23 nov 2010

Fini-ano

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Il disprezzo per le politiche dei sionisti, facilmente accostabili a quelle di un passato regime con il quale essi vorrebbero identificare il male metafisico (l’assurda barzelletta del male assoluto), lascia però spazio anche per individui che contribuiscono inevitabilmente a quelle che nell’immediato non sono classificate come figuracce all’estero ma che per la storia diventeranno sicuro sinonimo di collaborazionismo.

Le persone citate nella pagina di cui al link sono promotrici di visioni del mondo che nulla hanno a che vedere con il rispetto della dignità umana che tanto gonfia le loro gote.

Una di esse in particolare riveste il ruolo di pupazzo del ventriloquo, cui viene concessa la revocabilissima possibilità di credere di essere dotato di facoltà nonché idee politiche proprie.

17 nov 2010

Crasi intestinale

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Il Corritore Crepuscolare, del quale mai abbastanza si augura la fine in questa sede, ci informa del simpaticissimo rendez-vous tra un simil-gorilla ed un bradipo triste.

Bello, davvero! l’articolista spreca le proprie nozioni grammaticali per lasciare intendere che si sia trattata di un pranzo tra nullafacenti.

Tema – pare – dell’incontro: l’energia verde (in realtà l’economia ad essa legata, che è ben altra cosa).

Tutti felici e prodighi di salamelecchi, compreso tale Michael Northrop, direttore del programma di Sviluppo sostenibile della Rockfeller Foundation, società che reca nel proprio nome quello di una potentissima famiglia statunitense che è ben poco nota – purtroppo – per il suo impegno attivo verso i bisogni dell’umanità (un po’ come la Bill&Melinda Gates Foundation, i detersivi che fanno bene ai neonati, le ONG ricchissime che non chiedono soldi ma solo un piccolo contributo, GreenPeace, ecc…).

Contenti loro, contenti tutti; sia volontariamente sia non.

16 nov 2010

Fuoco razzista!

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Nel paese del nuovo sol levante, quello di cui Napoleone ebbe a profetizzare il risveglio, pare che un grattacielo di 30 piani circa abbia preso fuoco praticamente ovunque.

Non è crollato, né di lato né tanto meno su se stesso.

La Cina si ostina a non volersi piegare al diktat occidentalista, e lo fa platealmente perfino sfidandone le leggi fisiche.

12 nov 2010

Patria del liberismo

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

In quel di Londra un gruppetto nutrito di giovani – potenziali universitari – avrebbe deciso in questa settimana di consegnare brevi manu a tele-e-fotocamere il più che giusto disprezzo nei confronti di ambienti politici decisi ormai a triplicare le tasse annue per l’università, da 3000 a 9000 sterline.

I proclami autoreferenziali di dileggio dell’opera giovanile sono stati formulati da personaggi che, nel migliore dei casi, avranno solo assaggiato nel fiore dei loro anni un clima innovativo inneggiante a nuovi valori prettamente politici a partire dal sesso cosiddetto libero frammischiato a droghe di vario tipo e terminante inevitabilmente nel mercanteggiamento dei rapporti umani.

Non è questa sede di sviolinate moraleggianti, per le quali il sottoscritto sta perdendo fortunatamente la stoffa: chiudere gli occhi di fronte all’ennesima ipocrisia in giacca e cravatta sarebbe però chiedere troppo.

La possibilità di cui questi individui godono nel denunciare sdegnati la violenza di persone (esseri umani che avrebbero diretto la propria rabbia verso cose e non persone – si badi bene) quando notoriamente complici di massacri a macchia di leopardo sul globo terracqueo, lascia quanto meno intendere che la salubre opera intrapresa risulti ancora distante da positiva conclusione.

Come si sosteneva poc’anzi, niente morale: anche tra quei ragazzi esistono potenziali nuovi incravattati pronti a ripetere il copione all’occorrenza; ma che avranno maggiori difficoltà, in porto la riforma, ad entrare nell’élite di cui ora avvertono l’oppressione. D’altra parte ne esistono di coloro che vogliono migliorare le proprie conoscenze (qualità delle università permettendo), e che forse dovranno vendere i propri corpi per pagarsi la retta.

Il liberismo è quella scuola di vita in cui ogni voglia di libertà trova il proprio prezzo di mercato, cosa che di per sé rende intrinsecamente impossibile parlare di mercato libero.

09 nov 2010

La figurina del martire

di Riccardo Giuliani in Collaborazioni

Il canotto che conduce il tg3 mi ha appena fatto sapere che esiste uno dei tanti sprechi di soldi televisivi dal titolo “Vieni via con me” – a sua volta condotto da un lugubre tizio che ospita gente savia – e dice abbia perfino battuto, in termini di gradimento popolare, un altro spreco televisivo che avrebbe a che fare con i fratelli maggiori.

