Filemaker sotto Linux tramite wine, sapevatelo!
Scritto da Subbaqquo in Linux & Ubuntu, addì 6 novembre 2009
Ebbene sì. Sono uno dei tanti utenti di Filemaker, che uso per motivi poco interessanti per voi lettori, presumo. Stamattina l’ho installato (uso la versione 8 Pro Advanced – per semplici motivi nostalgici -), tramite wine, anche nella mia Kubuntu Karmic Koala.
L’installazione fila via liscia come l’olio, successivamente l’unico problemino è dato da un paio di dll mancanti di default in wine, che potete facilmente reperire da una installazione di Vista (o XP o Sette), oppure da questo sito.
Trattasi delle seguenti:
- odbc32.dll
- odbcint.dll
Prendetele dalla cartella system32 di windows e copiatele in quella di wine (/home/tuahome/.wine/drive_c/windows/system32). Basta così.
Ovviamente se volete anche usare la comoda funzione di esportazione in excel dovrete installare tramite wine anche una versione di msoffice/openoffice.
W i Subbaqqui…
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Piacevoli considerazioni subbaqque
Scritto da Subbaqquo in Linux & Ubuntu, addì 2 novembre 2009
Giusto per far sapere che ancora esisto, ma che sono incasinato di questi tempi. Sapevatelo.
Ho installato Kubuntu Karmic Koala (treccappa per gli amici).
Con questa installazione il balzo nel buio è stato doppio, perché oltre a passare da gnome a kde, sono anche passato alla versione a 64 bit.
Ovviamente funziona tutto. Se gli sviluppatori di Ubuntu continuano così, invece di pubblicare articoli del tipo “come fare questo o quello su linux” dovrò cominciare a scrivere guide per windows.
Sicuramente risulteranno più utili.
W i Subbaqqui…
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La passione del micromorbidoso
Scritto da Subbaqquo in Linux & Ubuntu, addì 7 marzo 2008
Visto che siamo in quaresima, lo prendo come un sacrificio. Sprituale e corporeo.
E’ il secondo pomeriggio che perdo a rimettere a posto lo stesso portatile (non mio), ovviamente con il grandioso Windows XP che ovviamente si era gradiosamente imbaldracchito autonomamente!
Formattazione e reinstallazione dell’intero sistema operativo.
Dopotutto era durato quasi due anni, un record per un so di casa Microsoft.
Ricerca disperata dei circa cinque miliardi e trecentoventiquattromila virgola tre (periodico) driver e loro installazione (ovviamente qualche periferica in conflitto rimane sempre ed il nervoso sale), download degli altrettanti aggiornamenti importantissimi di Windows e loro installazione ed estirpazione totale di messenger (tre volte, resuscitava ad ogni aggiornamento) e della simpaticissima guida all’avvio di Windows mi hanno completamente distrutto.
Non ci ero più abituato a tutto questo casino. No, no.
Al prossimo che mi risponde che linux è difficile da usare gli chiedo se ha mai installato Windows su un computer. Per rendere il mio portatile funzionante e con tutti i programmi minimi già installati (open office & co.) con la live di Ubuntu ci ho messo una ventina di minuti. Procedimento tutto grafico ovviamente. E i driver ci sono già tutti, al massimo serve un clic se si vogliono usare i driver proprietari della scheda video, ma non bisogna mica andarli a cercare.
Con XP ci vuole minimo mezz’ora solo per copiare il sistema operativo sull’hard disk, per poi cominciare con la trafila suddetta. E non hai ancora nessun software installato. A parte l’inutilizzabile Outlook e il colabrodo Explorer.
E dovrei pure pagarlo un software del genere?
Ma andate a lavorare, andate!
A ciapà i ratt!
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Partizioni e fstab in Ubuntu
Scritto da Subbaqquo in Linux & Ubuntu, addì 6 marzo 2008
Quando si inizia a smanettare con linux una delle prime cose da imparare è come gestire le partizioni.
In effetti questo è un argomento con cui mi sono già scornato parecchio tempo fa e per motivi di tempo non avevo mai scritto nessun post di divulgazione (che parolone, eh?!). Però adesso posso rimediare, anche perché ho studiato alcune cose nuove (per mettere a posto il server di casa tempo fa) e quindi posso offrire una panoramica un pochino più completa.
