Pseudovariazioni su tema

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 4 settembre 2010

La politica del marketing è diventata apertamente il marketing della politica.

Si può definire con l’espressione “base di installato” la politica adottata da alcune aziende, specialmente di software, di incentivare la diffusione dei propri prodotti – a pagamento – favorendo o non ostacolando affatto il fenomeno della pirateria, salvo poi passare al contrattacco imponendo serie restrizioni di accesso al prodotto stesso o ad una sua versione aggiornata nel giusto tentativo di raccogliere i frutti monetari, sicure di aver acciuffato un cospicuo numero di nolenti clienti.

Che tale scelta, ipoteticamente adottabile da qualunque casa informatica produttrice di alcuni tra i più diffusi sistemi operativi o di eventuali famosi programmi per la elaborazione di file pdf, sia quella vincente o meno è un aspetto importante ma secondario paragonato alle capacità di adattamento che essa sfoggia anche in altri ambiti.

Un piccolo parallelo aiuterà a capire: la Lega Nord è diventata popolare con i famosi slogan “Roma ladrona” e con la minaccia del non pagamento delle tasse, un refrain – quest’ultimo – buono per tutte le stagioni. L’ascesa al parlamento nei primi anni ’90 fu perentoria, e parlo di un 10% andando a memoria, perché i voti piovvero fin’anche dalla Sicilia.

Bene: oggi da quelle stesse persone si sente continuamente inneggiare alla legalità e al fatto che gli extracomunitari se vogliono venire in Italia – ancor più se nei loro feudi – devono rispettare le leggi dello stato italiano (!?) e… pagare le tasse.

E se non sbaglio, anche questo è un motivetto buono per tutte le stagioni.

Evidentemente un problema di fondo c’è, un problema di base: si crea una strana dipendenza psicosomatica tra chi offre un prodotto, leggero come uno slogan o come un software, e chi non aspetta altro per incendiarsi un po’ illudendosi di brillare anche solo per un istante.

Immagino si tratti del complemento naturale al dominio fisico:

  • carico mentalmente le persone e poi le faccio sfogare (risse, calcio, violenza diffusa);
  • aggiorno un software di cui non sai fare a meno e ti costringo a comprare un computer più potente per poterlo eseguire.

Lo schema è più o meno sempre il medesimo: Problema-Reazione-Soluzione.

Scusate! Chi è che ha detto 11 settembre?

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La gerarchia dei valori

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 23 agosto 2010

Sottotitolo: La Gerarchia e i suoi valori finanziari.

In quel di Montefano – provincia di Macerata – è sito un centro studi biblici animato da due pretonzoli un po’ pazzarelli che hanno avuto la pretesa di coinvolgere, da qualche anno a questa parte, quante più persone possibili alla scoperta di un testo unico e che unico non è e che molte alte sfere vaticane (non tutte) hanno tentato di nascondere al meglio dei loro sforzi: il Vangelo!

La proposta di questi due pischelletti ha ricevuto una numerosissima e vasta e variegata risposta, anche grazie ad internet, tale da far immaginare di riuscire a spingere molti attenti vispi e intelligentissimi colleghi dei suddetti a pregare il vescovo della diocesi di Macerata affinché:

  • ne limitasse gli introiti, impedendo loro di celebrare matrimoni e battesimi; funerali solo su commissione (come a dire… no alla vita, sì alla necrofagia);
  • ne attenzionasse con attenta attenzione ogni passo: i maligni lupescamente penseranno “per poterli meglio accusare“, ma io suggerisco a costoro di vergognarsi e si ricorra piuttosto alle parole del Vangelo “per tentarli“;
  • si evitasse e si eviti sine die – parere personale – l’ineluttabile oscuramento che il Centro Studi Biblici di Montefano operava e tuttora opera nei confronti delle lugubri parrocchie circostanti.

Va chiarito l’ultimo punto: a mio avviso l’emorragia crescente di fedeli/adepti dai covi ambigui di ritrovo per iniziazioni pseudocristiane verso luoghi vivi non sarebbe un grave problema, se a questo non si accompagnasse la parallela sublimazione chimica dell’obolo di carontesca memoria.

Il nocciolo della questione è sempre e solo quello!

Come già scritto su questo blog il problema curiale della pedofilia è aberrante, ma minuscolo e in proporzione meno grave rispetto a quello presente nella società civile. La problematica vera è il soldo (moneta con cui venivano pagati appunto i soldati nella fattispecie mercenari), che a più alti livelli – aridaje! – si trasforma in finanza speculativa la quale si basa sulla corruzione che a sua volta tra le mille sue meraviglie prevede il traffico di armi, di droga, e la promozione culturale della prostituzione di qualsivoglia genere (tra cui la pedofilia).

Ora… io capisco perfettamente e compiutamente che Claudio Giuliadori, vescovo di Macerata, abbia agito in buona fede; solo sarebbe ampiamente auspicabile che agisse piuttosto in fede buona, perché la buona fede non è un valido criterio per distinguere la persona nel pieno delle proprie facoltà morali e intellettuali da quella che si è lasciata conquistare da demoni – quali che siano, pure solo nella forma banale di cattivi consiglieri.

Non me ne voglia il nostro eroe impavido se ancora ho desiderio di attenzionarlo all’attenta attenzione dei casuali lettori, ma ricordi il vescovo Claudio Giuliadori – un uomo come tutti gli altri – che internet è una brutta gatta da pelare, dato che accanto agli adolescenti deficienti di qualunque età che ne fanno un uso che spazia dal ridicolo all’ignobile, coesiste una tipologia di persone che ha l’abitudine di usare i mezzi per quello cui servono ovvero per il raggiungimento di un fine (mi è giunta voce che la casella di posta elettronica della diocesi sia stata eufemisticamente invasa da un numero imprecisato di email provenienti un po’ da tutto il mondo e apertamente esprimenti dissenso).

