Il mondo in 160 caratteri
di Subbaqquo in Numeri periodici
Tu che ti chiedi come mai al mondo d’oggi non ci sia spazio per la poesia e per i libri, tu che ti chiedi come mai la scrittura attrae a sè sempre meno persone (che siano scrittori o lettori); perchè sicuramente tu te lo stai chiedendo: se sei qui, infatti, a girar per blog, vuol dire che un minimo delle opinioni altrui e delle parole scritte, e delle sensazioni che tali parole possono suscitare, beh vuol dire che un pochino di queste cose te ne frega.
Anch’io me lo chiedo; perchè forse non sarò così appassionato di poesia, ma di altre forme d’arte lo sono eccome, ed anche da quelle parti le cose non vanno granchè bene.
Tu, arguto cibernauta della blogosfera, ti starai anche chiedendo: cosa c’entrano gli sms con la poesia? Perchè è agli sms che si riferisce il titolo, no?
Il punto è questo.
La poesia, come le altre forme d’arte, è l’espressione profonda di un “io” ben definito, se non si parte dal riuscire a parlare profondamente di qualcosa che è dentro di noi non riusciamo a comunicare un bel niente nemmeno agli altri.
Ebbene il mondo che è tutto intorno a te non fa altro che cercare di cancellare queste diversità che ci sono tra te e qualcun’altro: tutto quello che ci circonda (dalla tv, alla pubblicità, ai negozi e le rispettive mode, le stesse università ormai…) non fa altro che convogliarci verso pochi modelli predefiniti (prendendo l’esempio dei vestiti ormai abbiamo una moda per i vips ed una per gli anticonformisti, ma una volta gli anticonformisti non erano quelli che le mode non le seguivano?).
Questa spada di Damocle che abbiamo in testa, questa spece di vortice “aggregativo” che ci circonda e annulla la nostra individualità per omologarla al tutto, forse la dobbiamo in maggior parte ad Hegel e a tutti gli altri cazzoni di filosofi che gli andavano appresso.
Tornando alla poesia, comunque, la risposta si può anche trovare nei semplici sms (e qui capirai il perchè del titolo), il metodo di comunicazione per eccellenza dei nostri tempi. Tale metodo può essere usato a fin di bene o a fin di male, fatto sta che spesso arrivano sms che non capisci perchè pieni di: k 6 h nn cmq tvb (orrore!), oppure con le parole scritte tutte attaccate per non superare il fatidico limite dei 160 caratteri.
Eccoci alfin giunti alla meta: i 160 caratteri. Il limite che più di tutti impedisce al genere umano dei giorni nostri di esprimersi decentemente, quante volte ti è capitato di dover togliere qualche parola dall’sms che stavi mandando perchè trovavi il numeretto “2″ che lampeggiava sullo schermo dell’odiato cellulare?
Immagini Dante che scrive la Divina Commedia in 160 caratteri? O Leopardi che riscrive L’infinito cercando di non superare il fatidico limite?
Prenditi un po’ di tempo (un 10,5 minuti – e il 5 è periodico-), e poi, magari, in un commento, mi dirai che ne pensi.
Ho riflettuto sulle cose dette in questo post leggendo quello che “E io che mi pensavo…” ha scritto oggi; è vero che la capacità di sintesi è importante (e per noi bloggers fondamentale), ma quando si esagera si finisce proprio per cercare di descrivere il mondo in 160 caratteri.
W i subbaqqui…
