11 gen 2012

It’s the end of the world as Gervaso knows it!

di Subbaqquo in Cronache sottomarine

Comunque lui si sente bene.

Bisogna dire che da quando è iniziato l’anno corrente Gervaso non vuole più andare a dormire per paura di perdersi la fine del mondo. Incurante dei miei tentativi di dissuasione, ieri ha persino montato un paio di sedie sul tetto per godersi meglio la vista: le ha proprio inchiodate alle tegole per evitare di cadere giù. Avete presente quelle sedie richiudibili in tela con un buco sul bracciolo destro per infilarci le bottiglie? Due di quelle in questo momento sono sul tetto di casa mia a prendere il vento.

Gli ho chiesto il perché della seconda sedia, spiegando che ho nessuna intenzione di sedermi sul tetto, ma lui ha ribattuto che la sedia non è per me. Non ho capito se ha reagito così solo per ripicca o davvero mi nasconde qualcuno.

Dopo aver sistemato le sedie ha anche comprato un paio di casse da sei di birra da consumare durante lo show. Le ha nascoste da qualche parte in soffitta, pensa lui, ma io le ho trovate subito e me le sono bevute con un paio di amici l’altra sera. Quando stamattina non le ha più trovate (ogni tanto va a controllare se c’è tutto), invece di sospettare di me l’ha subito preso come un segno dei tempi ed ora sono già parecchie ore che rimane seduto lì sopra, convinto che la fine sia questione di minuti ormai.

Gervaso-e-la-fine-del-mondo

Penserete che sono cattivo a non spiegare che le birre le ho semplicemente bevute io, ma secondo me prendere un po’ di freddo al cervello non può che fargli bene, sapete, così magari impara a fidarsi meno di queste cose che nemmeno i puffi.

W i Subbaqqui…

P.S. Come sempre si ringrazia And per l’illustrazione.

19 gen 2011

Quando i tonni non toNnano subito (il dilemma di Gervaso)

di Subbaqquo in Cronache sottomarine

L’altro giorno ero, con Gervaso (il mio bue domestico), alla guida del mio sottomarino atomico. Ho un sottomarino atomico perché il prezzo della benzina continua ad aumentare, usando l’energia atomica risparmio. Sottomarini diesel non se parla. Gervaso sostiene che si potrebbe provare a metterci un impianto a gas, ma non vorrei che il sottomarino perdesse in ripresa.

A parte queste cose, ultimamente Gervaso è sempre indeciso. Non riesce a prendere le decisioni, insomma. L’altro giorno parlando con Giuggiolo (il mio divano portacellulare blu) avevo conferma che saranno almeno due o tre mesi che Gervaso non prende una decisione. Roba che nel frattempo uno ci s’è morto.

Per esempio stamattina, per non decidere se prendere il caffè dolce o amaro, Gervaso non ha fatto colazione. E ieri per non decidere con quale piede scendere dalla cuccetta (all’interno del sottomarino abbiamo le cuccette)  è rimasto a dormire per finta tutto il giorno. Dico per finta perché in realtà, indeciso se chiudere gli occhi o no, Gervaso è rimasto ad occhi aperti tutto il tempo.

Poi oggi pomeriggio è successa una cosa strana. Eravamo lì col sottomarino che entravamo nella Corrente del Golfo (dopo il Triangolo dei Bermuda, in fondo a destra) quando un branco di tonni pinneggialle si è affiancato al sottomarino e si è messo a nuotare nella nostra stessa direzione. Ora tutti sanno che i tonni sono degli incivili e usano sorpassare a destra e fare altre cose che sott’acqua non si fanno (tipo la pipì o le puzzette con le bolle). Comunque noi stavamo in un sottomarino atomico e non ci mettevamo niente a seminarli, volendo. Ma Gervaso non se la sentiva di decidere se superarli o lasciarli andare e allora ha continuato a navigare affianco a loro.

E così, mentre nuotava al nostro fianco, uno di questi tonni pinneggialle si mette a fissare Gervaso, e Gervaso a fissare il tonno. In più c’era Alice che fissava il gatto e il gatto che guardava delle alici che passavano di là (ma questo non è importante ai fini della storia). E si fissavano e si fissavano. Era chiaro come Gervaso si sentisse a disagio, epperò non voleva nemmeno distogliere lo sguardo e decidere di ignorare il tonno.

Dopo un po’ il tonno ha preso coraggio e che ha fatto? Ha bussato sull’oblò del sottomarino nucleare con la pinnaggialla. E Gervaso gli fa “che vuoi?” (un po’ brusco a dire il vero) con un gesto della mano tipo zucchina su per lo scolo. E il tonno che parlava tonnese e quindi io non capivo, ma c’era Gervaso che capiva, gli risponde se per favore gli guidavamo un attimo il branco che lui doveva allontanarsi per andare a prendere le sigarette senza filtro. A questo punto Gervaso non rispondeva perché rispondere implicava già di per sé una decisione, e così il tonno non diceva più niente e sono rimasti a fissarsi un altro po’. Poi il tonno si è allontanato, dicendo “tonno subito” (grasse risate), avrà pensato “chi tace acconsente” (che è una cosa molto comoda da pensare sott’acqua con tutti quei pesci muti).