Lo sputtanamento conseguente ad una Sua mossa errata, pregiatissimo vescovo Claudio Giuliadori, potrebbe investirLa quando meno se l’aspetti e con una irruenza tale che potrebbe Lei nolente portarLa al seguente epilogo, uno dei possibili scenari che mi permetto di sottoporLe: il Suo allontanamento o ridimensionamento una volta che Le riuscisse di allontanare Alberto Maggi e Ricardo Perez Marquez dal Centro, perché a quel punto Lei sarebbe una carta bruciata, e il potere potrebbe comportarsi con Lei esattamente come adesso Le suggerisce di comportarsi verso terzi.

Si dice che le colpe dei padri ricadano sui figli.

Allora mi domando: ma Lei… chi è che ha per padre?

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Buio pesto!

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 17 agosto 2010

Francesco Cossiga è sprofondato nella morte.

Il servizio segreto inglese ha già avviato le operazioni di recupero dal cadavere della scatola nera per successivo secretamento.

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Cos’è l’Occidente

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 16 agosto 2010

Non lo so: ero rimasto a Platone, Aristotele, Saffo, Plutarco, la civiltà Cristiana e non cristianista, lo sviluppo delle scienze, l’amore per la poesia e per il raziocinio, l’arte (Dio mio! l’arte), la metafisica, la convivenza pacifica con altri popoli di ogni religione e razza (perché c’è stata anche quella pacifica, sia ben chiaro ai polli che beccano ogni pietra di sterco che i massmedia producono).

Oggi mi sveglio con due mirabili esempi: Il Giornale e Repubblica.

Prendo in prestito da questo articolo del vecchio blog di Miguel Martinez due perle meravigliose, anche se la seconda è originariamente riferita al settimanale pornopolitico intitolato (granbel)Panorama:

  • Repubblica, come sapete, è il sanguinario organo dei laicisti che vorrebbero abbattere la civiltà occidentale.
  • Il Giornale è il braccio stampato del nano dittatore che vuole riportare indietro le lancette della storia.

Visionando la prima pagina dei rispettivi siti internet di cotal ciarpame si nota uno schema più o meno identico: titolone contro l’avversario del proprio padrone (o a difesa degli interessi del suddetto), un po’ di gossip sui morti ammazzati del giorno, da sostituire con sport all’occorrenza, e poi tette-e-culi volanti.

Quest’ultimo punto, molto battuto da Repub(bl)ica specie con i calendari artistici(!?), mi faceva finora propendere verso il sito del finto nemico qualora avessi avuto necessità di prelevare informazioni molto veloci.

Il Giornale ha però recuperato punti di antipatia da quando ormai ha deciso, in strana sintonia – passatemi il termine – con le reti Mediaset, di tenere fisso a fondo pagina un articolo vagamente variabile sul gioco del poker.

Se le testate pubiche unissero le forze promuovendo tornei di poker con in palio tante conigliette artistiche potremmo fieramente gridare di aver sconfitto la mala pianta dell’Islam che si ostina ancora a velare le donne, quando ormai è chiaro perfino all’oscurità stessa che le femmine non brutte vanno denudate se possibile anche della pelle.

P.S.: avviso ai deficienti che leggono solo le frasi che vogliono leggere!

Se le donne non vogliono velarsi non devono farlo, perché sarebbe crudeltà. Diversamente non si può sostenere che la nudità a tutti i costi sia segno di libertà e/o emancipazione.

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Mi devo ricredere

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 28 giugno 2010

Leggo con estremo piacere che la Goldman & Sachs (che Dio l’abbia in gloria quanto prima!) nel primo trimestre del 2010 ha venduto azioni della British Petroleum per un equivalente del 44% dei propri investimenti nella BP stessa.

Tempismo notevole!

Certo i dietrologismi e i complottismi sono facili a questo punto, ma nessuno può negare la pur minima possibilità che fantasia e realtà possano coincidere; soprattutto conoscendo le note capacità precognitive degli adepti e dei sacerdoti della più ramificata e piovresca banca.

Nel frattempo dall’altra parte ogni tentativo di chiudere la falla stanno fallendo miseramente: certo non è facile affrontare un problema simile soprattutto se non se ne ha esperienza come i santoni marchiati BP ci hanno fatto sapere a mo’ di mantra. Peccato che sempre con estremo piacere io sia venuto a conoscenza della falsità di questa affermazione.

1979, ancora Golfo del Messico, questa volta la protagonista fu la Pemex, azienda petrolifera di stato messicana. La piattaforma Sedko 135 F nella baia di Campeche, a soli 50m di profondità esplose nel mese di giugno e cominciò a riversare in mare petrolio da lì fino a quasi un anno.

Oggi la situazione è di gran lunga peggiore, e per di più non si sa quanti agenti chimici inquinanti vengano profusi in acqua per arginare la perdita. Parlo di perdita perché i cari BPmen probabilmente se ne fregano del problema inquinamento tentando di recuperare quanto più petrolio possibile, e se questo lo si può fare solo attraverso sostanze assai più pericolose del petrolio lorsignori non staranno certo a riflettere se sia giusto o meno. Loro sono uomini d’azione!

Ecco perché dopo tutto devo ricredermi: probabilmente un piccolo ordigno nucleare potrebbe davvero risolvere la situazione con danni relativamente minori. La storia si ripete: bisogna scegliere tra la merda fredda e la merda tiepida.

Peccato che Obama non conti un cazzo!

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