L’altro giorno ero, con Gervaso (il mio bue domestico), alla guida del mio sottomarino atomico. Ho un sottomarino atomico perché il prezzo della benzina continua ad aumentare, usando l’energia atomica risparmio. Sottomarini diesel non se parla. Gervaso sostiene che si potrebbe provare a metterci un impianto a gas, ma non vorrei che il sottomarino perdesse in ripresa.

A parte queste cose, ultimamente Gervaso è sempre indeciso. Non riesce a prendere le decisioni, insomma. L’altro giorno parlando con Giuggiolo (il mio divano portacellulare blu) avevo conferma che saranno almeno due o tre mesi che Gervaso non prende una decisione. Roba che nel frattempo uno ci s’è morto.
Per esempio stamattina, per non decidere se prendere il caffè dolce o amaro, Gervaso non ha fatto colazione. E ieri per non decidere con quale piede scendere dalla cuccetta (all’interno del sottomarino abbiamo le cuccette) è rimasto a dormire per finta tutto il giorno. Dico per finta perché in realtà, indeciso se chiudere gli occhi o no, Gervaso è rimasto ad occhi aperti tutto il tempo.
Poi oggi pomeriggio è successa una cosa strana. Eravamo lì col sottomarino che entravamo nella Corrente del Golfo (dopo il Triangolo dei Bermuda, in fondo a destra) quando un branco di tonni pinneggialle si è affiancato al sottomarino e si è messo a nuotare nella nostra stessa direzione. Ora tutti sanno che i tonni sono degli incivili e usano sorpassare a destra e fare altre cose che sott’acqua non si fanno (tipo la pipì o le puzzette con le bolle). Comunque noi stavamo in un sottomarino atomico e non ci mettevamo niente a seminarli, volendo. Ma Gervaso non se la sentiva di decidere se superarli o lasciarli andare e allora ha continuato a navigare affianco a loro.
E così, mentre nuotava al nostro fianco, uno di questi tonni pinneggialle si mette a fissare Gervaso, e Gervaso a fissare il tonno. In più c’era Alice che fissava il gatto e il gatto che guardava delle alici che passavano di là (ma questo non è importante ai fini della storia). E si fissavano e si fissavano. Era chiaro come Gervaso si sentisse a disagio, epperò non voleva nemmeno distogliere lo sguardo e decidere di ignorare il tonno.
Dopo un po’ il tonno ha preso coraggio e che ha fatto? Ha bussato sull’oblò del sottomarino nucleare con la pinnaggialla. E Gervaso gli fa “che vuoi?” (un po’ brusco a dire il vero) con un gesto della mano tipo zucchina su per lo scolo. E il tonno che parlava tonnese e quindi io non capivo, ma c’era Gervaso che capiva, gli risponde se per favore gli guidavamo un attimo il branco che lui doveva allontanarsi per andare a prendere le sigarette senza filtro. A questo punto Gervaso non rispondeva perché rispondere implicava già di per sé una decisione, e così il tonno non diceva più niente e sono rimasti a fissarsi un altro po’. Poi il tonno si è allontanato, dicendo “tonno subito” (grasse risate), avrà pensato “chi tace acconsente” (che è una cosa molto comoda da pensare sott’acqua con tutti quei pesci muti).
Ho chiesto a Gervaso cosa volesse fare e lui è andato nel panico più completo: non voleva decidere, ma non decidendo stava praticamente aspettando quindi in realtà sembrava che avesse deciso di aspettare. Se fosse andato da un’altra parte a pensare se decidere o meno in realtà non avrebbe aspettato, quindi la decisione sarebbe comunque risultata già presa. Gervaso stava diventando giallo, anche. Era tutto preso da questi ragionamenti che nel frattempo aveva investito il gatto di Alice con il sottomarino nucleare.
Poi è passato un branco di grissini ed ha ucciso tutti i tonni.
W i Subbaqqui…
P.S. come sempre si ringrazia And per l’illustrazione.