20 set 2010
Mettiamo che avete voglia di riso, ma non di stare a girare il risotto durante la cottura, mentre mettete a poco a poco gli ingredienti nella pentola. Qui arriva l’ingegnere che vi viene volentieri in aiuto con una nuova ricetta (testata con Riccardo in una rimpatriata vecchio stile).
Prendendo spunto dalla paella, ho pensato che si potesse provare a ripassare il riso in una padella insieme con un po’ di ingredienti tipici italiani che mi ritrovavo in cucina
ed è nato così “il ripasso dell’ingegnere”.
Preparazione:
Prendete una padella, metteteci un po’ d’olio e fate soffriggere un po’ di cipolla e di peperoni fatti a pezzi piccoli. Quando i peperoni sono quasi cotti aggiungete un po’ di prosciutto crudo (o cotto se preferite) a dadini ed un po’ d’acqua (un quarto di bicchiere). Non bisogna mettere da subito il prosciutto perché mentre i peperoni sono lenti a cuocersi i dadini si induriscono in un nanosecondo.
Mettete a bollire l’acqua in una pentola ed una volta giunta l’ebollizione buttateci il sale (a piacimento) ed il riso (solitamente io conto un mezzo bicchiere a testa). Quando il riso è al dente scolatelo e mettetelo nella padella a ripassare con il condimento, riguardo a quest’ultimo ovviamente potete sperimentare un po’ quello che volete (magari evitate tonno e formaggio pecorino insieme), io ho usato semplicemente quello che avevo in casa al momento.
Mentre ripassate (5 minuti non di più) potete aggiungere dell’acqua ogni tanto in caso notate che il tutto si stia seccando troppo. Il risultato dovrebbe essere una cosa del genere.

Consiglio un vino bianco fresco come accompagnamento, meglio se frizzante.
Tra le diverse possibilità che ho testato per il condimento anche tonno e piselli non sono male.
Buon appetito e w i subbaqqui…
04 apr 2009
Ehm… calma con i doppi sensi, eh!
Ok.
Dopo tanto, ma tanto tempo dall’ultima volta, in cui si parlava di risotti con i gamberetti, torno a postare una nuova ricetta nel ricettario dell’ingegnere.
Necessario: pere (una a cranio), lenticchie (di solito io conto un mezzo bicchiere a testa), ma credo ci stiano bene anche gli altri legumi, ad esempio i ceci, condurrò esperimenti in proposito, poi pasta (meglio se pennette), olio, sale, peperoncino se gradite.
Preparazione:
ricoprite il fondo di una pentola con dell’olio extravergine di oliva, sbucciate le pere (meglio se mature e succose) e tagliatele a fettine sottili (io le faccio prima in quattro spicchi e poi faccio le fettine, ma ognuno ha il suo metodo ed è giusto che sia così).
Mettete la pentola coperta (mi raccomando: coperta!) sul fuoco basso ed inseriteci le fettine di pera. Dopo dieci-quindici minuti potete mettere anche le lenticchie con un po’ d’acqua. Lasciate per dieci minuti a fuoco basso, sempre con la pentola coperta. Ogni tanto girate e quando serve aggiungete altra acqua. A questo punto potete togliere il coperchio e lasciar cuocere altri dieci minuti, sempre girando ogni tanto e, se serve, aggiungendo l’acqua, ma mi raccomando non troppa, che non vogliamo mica una minestra! Giusto quella che basta per non far bruciare il nostro condimento. Mi raccomando non mettete il sale! Non mi sono scordato di scriverlo.
A questo punto mettete a bollire l’acqua per la pasta. Siccome non abbiamo messo il sale nel condimento esagerate un po’ rispetto al vostro solito.
Regolatevi a piacimento ovviamente, non starò qui a dirvi se è meglio mangiar sciapo o saporito.
Se avete bene o male rispettato i tempi, condimento e pasta saranno pronti nello stesso momento. Scolate la pasta e ripassatela con il condimento per qualche decina di secondi.
Mi raccomando: le fettine di pera non si devono spappolare e se non le schiaccerete girandole non si spappolerano.
Per accompagnare consiglio un rosato a temperatura ambiente (a meno che non vi troviate a luglio nel bel mezzo del sahara), non frizzante.
Buon appetito e w i subbaqqui…
19 dic 2006
Nuova ricetta per il ricettario dell’ingegnere. Oggi vi presento un primo piatto, cosa nuova visto che finora avevo parlato di soli secondi.
Necessario: rape (da noi si chiamano così, nel resto d’Italia se non mi sbaglio si chiamano broccoletti), salsicce (il mio consiglio è una a cranio), aglio, olio, sale, pasta (rigatoni meglio… sennò che stiamo a fa?)
Preparazione:
mettete a bollire un bel po’ d’acqua. Poi prendete le rape, lavatele e tagliatele tutte a pezzi non più lunghi di un paio di cm (anche qui non saprei che dirvi riguardo alle quantità, regolatevi un po’ ad occhio considerando che si ritireranno abbastanza, se la pasta vi piace molto condita non ponetevi alcun tipo di freno e abbondate). Fatto questo mettete tutto nell’acqua (senza sale) e fate bollire per una mezz’ora o giù di lì (assaggiate per esser sicuri, l’importante è che la verdura non sia troppo dura). Intanto prendete una padella, coprite il fondo con un filo d’olio, metteteci un paio di spicchi d’aglio e fate soffriggere un po’, poi prendete le salsicce, spellatele e tritate tutta la polpa nella padella facendola soffrigere insieme all’aglio.
Quando la verdura è pronta raccoglietela dalla pentola dove stava bollendo con uno scolapasta (non buttate via l’acqua, lasciatela nella pentola, tirate solo fuori la verdura) e mettetela nella padella con le salsicce. Qui ripassate tutto insieme per una decina di minuti. Aggiungete del sale fino a vostro piacimento.
Intanto buttate la pasta nell’acqua dove avete bollito le verdure -questo è importante!- (non scordate il sale!) e tiratela fuori quando è al dente.
Scolate la pasta (stavolta l’acqua potete buttarla) e mantecate tutto insieme nella padella. Il risultato dovrebbe essere questo:

Servite e accompagnate con un buon vino rosso (montepulciano magari, w l’Abruzzo…).
W i Subbaqqui…