Come sempre molto umilmente devo dire che se ne volete davvero capire qualcosa quello che scrivo io non basta, ma vi sarà utile se inizialmente volete semplicemente fa funzionare le cose.
Nel primo caso andatevi a leggere qualche wiki, che fa sempre bene, e ci sono i collegamenti alla fine del post se ne volete sapere di più.
A gestire quali partizioni vengono montate al boot di linux (e come) è un unico file: /etc/fstab. Per visualizzarlo (ovviamente usate il gestore di testo che volete, io uso gedit che è quello di default per gnome) il comando è:
sudo gedit /etc/fstab
in caso combiniate qualche casino è utile fare un bel backup del file così com’è prima di metterci le manine:
sudo cp /etc/fstab /etc/fstab.bak
Come potete notare dai sudo il proprietario di questo file è root. Quindi d’ora in poi considerate l’autenticazione prima di ogni comando perché io la darò per scontata.
Nel file potete vedere una cosa del genere:
# /etc/fstab: static file system information.
#
#
proc /proc proc defaults 0 0
/dev/sda1 / ext3 defaults,errors=remount-ro 0 1
/dev/sda5 none swap sw 0 0
/dev/scd0 /media/cdrom0 udf,iso9660 user,noauto,exec 0 0
oppure le righe con /dev/sda1, /dev/sda3, ecc. sono commentate e sotto potete leggere una cosa tipo:
UUID=00bf8c92-42b7-437f-9bfa-9e6c1dc68439
prima di tutto il resto della riga. Nessun problema, quello che sto per dire è equivalente. Solo d’ora in poi considerate che per me /dev/sda# e UUID=###… sono la stessa cosa (cosa che non è poi molto lontana dalla realtà).
Prima di tutto, per chiarezza, mettiamo tutto il codice in una tabella (immaginaria, ma anche questo non più di tanto perché fstab vuol dire proprio tabella di file system) che può aiutarci a capire come il file è organizzato. Mandiamo la grafica
Non fate caso al file system virtuale proc presente nell’fstab, non l’ho messo nella tabella perché in questo contesto non ci interessa. L’asterisco c’è perché come potete vedere dal vostro fstab non c’è scritto proprio solo default in quel punto. Ma a noi ora il resto non interessa.
Nella colonna a sono inseriti gli identificativi dei vari file system presenti sull’hd (o sugli hd) del vostro sistema. Come abbiamo detto questi identificativi possono essere /dev/sda# oppure un lungo UUID. Dopo l’installazione nel vostro fstab sono tipicamente presenti varie partizioni, quella radice (cioè dove è messo il vostro sistema), quella di swap e quelle che si riferiscono alle memorie esterne (lettori cd/dvd, floppy e così via).
Nella nostra tabella di esempio la riga 1 rappresenta il fs radice, la 2 riguarda la partizione di swap, la 3 il lettore cd/dvd e la 4 il floppy.
Ora supponiamo che voi abbiate fatto (come me, da bravi smanettoni) un’altra partizione in cui volete mettere tutti i dati, così in caso di formattazione del sistema operativo non dovete farvi tutto il backup (a meno che non vada a baldracche l’hd, ipotesi molto da scongiurare e molto imporbabile) degli stessi. Ma bravi!
Non sarebbe comodo farlo montare automaticamente all’avvio del vostro linux?
Ovviamente il tutto vale anche in qualsiasi altro caso vogliate montare partizioni all’avvio che non siano già nel file (ad esempio volete la partizione di Windows già montata all’avvio e visibile da linux).
Potreste anche dire che le altre partizioni vengono già montate e sono visibili sul desktop nelle icone a forma di hd, ma non è la stessa cosa, non sarebbe più comodo vederle semplicemente come cartelle messe dove vi stanno più comode, visto che non si tratta di penne usb o altre memorie esterne? Basta inserire le giuste informazioni nell’fstab!
Come fare (andiamo avanti riempiendo una colonna alla volta):
a. l’id
Semplice, se avete un solo hd l’id sarà /dev/sda#, dove # sta per un numero. Se invece la partizione che volete montare è su un secondo hd dovrete mettere /dev/sdb#, e così via. Come vedere quale numero mettere?
