03 dic 2011

Ascoltare file midi e kar con VLC Media Player

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu, Web

Non sono un grande appassionato di MIDI, però mi capita spesso di doverne ascoltare qualcuno.

Da tempo immemore, ormai, l’unico l’unico player musicale installato sui miei pc è VLC, di conseguenza trovo comodo  ascoltare anche i MIDI (ed il tutto funziona anche per i file in formato .kar – portati alla ribalta da programmi per karaoke tipo vanBasco et similia -) tramite questo ottimo player gratuito.

La procedura è tutto sommato semplice, quando si sa dove reperire i file giusti. Per questo motivo ho pensato che potesse essere utile divulgarla anche qui.

(continua…)

22 nov 2011

La convoluzione del Subbaqquo

di Subbaqquo in Analisi scientifica del metodo universitario

Dal libro “Analisi scientifica del metodo universitario”, di K. Fitzstrobel e R. Tagaserod. Note di copertina. (Puntate precedenti)

Naufaragato qui, su quest’isola spartitraffico
nessuno mai noterà gli s.o.s. di fumo della mia sigaretta

Ad oggi riconosco un momento preciso nella mia vita da studente. Capitò un giorno in cui ricordo di aver pensato orgogliosamente: ho imparato tutto quello che l’università e i professori hanno da insegnarmi. Tutto. Come ho scritto, al momento ne ero orgoglioso, non immaginavo il cataclisma che una sensazione del genere avrebbe provocato. Lì per lì pensavo addirittura che fosse una consapevolezza idiota, per di più poco umile e sicuramente poco utile.

malgrado il flusso incessante di auto
e i messaggi affidati ad una buona sorte che non ho
sigillati in bottiglie di plastica col tappo a vite
gettate qui da qualcuno di voi…

Quel “poco utile” finale, mentre lo pensavo, era comunque la prova che c’era qualcosa ormai di definitivamente ingegneristico in me. Pensare all’utilità persino di una sensazione, che roba da arido tecnico. Sicuramente gli anni in quel posto maledetto mi hanno cambiato, molto probabilmente in peggio. Grazie a Dio ho sempre bilanciato con tutti i millemila interessi che con quello schifo c’entrano poco o niente. Anche se forse è questo che mi ha fregato, come minimo ha contribuito.

fatevi fottere, voi e le vostre berline in leasing
non sapete ciò che rischiate
quando finirò le paglie mi trasformerò in un mostro sanguinario
che sgozza le sue vittime con i denti al semaforo rosso
rosso come il vostro sangue, rosso come, rosso come
rosso come il fuoco…

Sapere che quello che stai facendo alla fin fine è al 90% roba fatta da burocrati, per i burocrati e che non arricchisce nessuno, nemmeno i burocrati stessi, mentre in qualche modo va a depredare il mio tempo. Sapere che è tempo buttato non aiuta, riconoscere che quello che hai davanti non è un sapere utile è qualcosa che l’università stessa mi ha insegnato.

sguardi di panico, grandi “no” fatti con le mani
ma non sono qui per pulire vetri
né per vendere accendini

Attualmente riconosco che tutto quello che so fare meglio l’ho imparato da solo. E questo posso riconoscerlo grazie all’università. Questa scoperta odierna l’ho chiamata “Teorema della convoluzione dello studente”. Sono un ingegnere elettrico specializzando e la cosa migliore che l’università mi ha insegnato è riconoscere cosa è utile tra le migliaia di nozioni che mi son dovuto bere.

se solo provaste a guardarmi negli occhi
notereste i lampi, i tuoni, la tempesta nella mia testa
a me resta qualche sigaretta, a voi qualche speranza…

Questa scoperta si è ritorta contro di me, purtroppo. Perché ha dato il via ad una totale, automatica disillusione e cinicità nei confronti di qualsivoglia apparato che d’ora in poi si proporrà come “utile per il mio futuro”. Mi dispiace doverlo ammettere, la cinicità non è qualcosa di cui essere fieri.

fatevi fottere, voi e i vostri alzacristalli elettrici
la mia testa può spaccare le pietre
quando finirò le paglie la mia metamorfosi vi stupirà
che sorpresa morire così al semaforo rosso
rosso come il vostro sangue, rosso come, rosso come… non ricordo più…

Niente deve essere giudicato a priori, mai. Tutto merita considerazione perché in tutto, in fondo, c’è davvero tanto di buono. Questo pensiero mi ha sempre aiutato a guardare avanti con fiducia e a non provare odio per niente e nessuno, ne sono sempre stato orgoglioso, l’ho sempre difeso, anche quando è capitato che chi mi era vicino voleva convincermi del contrario.

- assolo di chitarra -

Quando sono di fronte a qualcosa che non mostra niente di buono o bello, probabilmente la colpa è mia che non guardo bene. Anche questo l’ho sempre pensato. Anche questo mi ha molto aiutato a fare del mio meglio, ma ora devo arrendermi. Io in tutto il metodo universitario non ci trovo proprio niente. Vorrei davvero sapere cosa ne penserebbe un alieno, qualcuno che non essendo ormai immerso in una realtà del genere potrebbe giudicare con un minimo di obiettività e onestà intellettuale. Tutto questo gioco dell’analisi scientifica è stato bello e divertente. Oggi finisce. Grazie per l’ascolto.

fatevi fottere, voi e i vostri alzacristalli in leasing…
fatevi fottere, voi e le vostre berline elettriche…

W i Subbaqqui…

P.S. Si ringraziano Giorgio Canali e Rossofuoco per il sottofondo musicale a queste note di copertina.

11 nov 2011

Giubilo!

di Subbaqquo in Linux & Ubuntu

Una di quelle notizie che anche in periodi come questi ti tirano un po’ su il morale.