Ho chiesto a Gervaso cosa volesse fare e lui è andato nel panico più completo: non voleva decidere, ma non decidendo stava praticamente aspettando quindi in realtà sembrava che avesse deciso di aspettare. Se fosse andato da un’altra parte a pensare se decidere o meno in realtà non avrebbe aspettato, quindi la decisione sarebbe comunque risultata già presa. Gervaso stava diventando giallo, anche. Era tutto preso da questi ragionamenti che nel frattempo aveva investito il gatto di Alice con il sottomarino nucleare.

Poi è passato un branco di grissini ed ha ucciso tutti i tonni.

W i Subbaqqui…

P.S. come sempre si ringrazia And per l’illustrazione.

03 mag 2010

Le alghe ci circondano (il bue e l’acquario)

di Subbaqquo in Cronache sottomarine

A volte capisco che il mondo sottomarino ha problemi seri, importanti.

Sarà che tra alghe i rapporti non sono così dinamici, ma le vedo sempre così litigiose, sempre così pronte a partire dai giudizi più che dalla voglia di confronto o di ascolto. Sarà l’abitudine a lasciarsi cullare dalle onde e dalle maree, senza perder tempo ad occuparsi dei problemi delle altre forme di vita che le circondano.

Eppoi sono così prese da quello che di utile fanno: produrre l’ossigeno vitale per il resto del brulicante mondo sottomarino, da accorgersi che quello che producono non è tutto ciò che serve. Non di solo ossigeno vivono i pesci!

Gervaso (il mio bue domestico) è d’accordo con me, mentre insieme osserviamo l’acquario di casa, silenziosamente stravaccati sul divano, rapiti da questi pensieri acquatici, galleggianti nella foschia umida dei nostri cervelli. Incredibile quanto siano, al contrario delle alghe, capaci le stelle marine di osservare, aspettare, imparare. Incredibile davvero. Così attente che io e Gervaso le immaginiamo percepire ogni minima crescita dei coralli, ogni piccolo millimetro rosso in più. E le rocce? Le stelle marine contano ogni granello di sabbia che leviga il fondale e lo modella.

Esseri viventi da ammirare stupefatti, concordiamo io e Gervaso.

Molti, guardando un acquario oppure un paesaggio marino, si soffermano sui mirabilanti colori dei pesci e sui bellissimi riflessi della luce nell’acqua, che si proiettano sul fondale variopinto. La meravigliosa bellezza del mondo sottomarino abbaglia lo sguardo ed impedisce, quando ci si accosta ad esso per la prima volta, di notarne tutti gli aspetti e le sfaccettature. Ma poi col tempo si impara.

W i Subbaqqui…

Come sempre si ringrazia And per l’illustrazione.

17 mag 2009

Nessuno scrive di domenica (pugilato del bue)

di Subbaqquo in Cronache sottomarine

Qualcuno doveva pur farvelo notare. Ed ora che il mistero alla base dell’impossibilità di un approccio cognitivo alla blogologia è stato svelato, passiamo alle cose serie.

Credo, sinceramente, che ci sia un motivo se ultimamente ho continuamente sonno e se contemporaneamente non riesco assolutamente a concedermi goduriosi stravaccamenti sul divano o epiche pennichelle rinfrancanti. Se continuo così uno di questi giorni dovrò fare attenzione a non inciampare nelle mie occhiaie.

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Bisogna aggiungere che il mio bue domestico, finito su Wikipedia mentre navigava, è stato colto dall’irrefrenabile voglia di cliccare “Una voce a caso”, ha scoperto il Niuquan ed ora si allena notte e giorno nella soffitta di casa. Non aiuta certo a dormire una cosa del genere. Prima Gervaso (il mio bue) era appassionato di mitologia norrena, ma adesso pare che le sudate carte non suscitino più il suo interesse, di conseguenza mi tocca sorbire il casino su in soffitta.

Sono passati ormai i giorni in cui si discorreva gioiosamente di Thor e del suo martellone pneumatico tonante.

Dovrò accontentarmi di dialogare sui massimi sistemi del mondo col divano blu portacellulare che è nato su una delle mensole della mia camera. E che si chiama Giuggiolo, per le cronache. Tra l’altro io ce l’ho pure in odio il cellulare.

Mi ha detto Giuggiolo che è preoccupato perché, nonostante i continui sforzi, sa benissimo che non diventerà mai un vero ballerino di disco ’70 ’80, e infatti continua a fare incubi sulla malefica neve gialla. Non sono l’unico che non dorme, che mezzo gaudio!

W i Subbaqqui…

P.S. Non sono riuscito a trovare un video decente contenente la sola “Dancin’ Fool”. Vabé, comunque è la prima della serie. E vale la pena di sentire anche le altre. Cercate i testi.

AGGIORNAMENTO 28/05: grazie alla collaborazione di And, ogni episodio di “Cronache sottomarine” avrà una illustrazione, a cominciare da questo, in cui potete vedere Gervaso che si allena nella soffitta di casa mia.