Scajola punta il suo ditino

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 28 gennaio 2010

Termini Imerese, stabilimento FIAT: assemblaggio interrotto. Ordine dall’alto.

Il governo, nella persona del ministro Scajola sembra alterarsi, addirittura minaccia di ridurre gli incentivi! Patetico!

Il governo vuole salvare lo stabilimento siciliano, la FIAT, il comparto automobilistico italiano e il suo indotto, proteggere l’economia? Basta non tanto minacciare di ridurre l’elemosina ai grandi azionisti tramite taglio degli incentivi, quanto entrare direttamente nella partecipazione aziendale come socio, anche di minoranza, ma con poteri decisionali.

Non si invochino le regole della U.E.; o valgono sempre e allora si cancellino gli incentivi, o non valgono e allora che muoia il cosiddetto libero mercato, perché come è attuato sa tanto di intellettualismo mafioso.

Non so se strategicamente sia necessario chiudere davvero lo stabilimento di Termini, ma dopo tutti i soldi che abbiamo regalato già a quella sanguisuga di Gianni Agnelli & Co. e che continuiamo a bruciare, direi che la chiusura equivarrebbe al fallimento industriale.

Non ci si sorprenda di ciò: da anni ormai la FIAT non realizza (ma forse progetta e basta) auto degne di questo nome, che poi vende ad un prezzo non inferiore a quello di auto -di altri marchi- che considero superiori.

Giocare agli industriali quando si ha la certezza che gli utili entreranno in tasca, mentre le perdite verranno spalmate sulle spalle del popolo bue, è una cosa così semplice da imbarazzare: basta avere sufficiente potere ricattatorio.

Il governo attuale con l’Alitalia fece carne di porco, rifiutando un accordo sostanzialmente paritario con AirFrance, per poi regalarla ai soliti bravi italiani con i soliti soldi pubblici.

Ma qui la musica cambia: non abbiamo a che fare con un comparto economico che tutto sommato in tempi di vacche magre si possa sacrificare; se comincia a saltare l’industria automobilistica, l’Italia arretra; e siccome Montezemolo e Marchionne sono tutto meno che industriali, non credo che si farebbero problemi a (pro)porre un bel ricatto sul tavolo di eventuali trattative (leggasi: calata di mutande) con Scajola.

Sarebbe ora di dare una bella sterzata!

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Quasi avrei domandato

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 25 gennaio 2010

Alcuni scienziati affermano che l’idrogeno, proprio perché così abbondante, è il mattone fondamentale dell’universo. Io dico che nell’universo c’è più stupidità che idrogeno. Frank Zappa.

Non potevo non citare questa perla: anche se fondamentalmente ne sono contrario, a volte capita di sentirsi scoraggiati e di abbracciare queste cattiverie, purché risultino più solide di certe esperienze degne del migliore teatro non-sense.

Di punto in bianco mi appare una finestra di skype con un messaggio di spam, finestra che ho immortalato nella foto qui di seguito.

Sommo Cretino

Io non ho mai avuto il piacere di subire non-pubblicità indesiderata, e lì per lì sono rimasto a guardare senza capirci granché.

Quasi avrei domandato per avere una delucidazione; alla fine ho preferito dileguarmi nel silenzio virtuale (e virtuoso).

Merita un applauso, ma non più di uno!

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Software da usare sotto windows, la lista di Subbaqquo…

Scritto da Subbaqquo in Pubblicità, addì 24 gennaio 2010

Ciao a tutti (l’educazione prima di tutto). Ultimamente mi sono ritrovato, come al solito, ad installare un sistema operativo di casa microsoft ed ho pensato di non aver mai stilato un elenco dei software che abitualmente installo sui vari windows (sotto Ubuntu non serve perché c’è già -quasi- tutto), cosa che mi sarebbe di indubbia utilità in questi casi.

Conoscendo la mia proverbiale sbadataggine e la conseguente tendenza a perdere il materiale cartaceo ho deciso di postare la lista qui, dove magari risulterà utile a qualcuno, stimolerà la curiosità di qualcun altro e, spero, spingerà qualche lettore a consigliarmi nei commenti sofware migliori di quelli che abitualmente uso.

