Ingegneri si nasce /2
Scritto da Subbaqquo in Musica, addì 7 dicembre 2009
Sottotitolo: analisi psicoterapeuticomorfologica della poltiglia radiofonica.
Se non sono tre mesi ci manca poco. Trattasi del tempo passato dalla mia iscrizione in una palestra qui vicino casa.
Se non è un’ora e mezza ci manca poco. Trattasi della durata media delle sessioni di allenamento che seguo tre volte a settimana.
La matematica non è un’opinione, anche se pare che a qualcuno questa cosa non sia chiara, conseguentemente:
1.5 x 3 x 4 x 3 = 50.4
sono le ore che ho passato finora lì dentro.
Ora dovete sapere che in palestra ci sono un paio di schermi piatti appesi alle pareti, corredati da varie casse sparse in giro per le sale, che insieme divulgano nell’aere qualsiasi cosa RTL passi durante la giornata. Pubblicità ovviamente compresa, a volte rimpiango che duri così poco.
La matematica ci viene nuovamente in aiuto per dire che, se assumiamo che la durata media di una canzone radiofonica sia di 3 minuti (mi sento generoso):
(50.4 x 60) / 3 = 1008
sono le canzoni che si potrebbero ascoltare in 50 ore circa di radioterapy. Magari non tutte diverse, magari qualcuna l’ascolti 3 volte (sempre per essere generosi) ed in questo caso scendiamo a 336. Epperò, anche approssimando di molto in eccesso, posso senza dubbio affermare che al massimo avrò sentito dalla suddetta radio, in tutto il tempo passato ad allenarmi, una varietà di 40 canzoni. Ciò vuol dire che:
1008 / 40 = 25,2
insomma mi sono sorbito, in tre mesi, sempre la solita manciata di pezzi, ripetuta e ripetuta continuamente per più di 25 volte.
Dove voglio arrivare è chiaro, quindi non mi dilungo ulteriormente. Solo due osservazioni finali:
- un giorno mancava la corrente e si stava benissimo, le persone non strillavano per capirsi e l’atmosfera era molto più rilassata;
- l’Italia intera è a conoscenza che la “nuova canzone” dell’anziano cocainomane Vasco Rossi (detto Rasco Tossi per la splendida ugola) non è altro che un pezzo dei Radiohead di 20 anni fa? Con le parole in italiano e un’alta percentuale di nananaaaa a supplire la mancanza di ispirazione, però.
Come diceva quello: vabbé.
W i Subbaqqui…
P.S. : “Ingegneri si nasce” era un post del vecchio Rieducational Blog, non ancora importato qui, che probabilmente per mancanza di tempo non lo sarà mai, purtroppo.




