelle che ti fanno pensare e incavolare. Che ti fanno strillare davanti ai tuoi parenti, durante un pranzo di compleanno (non mio -sennò cominciate a scrivermi gli auguri nei commenti-), con la faccia tutta rossa per la rabbia. Un ragazzo di ventidue anni che alza la voce e zittisce così cinque uomini tutti ultra-quarantenni (tra cui c’era anche suo padre), perché non ne può più. Perché stufo di sentire che certi discorsi li puoi fare a diciotto anni, ma poi la vita è diversa, la politica è diversa: è fatta solo con i compromessi. Che è un gioco delle parti, un teatrino tra due fazioni, ognuna delle quali cerca di far passare il proprio ideale per quello vero, ma poi ciò che conta è quello che torna nelle tasche. C’è chi mangia e chi vorrebbe mangiare, sono queste le due possibilità, perché purtroppo crescendo si diventa così, se si vuol far politica si diventa così, se si vuol vivere bene bisogna fare così. Io non voglio fare politica, e se questo è ciò che mi aspetta non voglio nemmeno crescere. Io sono come Peter Pan. Dannazione, senti dire che andare controcorrente è una moda (poi vai su internet, in uno dei tuoi blog preferiti, e lo leggi anche, addirittura ci leggi che se vai controcorrente ti dicono che sei uno snob), che lo si fa solo per fare opposizione, ma ciò che conta è che, se lo fai, probabilmente è perché non mangi niente. Che due palle. Così intimamente poveri siamo? Ci si batte per l’interesse e niente più? “Siete dei poveracci”: questo è quello che penso e dico. Leggi foglietti idioti in cui si vaneggia di “menti libere”, che hanno fatto sentire la voce del popolo, che non si sono fatte soggiogare da non si sa quale potere predominante! Ma porca miseria, ma qual’è qui l’interesse? Ci si sbatte per idiozie o per quello che è meglio per tutti? E’ così vero che partendo da posizioni ideologiche tanto diverse non si possa arrivare ad una idea condivisa su quello che è semplicemente il bene comune? Senza dover ricadere in quel maledetto teatrino schizofrenico di cui sopra? Si dice solo ciò che fa comodo per portare avanti le proprie idee, e si portano avanti le proprie idee solo fino a quando esiste un tornaconto personale derivante da esse. Altrimenti le idee possono andarsi a farsi friggere, perché ciò che conta non sono loro, ciò che conta è mangiare. Questo ho imparato oggi. E non mi piace. Preferisco essere additato come uno che la pensa così perché è giovane, come un Peter Pan, come uno snob, ma non voglio accettare la miseria della vita e della politica come l’ho sentita oggi. Ci sarà sempre qualcuno che vince e perde, ma l’importante è capire per cosa si sta lavorando. A cosa si sta puntando. La vita politica del mio paese (quello dove sono nato, non l’Italia intera -anche se anche lì le cose non è che cambino poi molto-) è riassumibile davvero in una domanda: “chi ci ha mangiato?”. Pare che sia così, davvero. Lo so, lo vedo, indubbiamente è così, ma perché può esserlo così spudoratamente e davanti agli occhi di tutti? E’ così normale? Siamo così tanto mafiosi dentro noi italiani, non ci si può far nulla. Sfruttare tutte le idee e le menti a disposizione di un paese per tirar fuori il meglio possibile non è una cosa normale. Una cosa normale è qualcuno forte, che alzi la voce, e conduca un gregge di pecore a quello che è meglio per loro.

“I’ll swallow poison until I grow immune
I will scream my lungs out
’til it fills this roomhow much difference
how much difference
how much difference does it make
how much difference does it make”

Pearl Jam – Indifference

W i Subbaqqui…

05 giu 2009

Qualcosa che nessuno mette in prima pagina?

di Subbaqquo in Belpaese

Ah ah ah…

Chanti!

W i Subbaqqui…