Eccoli:

CCleaner;
Clamwin;
Filezilla;
Gimp;
Infrarecorder;
Firefox;
MediaMonkey;
Notepad++;
Openoffice;
PDF Creator;
Peazip;
Pidgin;
Skype;
Sumatra PDF;
TightVNC;
VLC;

Come vedete quasi tutti i software sono open source, e tutti sono gratuitamente utilizzabili. Salta subito all’occhio la mancanza di un player esclusivamente musicale. Indubbiamente sotto windows soffro la mancanza di software come Amarok o Rhythmbox, che mi permettono di indicizzare i miei tanti giga di musica e di ascoltarla senza andare a cercare gli album tra le cartelle, ma in attesa di degni sostituti mi “accontento” utilizzando anche per la musica l’ottimo VLC. Se qualcuno ha consigli a riguardo i commenti sono qui sotto per questo :) , aggiornerò la lista di conseguenza.

W i Subbaqqui…

AGGIORNAMENTO: problema del player audio risolto utilizzando MediaMonkey.

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Dall’Atlantico al Pacifico

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 22 gennaio 2010

Si sposta in questo senso il predominio sul mondo. Le nazioni asiatiche rischiano di passarci sopra come schiacciasassi.

Scommetto che pensate già ai mercati a basso costo che invadono con prezzi ridicoli i nostri. Non è questo, anche perché con il livellamento in corso, su salari/retribuzioni e prezzi delle merci, tra poco il paradiso potrebbe sprofondare più in basso dell’inferno.

Qui si tratta di investimenti che abbracciano e coinvolgono intere generazioni, parliamo di investimenti che guardano almeno verso i prossimi 30 anni, nella più ristretta delle previsioni: in una parola, NUCLEARE.

Eh sì! Noi votammo il referendum per abrogarlo, mandando a spasso alcuni tra i migliori fisici, chimici e ingegneri del mondo (riscrivo per chi leggesse troppo in fretta: del mondo), senza però chiederci dove da avremmo attinto per il nostro fabbisogno. E siccome siamo cicale coerenti con i principi che votiamo, abbiamo deciso di comprare una buona fetta di energia elettrica dalla Francia, la quale produce la suddetta energia in gran parte dal nucleare e lo fa con le sue centrali, almeno una delle quali si trova al confine con l’Italia. Cheapeau!

Cosa importa in fondo, ora che la tecnologia ci mette a disposizione il fotovoltaico grazie alla miniaturizzazione del silicio? Ci importa, perché le dimensioni del silicio per i pannelli non sono quelle richieste per un processore di un computer: in proporzione abbiamo dei giganti, per giunta disponibili già ben prima che partisse la campagna genocida sulle politiche verdi. Ci spacciano per novità ciò che da anni ormai esisteva e di cui si conosceva la vasta inutilità se non per il minuscolo privato alle prese con il suo piccolo bisogno.

Povero colore verde, il colore della speranza, il colore che nella antica tradizione medica cinese -se non sbaglio- è associato al cuore, quindi alla vita almeno fisiologica; si trova schiacciato da sepolcri imbiancati pieni di potere e di odio reale e britannico, che non sanno dove sia di casa la speranza, e in definitiva la vita.

Sei pazzo!? Lo sanno tutti che il nucleare è rischiosissimo, che non si sa come trattare le scorie, che è una maledizione di Dio, che fa venire le malattie, i tumori. Inoltre favorisce le lobby del nucleare, e io non posso sopportarlo. Magari il fotovoltaico non mi darà tutta l’energia che mi serve: vuol dire che ne farò a meno!

Il fumo fa male, nessuno vuole guarire e non produce tutto questo vantaggio per la società. L’alcool fa male; almeno è più variegato, è anche sicuramente più gustoso; ma troppo fa male. Lo stress fa male, è uno dei migliori alleati per tumori, infarti e ictus, oltre a peggiorare la vita in generale. Odiare fa male, e uccide più dell’uranio impoverito: ma nessuno vi dice mai che perdonare restituisce la vita e odiare la sottrae. La stupidità, infine, fa male più di ogni altra cosa.

E per stupidità si intenda tutto quell’insieme di comportamenti che impedisce alle persone di emanciparsi dalle proprie credenze o tabù, per non intaccare i quali preferiscono veder morire gli altri, idolatrando sé stessi nella convinzione di non essere macchiati da colpa (di intelletto) alcuna. Una giustificazione agli errori e orrori si trova sempre fuori di sé, un capro espiatorio che sia ad esempio Maria quando la rivestiamo di abiti animaleschi.