Mono è da sempre purgato da ogni mia Ubuntu, da adesso potrò risparmiarmi qualche comando dopo le nuove installazioni.

W i Subbaqqui…

21 ott 2011

Teatrino libico

di Subbaqquo in Belmondo

Oggi faccio mie le sue parole. Come non essere d’accordo.

W i Subbaqqui…

17 ott 2011

Consigli subbaqqui: pulire i tasti e la tastiera della chitarra

di Subbaqquo in Musica

Cari lettori subbaqqui, in occasione del periodico cambio corde sulle mie chitarre, con annessa pulizia della tastiera, mi sono chiesto: perché non scrivere un altro dei millemila articoli che spiegano come prendersi cura del manico del proprio strumento?

La domanda mi è sorta perché come al solito la troppa abbondanza si rivela dannosa, infatti navigando un po’ si trovano migliaia di consigli diversi e tecniche contrastanti, tanti da mettere non pochi dubbi ad un volenteroso, ma alle prime armi, “pulitore di chitarre” (che poi chi è che li spinge ‘sti pulitori…) come lo ero io qualche anno fa.

Non essendo un esperto liutaio non pretendo che quello che sto scrivendo sia oro colato per il chitarrista fai da te, si tratta però di procedimenti semplici che ho testato sui miei strumenti con ottimi risultati, usando attrezzatura molto economica e di facile reperibilità.

Per prima cosa bisogna precisare che per pulire i tasti e la tastiera sono richiesti due procedimenti completamente differenti. Inoltre nel primo caso stiamo parlando di un lavoro equivalente per tutte le tastiere (che non siano freetless ovviamente), mentre nel secondo caso metodologia da seguire e prodotti da usare cambiano in modo significativo a seconda del legno usato per fare la tastiera e di come è stato rifinito.

Per quanto riguarda la pulizia dei tasti personalmente conosco ed uso due tecniche che presentano entrambe ottimi risultati:

  • prendete un bel panno in microfibra e strofinate i tasti uno alla volta alla velocità della luce, ci vorrà tempo e fatica, ma torneranno splendenti e non rischierete assolutamente niente;
lana d'acciaio
Foto 1: lana d’acciaio 
  • andate in un qualsiasi negozio di ferramenta e comprate una matassa di lana d’acciaio finissima (0000), costa pochi euro e durerà una vita (foto 1). Per proteggere il legno della tastiera dai graffi mettete due strisce di carta gommata ai lati del tasto da pulire. Tagliate un piccolo pezzo di lana d’acciaio dalla matassa e passatelo sul tasto per qualche secondo senza applicare troppa pressione (o comincerete a levigare i tasti – cosa non buona), facendo attenzione a pulire bene lateralmente. Il tasto tornerà lucido e nuovo in pochissimo tempo. Questo procedimento è molto meno faticoso del primo, ma bisogna stare attenti a posizionare bene la carta gommata ai lati di ogni tasto e a non esagerare con la pressione per non strappare la carta gommata e rigare la tastiera. In foto 2 c’è un esempio.
pulizia dei tasti
Foto 2: applicazione della carta gommata 

Bene, ora passiamo alla pulizia della tastiera. Tutte le mie chitarre (una classica, due acustiche e due elettriche) hanno il manico in palissandro, per questo motivo mi sono organizzato ed informato in modo specifico per questo caso. Le tastiere di palissandro quasi sempre sono al naturale e non sono trattate o verniciate.

Ciò che andrò a scrivere funziona bene su questo tipo di tastiere. Che io sappia per i manici in ebano ed in acero verniciato bisogna adottare metodi e prodotti differenti, quindi vi rimando all’onniscente google.

Per i manici in palissandro ho sempre ottenuto ottimi risultati utilizzando l’olio di lino cotto (foto 3), che si trova facilmente dai ferramenta in latte da 1 litro a circa 5 euro. Considerate che pulendo la tastiera una o due volte all’anno una latta da 1 litro non riuscirete a finirla in una vita, a meno che non abbiate decine di chitarre da pulire.

olio-di-lino-cotto-lt-1
Foto 3: olio di lino cotto 

Prima di procedere pulite per bene la tastiera con un panno o con della carta assorbente togliendo polvere e residui vari, non usate nessun prodotto per questo, rischiate solo di seccare ulteriormente o macchiare il legno. Ora prendete un riquadro di carta assorbente, piegatelo tre o quattro volte e versateci sopra un poco di olio. Non esagerate o il legno lo “risuderà” nel tempo e suonerete per mesi una chitarra che puzza di pesce marcio, con conseguenze terribili per le vostre mani (perennemente unte, che ungeranno a loro volta le corde) e la vostra vita sociale (per lo meno in sala prove). Per capirci io tappo la latta con la carta e la metto a rovescio per un attimo; a questo punto, rimettendo la latta diritta, l’olio che rimane sulla carta assorbente basta per tutto il manico.

Una volta passato l’olio su tutta la tastiera lasciate asciugare per una ventina di minuti. Noterete che il legno è tornato brillante e lucido e, se non avete esagerato con le dosi, la puzza di pesce è poco percettibile. A questo punto armatevi di buona volontà e passate approfonditamente un altro riquadro pulito di carta assorbente su tutta la tastiera, avendo cura di non saltare nessun punto, così da eliminare qualsiasi eventuale residuo di olio.

Infine potete rimettere le corde e passare all’accordatura, l’intonazione e tutto il resto. Esteticamente la tastiera sarà bella pulita, come nuova,  e voi ci guadagnerete in suonabilità e comfort. Spero queste informazioni possano essere utili.

W i Subbaqqui pulitori…