Fermo restando che il paragone risulterebbe in ogni caso non lusinghiero e assai infamante per qualsivoglia capitolo di spesa che aspiri ad un minimo di dignità, occorre quanto meno evidenziare gli ingredienti dello sbandierato successo:

  1. avversari politici, dei suddetti protagonisti, dediti più alle prostituzioni e al consumo di droga che alla gestione della cosa pubblica;
  2. sostenitori politici, dei suddetti protagonisti, dediti ai sollazzi di cui sopra purtroppo – a loro giudizio! – in modo decisamente più discontinuo per semplice ed occidentalisticamente umiliante carenza di pecunia;
  3. i suddetti protagonisti, che lungi dal frequentare il laido mondo della prostituzione fisica retribuita con risorse dei cittadini italiani, sanno ben barcamenarsi nella difficile arte di automartirizzarsi a suon di migliaia di euro quando non milioni qualora se ne osservi la diaria per tutto il tempo previsto dal contratto stipulato con l’azienda gestita, quando più quando meno, dai succitati avversari e sostenitori.
  4. i decretatori del successo, in panciolle e papalina (e naftalina), con evidenza a tal punto asfissiati da ugual piattezza in ogni dove catodico – modulata esclusivamente da luci e sonorità invadenti – da ritenere giusto se non altro di incuriosirsi verso un teleimbonimento che con suprema maestria è stato tirato su e portato avanti tra mille cosiddette roboanti polemiche a causa di compensi e cachet (indubbiamente affetti da doping monetario) in favore di individui che a occhio e croce nulla hanno a che spartire con i bei principi di cui non mostrano vergogna alcuna di riempirsi la bocca, quasi si trattasse di spaghetti da arrotolare con la voluttà e la libertà tipica degli esteti marinettiani.

Ci sarebbe molto da aggiungere sulle motivazioni mercantili – perché tali sono! – di chi non capisce la propria miseria nel giustificare il latrocinio sancito da contratto al grido di “Io porto gli sponsor!”.

Fermiamoci un secondo sulla gente savia che ha parlato di miseria morale politica (sicuramente non a torto).

Roberto Saviano: togliendo di mezzo le polemiche per il libro – ancora non letto – che avrebbe più che altro pescato  da articoli di cronaca di giornalisti partenopei tutt’ora normalmente stipendiati; sorvolando sul fatto che la casa editrice presso la quale egli si è recato a elemosinare sia proprietà di colui che il nostro addita al pubblico come contiguo, anche solo moralmente, ai mostri da egli stesso raccontanti; tralasciando come egli sia testimone oculare dotato di superscorta mentre altri testimoni oculari, che sventuratamente non hanno avuto il guizzo né il tempo di annotare sul proprio diario i vari morti ammazzati dalle mafie, dallo stato italiano a volte non ricevono neanche un piccolo sostegno economico… come può Saviano-paladino-tutto-fare rientrare nella manifestazione tenutasi a Roma lo scorso Ottobre, organizzata dalla Lancia-Fiamma Nirenstein (deputata PDL) dichiaratamente Pro Israele per difendere, bene non si capisce ancora da chi e da cosa, uno stato che pratica sistematicamente la ghettizzazione di un popolo  allo scopo, spesso ululato pubblicamente dai suoi dirigenti, di annientare con effetto immediato e definitivo gente che vive pacificamente quella regione da centinaia di secoli, tanto più ora che si è arrogata il diritto di eleggere democraticamente una coalizione che, piaccia o no, ha tutto il diritto di governare nonostante i piagnistei dei vicini conditi a suon di guerre, devastazioni, saccheggi, omicidi, usurpazioni territoriali, menzogne mediatiche, imposizione di fame-freddo-terrore, e tanto altro che quand’anche non fosse ben specificato sarebbe comunque compreso nel breve elenco appena fornito ai lettori????

Roberto Benigni: che dire… ricco e moralizzatore, neanche più simpatico come una volta. Il suo tributo a Israele lo diede già con il melenso e ruffiano film che girò in ginocchio e che risultò il passepartout per l’assegnazione (si badi bene: non la vittoria) di un premio elargito da un ambiente feroce, che quanto a prostituzioni e droga non si lascia vincere tanto facilmente.

Evidentemente la doppiezza non è esclusiva proprietà degli ambienti ecclesiastici.

Purtroppo non è una di quelle situazioni per cui il mal comune possa essere un mezzo gaudio.