26 nov 2006

La trota dell’ingegnere

di Subbaqquo in Il ricettario dell'ingegnere

Nuova ricetta dal ricettario dell’ingegnere Subbaqquo, fresca fresca di ieri sera.
Vi faccio vedere subito la foto così vi vien l’acquolina in bocca e leggete tutto il post belli spediti!

Lo so, la foto non è un granchè, ma l’ha fatta Riccardo, che vogliam farci?
Il necessario: una bella trota salmonata fresca (se non avete un padre pescatore assatanato come il mio, beh, andatevela a comprare da un pescivendolo di fiducia), patate, aglio, carote, cipolle, pomodorini pachino, prezzemolo, olio, sale e pepe (con le quantità abbondate pure a piacere ;D).

Preparazione:
Prendete la trota, lavatela, pulitela (non starò qui a spiegarvi come si fa cercatelo da qualche altra parte…) e tagliatela a tranci, poi pelate le patate e fatele a pezzi. Mettete tutto in una teglia bella capiente con olio (fino a coprire tutto il fondo della padella), acqua, sale e aglio (due o tre spicchi). Infornate a 200°C).
Lavate i pachino e metteteli da qualche parte, pronti per essere messi sulle patate ad una decina di minuti dalla fine della cottura. Ora dedichiamoci alla preparazione della salsina che metteremo sulla trota. Prendete le carote, sbucciatele e fatele a tondini. Tritate la cipolla (non esagerate o non potrete avvicinarvi a nessuno per almeno 24 ore dopo la cena) e il prezzemolo. Mettete il tutto in un frullatore con un po’ d’olio, sale e pepe (poco pepe). Frullate. Assaggiate, se la salsa è granulosa (masticandola sentite i pezzettini di carota) aggiungete un filo d’olio e frullate ancora. Ok. Mettete la salsa in frigo. Ogni tanto girate le patate nel forno o si attaccheranno da pazzi!
Dopo un’ora e qualcosa (dipende dalla potenza del vostro forno, in ogni caso aspettate che le patate siano ben dorate) quello che è nella teglia dovrebbe esser cotto, poggiate sopra al tutto i pomodorini e lasciate altri dieci minuti in forno. Pronto!
Tirate tutto fuori e servite, una volta impiattato ognuno può mettere sul pesce quanta più salsa vuole. Accompagnate con un buon vino bianco.

W i Subbaqqui…

13 set 2006

I funghetti dell’ingegnere

di Subbaqquo in Il ricettario dell'ingegnere

Nuova ricetta per voi (alla faccia di tutti quelli che dicono che gli studenti universitari mangiano male…). Sto diventando sempre più un gran bel (bello veramente ci ero già prima…) cuoco e dopo i fagioli dell’ingegnere vi presento un nuovo piatto (appena gustato).

Ricetta di stasera:
L’ho chiamata “I funghetti dell’ingegnere”

Necessario:
braciole di maiale, patate, funghi, olio, sale, aglio. Come al solito per le quantità potete regolarvi un po’ come volete, a seconda della vostra fame (ma almeno una braciola a cranio mettetecela, non mi fate sentire niente su diete e consimili: una ricetta del genere merita di essere gustata).

Preparazione:
Prima di tutto prendete i funghi, puliteli, lavateli e tagliateli a fettine, dopodichè metteteli a cuocere in una padella dove avete fatto soffriggere un pochino d’aglio nell’olio, successivamente aggiungete un po’ di pepe ed un poco di prezzemolo, salate a piacimento (tutto questo potete evitarlo se li avete comprati già trifolati). Pelate le patate e tagliatele a “mezza luna” (particolare poco importante ai fini del gusto del piatto, ma anche l’occhio vuole la sua parte), tagliatele abbastanza spesse o si bruceranno.
Mentre i funghi si cuociono coprite con un filo d’olio tutto il fondo di una padella abbastanza grande, tritateci finemente dentro un po’ d’aglio e fatelo soffrigere a fuoco lento; quando l’aglio diventa dorato mettete le patate nella padella, cercando di fare in modo che tutte le patate tocchino il fondo della padella ( perciò dev’essere grande ).
Fate dorare un po’ le patate, una decina di minuti, giratele spesso o si attaccheranno, salate. A questo punto mettete le braciole, fatele rosolare un po’ e successivamente aggiungete un po’ di pepe e prezzemolo (regolatevi considerando la quantità che avete già messo nei funghi). Aspettate che la carne si sia colorata (naturalmente giratela per fare in modo che si colori su entrambi i lati), poi inserite nella padella i funghi, con un pochino dell’olio in cui si sono cotti. Aggiungete un po’ d’acqua (mezzo bicchiere) e coprite la padella. Lasciate cuocere il tutto per almeno venti minuti, girate ogni tanto. Non alzate mai la fiamma.
Quando l’acqua sarà evaporata del tutto il piatto probabilmente sarà pronto. Il risultato dovrebbe (se siete stati bravi) essere questo:

Pierluigi (al solito, ma probabilmente per l’ultima volta) ringrazia, perchè quello che vedete ce lo siamo mangiati in due.
Buon appetito e w i subbaqqui!

25 mag 2006

I fagioli dell’ingegnere

di Subbaqquo in Il ricettario dell'ingegnere

Da quando studio qui a l’Aquila ho scoperto di avere una grande passione per la cucina, sarà che fin quando stavo a casa cucinava la mamma (mitica mamma) e la mia occupazione era solo mangiare, digerire e cag… e vabbè… (compiti che ho sempre compiuto distinguendomi per l’impegno e la passione).

Abituato come ero a mangiare bene ero di fronte ad un bivio:

  • potevo adattarmi a sopravvivere tra mensa universitaria (…) a pranzo e pizzette o panini a cena, cosa che fanno molti studenti universitari fuori sede;
  • potevo scoprire l’arte culinaria e produrmi da solo il fabbisogno nutritivo (a certi livelli quantitativi e qualitativi) necessario a portare avanti la mia porchegna esistenza;
  • potevo lasciarmi morire di fame, mi sarebbero bastate giusto un paio d’ore senza cibo (questa non conta, anche perchè altrimenti il bivio diventa trivio).
Scelsi comunque di intraprendere la seconda via, che continua tutt’ora a darmi tante buone soddisfazioni (a me e ai miei compagni di casa – che mangiano). Ma perchè ti sto riempiendo la testa di menate con tutti questi aneddoti pallosissimi? In verità ti dico: adesso viene il bello (e il brutto e il cattivo), no anzi, il buono .

Ricetta di stasera:
l’ho chiamata “Fagioli dell’ingegnere”

Necessario: pancetta a dadi grandi, patate, fagioli, olio, sale, prezzemolo, aglio. Sulle quantità regolatevi come volete, ma tenete conto che il piatto è abbastanza pesante.

Preparazione:
Prima di tutto mettete a cuocere i fagioli in una pentola (se non ce li avete già cotti o in scatola), vi consiglio di fare prima un soffritto di carote, sedano, cipolla e poi di buttarci dentro i fagioli, aggiungete acqua, chiudete la pentola e lasciate cuocere a fuoco lento, girate ogni tanto o si attaccheranno sul fondo, salate a piacimento. Pelate le patate e fatele a tondini abbastanza alti (o si bruceranno troppo).
Mentre i fagioli si cuociono coprite con un filo d’olio tutto il fondo di una padella abbastanza grande, tritateci finemente dentro un po’ d’aglio e fatelo soffrigere a fuoco lento; quando l’aglio diventa dorato mettete le patate nella padella, cercando di fare in modo che tutte le patate tocchino il fondo della padella (perciò dev’essere grande).
Fate dorare un po’ le patate, una decina di minuti, giratele spesso o si attaccheranno, salate. A questo punto mettete la pancetta, fatela soffriggere un po’ e successivamente aggiungete un po’ d’acqua e il prezzemolo tritato. Coprite la padella e lasciate cuocere il tutto per almeno venti minuti, girate ogni tanto. Non alzate mai la fiamma.
Bene, ora non vi resta che assaggiare i fagioli, se sono cotti buttateli nella mischia stando attenti a non far cadere troppa acqua nella padella. Fate rosolare il tutto per una decina di minuti, sempre a fuoco lento, fino a quando non evapora tutta l’acqua, continuando a girare.
Il risultato dovrebbe essere questo:

fagioli

Pierluigi, sentitamente, ringrazia (quello che vedete ce lo siamo mangiati in due).
Buon appetito e w i subbaqqui!!