Il fatto che le più grandi nazioni asiatiche come Russia (se perdiamo il contatto con essa perdiamo il contatto con l’Asia), la Cina, la Corea del Sud, l’India, il Giappone stiano correndo come forsennate al nucleare civile (solo l’Iran non deve) non ci inganni: quelle nazioni sono abitate ma soprattutto governate da persone rozze e inette, noi europei ed americani sì! noi siamo il futuro, un futuro di sepolcri non più bianchi, ma verdi… di bile!

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Giornalisti in saldo

Scritto da Riccardo Giuliani in Collaborazioni, addì 16 gennaio 2010

Sembra appena ieri. Dovevamo essere sterminati dall’influenza suina.

Andiamo per gradi.

In siti e forum su internet dove si parla di cure per il cancro, sia ufficiali sia alternative, il più delle volte i sostenitori delle seconde sono fanatici che non aiutano a capire se ne esistano di valide davvero (sul metodo Di Bella nutro speranze serie).

I sostenitori delle prime generalmente appaiono molto più edotti in materia, a giudicare dai termini tecnici sciorinati nonché dalla capacità di legarli, ma spesso nella discussione con i testardi di cui sopra cadono in un luogo comune che mi fa venire i brividi:

“Se davvero esistesse una cura efficace per il cancro e pure poco costosa, ma non credi che i servizi sanitari di ogni nazione l’avrebbero già adottata?”.

Eh no! allora perché esistono associazioni antimafia, se basta la sola speculazione logica per risolvere i problemi?

Distinguiamo: delle cure tradizionali ci sono grosso modo la chirurgia, la chemio e la radioterapia. Le ultime due si fanno solo dopo che il paziente abbia firmato lo scarico delle responsabilità civili e penali dal groppone del medico o almeno della struttura curante. Senza entrare nel merito di questo metodo di rapporto tra medici e pazienti che è tutto statunitense e non nostro, va fatto presente un possibile motivo di tanta precauzione: nei foglietti illustrativi dei medicinali anticancro (non so se in tutti), si legge che essi sono (potenzialmente) cancerogeni. Tanto di cappello!

Si tratta di cure costose, per le quali tutti i servizi sanitari mondiali che le adottano pagano cifre da capogiro: per carità, spese bene se aiutassero la vita, ma siccome vita non significa solo prolungamento ma soprattutto qualità, dubito che le statistiche trionfalistiche sulle guarigioni siano completamente attendibili; bisogna vedere i criteri adottati per stilarle. E nessuno vi dirà mai spontaneamente quali essi siano, perché con il vostro cervello potreste capirne l’inghippo: un pericolo troppo alto da correre, il silenzio è preferibile.

Ma tornando a noi e alla frase da pelle d’oca.

L’OMS e le case farmaceutiche multinazionali hanno creato il panico ad arte, pur sapendo della innocuità dell’influenza. Ora cosa tocca leggere? Le nazioni europee, Francia in testa, che hanno corso da centometriste pur di accaparrarsi il più delle scorte, stanno rivendendo i vaccini all’estero, perpetrando la truffa in puro stile piramidale pur di raggranellare un minimo al fine di tamponare l’emorragia di capitale.

La tecnica piramidale, che si basa sullo scaricabarile ma in verticale, è una delle truffe più note e più facili da smascherare nonché rispedire al mittente; quando ciò non avviene solitamente si deve a due fattori:

1) ignoranza, da parte dei governati (non dei veri capi che la iniziano);

2) complicità mafiosa dei governanti che sfruttano l’ignoranza dei popoli pur di non contraddire chi comanda veramente.

C’è da sapere che nel caso specifico, i vaccini sono stati preparati in fretta e furia: solitamente devono essere testati quanto meno per varie settimane, ma se ciò non avviene -e non è avvenuto-, è buona regola deontologica -ma non affaristica- evitare di dichiarare che siano sicuri ed efficaci, salvo poi spingere i governi a fare leggi -in fretta e in furia- che scaricassero le case farmaceutiche da ogni responsabilità.

Ora il quadro dovrebbe essere più chiaro: tra destre e sinistre non si sa chi ci voglia più poveri; ma salendo la scala davvero si fatica a capire chi ci voglia più defunti.

In tutto questo i giornalisti?

Serpi dannate, siete l’anello più forte di questa catena di morte!

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