Da terminale potete vedere tutte le informazioni sulle vostre partizioni con un semplice comando (sudo fdisk -l), ma se siete newbie il risultato sarà un po’ troppo sintetico.
Per andare avanti graficamente potete ricorrere all’ottimo GParted (installatelo da Synaptic se non l’avete perché è utilissimo), dove sono riassunte tutte le informazioni sulle partizioni presenti nel (o nei) vostri hd.
Come potete vedere dall’immagine nel mio hd ci sono tre partizioni, la prima (freccia viola) è quella di root, la seconda (freccia blu) è proprio quella dei dati, mentre la terza (freccia verde) è quella di swap. Cliccando sul pulsante indicato dalla freccia rossa potrete esplorare gli altri hd presenti nel vostro sistema, in caso ne abbiate bisogno.
All’interno del riquadro che rappresenta la partizione dei miei dati è possibile leggere /dev/sda3, quindi ora sappiamo che nome dare alla partizione da montare!
b. mount point
Qui potete semplicemente sfogare la vostra fantasia e scegliere il percorso che più vi risulta comodo. Ad esempio io ho scelto di montare il tutto nella mia home in una cartella “dati”. Quindi in questo caso:
/home/nomedellatuahome/dati
Ricordate di creare la cartella.
c. type
In questa colonna dovrete inserire le informazioni riguardo il tipo di fs della partizione. Auto è una scelta molto pigra, ma se sappiamo quale fs ha la nostra partizione è inutile perdere tempo a farla riconoscere al sistema. Se non la conosciamo possiamo sempre vederla in GParted, nella tabella riassuntiva sottostante la raffigurazione del nostro hd. Nel mio caso la partizione dei dati è formattata in ext3, il fs tipico di linux, quindi io dovrò scrivere ext3 nell’fstab. Per le partizioni Windows dovrete mettere ntfs. In generale:
# auto – riconosce automaticamente il File System della partizione (boot più lento ma è una garanzia)
# ext2 – File System Standard di Linux (non è più utilizzata dalle nuove distribuzioni)
# ext3 – File System di Linux (la più comune nelle ultime distribuzioni che evita che i dati subiscano danni in caso di arresto critico del sistema, evitando il check al riavvio)
# ffs – File System di UNIX
# iso9660 – File System di supporti CD
# msdos – FAT di MS-DOS
# nfs – Network File System della Sun Mycrosystems
# ntfs – NTFS di Windows
# proc – File System Virtuale con le informazioni dei processi
# reiserfs – File System di Linux (come la ext3 ma più efficace. Utilizzata da SuSE)
# swap – Formattazione usata per il SWAP di Linux
# udf – File System di supporti DVD
# vfat – FAT32 di Windows
d. options
Qui dovrete specificare con quali modalità la partizione sarà montata, solitamente default è la scelta giusta. In particolare potreste scegliere anche come saranno impostati i permessi per le cartelle ed i file nella partizione. Se volete approfondire controllate nella voce di wikipedia dove sono riportate tutte le possibilità (il link è in fondo al post). Per noi va bene default
.
e. dump
Questa opzione permette di scegliere se volete che all’interno della partizione sia effettuato il backup dei dati. A meno che non abbiate un fs formattato ext2 questa opzione è obsoleta, possiamo metterla a 0.
f. pass
Questa opzione serve a scegliere se vogliamo che il fs in questione sia controllato da shell (con fsck). Per il fs di root la scelta deve essere obbligatoriamente 1, ma nel nostro caso è inutile far ricontrollare tutta la partizione dei dati ad ogni avvio, quindi possiamo tranquillamente scrivere un bello zero.
Riassumendo abbiamo la riga, nella nostra tabella virtuale
, formata in questo modo:
e quindi nell’fstab basterà aggiungere la seguente riga (l’ordine non ha importanza, la possiamo mettere in fondo senza problemi):
/dev/sda3 /home/nomedellatuahome/dati ext3 default 0 0
ed è fatta. Riavviamo e godiamoci le nostre partizioni montate dove ci pare.
Spero di essere stato chiaro e soprattutto utile a qualcuno. Buon linux.
W i Subbaqqui…
Per approfondire:





