06 nov 2010
Quando si è in uno stato morboso, i sogni si distinguono per un insolito rilievo, per la loro chiarezza e per la loro straordinaria rassomiglianza alla realtà.
Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Delitto e castigo.
24 ott 2010
Per i cosiddetti giornalisti, ovviamente.
Americani: “Sì, pronto?”
Al Qaeda:”Salve, è l’esercito americano?”
Am:”Sì, dica pure”
AQ:”Salve… ehm… come dire… Abbiamo imbottito un’auto di esplosivo e sta venendo verso di voi; in meno di 5 minuti dovreste avvistarla”
Am:”Veramente?”
AQ:”Sì sì! mi raccomando sparate appena la vedete perché qualche secondo di ritardo e per voi è la fine”
Am:”Certo, certo! Grazie mille… a buon rendere, eh!”
AQ:”Di nulla, figuratevi”
Nessuno di quegli strapagati nullafacenti maledetti lobotomizzatori hanno accennato alla benché minima anomalia di una simile ricostruzione. Sempre ammesso che abbiano letto i documenti pubblicati su wikileaks (dubito fortemente) e soprattutto che ne abbiano colto il senso (!?).
Vero! il fascismo non è mai finito… grazie a loro e alle loro veline.
13 ott 2010
L’ignoranza non sempre va disprezzata: in questo caso, conosciuto solo ieri, sarebbe stata una benedizione.
L’ultima volta che desiderai ardentemente di martellarmi i cosiddetti, fu nel 2002 mentre un qualunque tiggì dell’ora prandiale mi annunciava (a me solo!) che il Banco del Mutuo Soccorso aveva festeggiato il trentennale della propria attività con un concerto a Roma la sera precedente, facendo pagare un biglietto di 2 euro.
Giuro… non lo faccio più!
P.S.: il titolo del presente post è liberamente tratto dal corpo di Antonio Rezza.
10 ott 2010
A quanto pare bastano quattro morti per parlare di strage: suppongo si tratti di un trucco mediatico affinché il nostro ministro della guerra possa recarsi umilmente in parlamento a chiedere con forte senso di pietas che l’Italia rinunci nolente a quelle piccole e – ammettiamolo con franchezza – ormai inutili vestigia di vigliaccheria che vanno cumulativamente sotto l’espressione di “ripudia la guerra“.
Certamente questa frase stona con quanto accade nella realtà dei fatti, ma non più della definizione di strage: rimane il fatto che nei due casi si parte da pressuposti diversi, quando non opposti.
05 ott 2010
Dal tg2, pochi minuti fa:
- il prezzo dell’oro è salito a prezzi da capogiro, cosa che “fino a qualche mese fa era impensabile“. Il giornalista incaricato di prenderci in giro si è fatto in quattro perché gli spettatori fossero edotti sulle motivazioni: “ciò è dovuto principalmente a grossi investitori, che evidentemente non si fidano delle incertezze del mercato finanziario“;
- panico in un circo ucraino, dove i leoni si sono ribellati al domatore che ora è ricoverato in condizioni gravi, ma stabili.
Stavolta non voglio giudicare nessuno.
Mi basta sapere che forse qualcuno di voi abbia colto, ponendo a confronto le due notizie, quale possa essere il mio augurio per un futuro migliore.